• Unisciti ai 251551 iscritti

    Psicologo clinico


    Abstract
    La legge n. 56 del 18.2.1989 definisce e regolamenta la professione di Psicologo...
    Contenuto

    La legge n. 56 del 18.2.1989 definisce e regolamenta la professione di Psicologo.

    Definizione
    (Art. 1) La professione di Psicologo comprende l'uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi, sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito.

    (Art. 2) Percorsi professionali, formazione e titoli richiesti 

    • Per esercitare la Professione di Psicologo è necessario aver conseguito l'abilitazione in Psicologia mediante l'Esame di Stato ed essere iscritto nell'apposito Albo professionale.
    • L'Esame di Stato è disciplinato dal Decreto del MURST n. 240 del 13 gennaio 1992 (G.U. n. 70 del 24.3.1992).
    • Per essere ammessi all'Esame di Stato i laureati in Psicologia devono fare un tirocinio pratico annuale post-lauream che è regolamentato dal D.M. n. 239 del 13 gennaio 1992(G.U. n. 70 del 24.3.1992).

    L'oggetto di analisi della psicologia clinica
    L'oggetto di analisi della Psicologia Clinica é, in definitiva, il comportamento umano, sia individuale, di gruppo che delle organizzazioni sociali (R.Carli, Psicologia Clinica, UTET, Torino, 1987).
    Riferimenti normativi sulle attività dello Psicologo che opera nel Servizio Sanitario Nazionale e nei Ministeri:

    • Decreto del Ministro della Sanità del 30.1.1982. Normativa concorsuale del personali delle Unità Sanitarie Locali:
      • Prove per lo Psicologo dirigente: Svolgimento di un tema su argomento di Psicologia Clinica. Esame di un soggetto-raccolta dell'anamnesi e proposta di interventi psicologici ritenuti necessari, ovvero: esame di questionari attitudinali compilati da neo-Laureati in Psicologia e deduzioni circa l'impostazione di un piano di training.
      • Prove per lo Psicologo coadiutore: Impostazione di un piano di lavoro su di un caso psicopatologico presentato sotto forma di storia psico-clinica e sociale scritta o di colloquio registrato e proposte di interventi ritenuti necessari. Esame di un soggetto, raccolta dell'anamnesi e discussione sul caso ovvero: esame dei risultati dei test diagnostici e valutazione psicometrica.
    • Decreto del Presidente della Repubblica n. 1219 del 29.12.1984. Individuazione dei profili professionali del personale dei Ministeri:
      • Psicologo coordinatore: Attività di studio e ricerca per l'applicazione e l'impiego di metodi, tecniche e strumenti psicologici conoscitivi e d'intervento individuali e collettivi ai fini dell'orientamento scolastico e professionale … nonché ai fini della psicoprofilassi, della psicodiagnostica, di attività di sostegno e di rieducazione psicologica. Formula i piani tecnici di indagine sulla fenomenologia dell'interazione sociale e sugli interventi operativi ai fini dell'inserimento sociale dell'handicappato, del detenuto e del lavoratore in situazione speciale. Organizza e dirige unità operative di consultazione psicologica su problemi familiari, nonché su quelli della comunicazione e sviluppo sociale. Essendo in possesso di specifica formazione professionale e di specializzazione post-universitaria riconosciuta, effettua attività psicoterapeutiche comprese quelle analitiche.

    Queste normative riguardano il ruolo ufficialmente riconosciuto dello Psicologo, quale operatore in ambito pubblico. Recentemente sono state apportate modifiche per l'accesso degli psicologi al Servizio sanitario nazionale. Ad esempio, il Decreto Legge del 7.12.1993, art.16, comma 3 stabilisce che : "Al primo livello della dirigenza del ruolo sanitario si accede attraverso concorso pubblico, al quale possono partecipare coloro che abbiano conseguito la laurea nel corrispondente profilo professionale, siano iscritti all'albo dei rispettivi ordini ed abbiano conseguito il diploma di specializzazione nella disciplina". Ulteriori modifiche della normativa sono attualmente in corso di definizione.

    Per lasciare un commento è necessario aver effettuato il login.

    Ci sono 35 commenti.

    1. Il mio sogno e la mia massima aspirazione è diventare uno psicologo clinico, progetto un pò ambizioso. Si dice che la laurea in psicologia clinica non dà molte possibilità lavorative ma io ci proverò…. Tra i campi della psicologia, credo (almeno per me) che questo sia il più completo ed interessante… spero che il campo consentirà in futuro di lavorare davvero!

    2. Molto interessante ed esaustiva anche se sintetica la spiegazione sulle professionalità inerenti la psicologia clinica. Un primo orientamento per approfondire con ulteriori informazioni a riguardo

    3. articolo ben fatto; spiega in modo sintetico e chiaro i principali aspetti dell’attività clinica. grazie per averlo condiviso con noi

    4. salve. per lavorare con gli autistici cosa devo fare? devo fare psicologia clinica e poi una scuola di specializzazione in clinica?aiutatemi.grazie

    5. Io personalmente ho un’ambizione….proprio quellla di diventare psicoterapeuta o almeno una vera e propria psicologa……ma il mondo d’oggi e soprattutto l’Italia non offre la possibilità di permettere a tutti di studiare fino in fondo e cioè di mantenersi la scuola di specializzazione…….è davvero difficile pagarla soprattutto per alcuni, come me, che siamo fuori sede…….ci vorrebero leggi che tutelassero i giovani pscologi…..vedremo…..

    6. Ciaoa tutti nn so chi mi risponderà, ma io comunque sono molto perplessa sulla questione della professione da psicologa…..non so sembra che non sifinisca mai di studiare e sembrra che serva chissàche per svolgere tale professione……oppure una volta dopo l’esame di stato si puà svolgere a tutti ggi effetti la professione…………………bah vabèè grazie comunqueeeeeeeeeeeeee dell’incoraggiamento ahahahahahaahahahahahahah cia a tutttiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

    7. L’articolo anche se molto sintetico, sembra delineare bene i principali profili previsti attualmente nell’attivita’ dello psicologo clinico, da quello di coordinatore a coadiutore alle figure in via di definizione. Altrettanto evidente secondo me, che uno psicologo clinico dovendo aver superato l’EdS per poter lavorare nel settore, deve di logica aver fatto un tirocinio post-laurea per potervi accedere. Non capisco perchè a qualcuno, non risulti chiaro qs aspetto. Crdo che l’articolo potrebbe comunque, essere ulteriormente sviluppato, dato che ne vale veramente la pena e che secondo me, merita le dovute attenzioni. RosadiMaggio

    8. Non mi è chiaro questo punto…
      “Per essere ammessi all’Esame di Stato i laureati in Psicologia devono fare un tirocinio pratico annuale post-lauream che è regolamentato dal D.M. n. 239 del 13 gennaio 1992(G.U. n. 70 del 24.3.1992).”
      Tutto il resto mi pare abbastanza esaustivo…

    9. Ritengo che l’articolo sia davvero troppo scarno!
      Nella costruzione del testo consiglierei di mantenere l’impostazione utilizzata per gli altri profili professionali (ad es. sezion realtiva agli sbocchi lavorativi, focalizzando l’attenzione sulle previsioni di “assorbimento” nel mercato del lavoro) e di tenere in considerazione le ultime novità e/o proposte legislative in tema di formazione e simili.
      Ampiamente apprezzabile, comunque, il tentativo e l’idea!

    10. Per quanto necessario ed auspicabile una definizione degli ambiti di lavoro, mi resta un pò stretta … Io credo che chi ha seguito un corso di studi pluridirezionale dovrebbe avere una maggiore possibilità di azione. Mi sembra cmq di aver compreso che queste indicazioni si riferiscono agli psicologi che lavorano nel pubblico.

    11. penso che per quanto riguarda la legislatura la nostra futura professione è ben delineata è nel concreto dei luoghi di lavoro che non rispetta la normativa e poi il problema è che ci sono tante invasioni di campo da parte dei medici.

    12. l’articolo è esaustivo, il problema è la sensazione di disorientamento,il dirigere da se la propria formazione, cercando di capire la giusta direzione.

    13. L’articolo espone chiaramente ed esaurientemente in cosa consiste l’attività da svolgere e quali siano le competenze richieste. Grazie mille per l’aiuto.
      Ciaooooo

    14. è un articolo un po vecchietto e andrebbe aggiornato…comunque ce in noi, anche da come si può notare dai vari forum, molta disorientazione ed indecisione sul immediato futturo lavorativo…grazie lo stesso

    15. IO SAPEVO CHE LA SPECIALIZZAZIONE IN PSICOLOGIA CLINICA FOSSE CONCESSA SOLO AI MEDICI!!ALL’UNIVERSITà COSì MI HANNO DETTO!HO UN PO’ LE IDEE CONFUSE!!COMUNQUE GRAZIE LO STESSO ALLA REDAZIONE!!!

    16. NON HO CAPITO NIENTE!!! scusate ma..il nostro futuro dove è appeso??? Ci sarà qualcuno fuori disposto ad accoglierci, formarci ma soprattutto spiegarci????? Io sono al secondo anno e nessuno mi ha ancora saputo dire 2 righe sicure sugli sbocchi della specialistica…e poi?? dopo di quella che si fa?? a che età potremmo non essere + appesi ad un filo?? quando potremmo guardare il futuro con un pò più di certezze?? ho paura che questo nn accadrà mai..e intanto il tempo passa passa passa, i sacrifici aumentano e le certezze diminuiscono + il traguardo sembra vicino…cosa devo fare??? quali saranno i mie sbocchi se scelgo una specialistica in psico clinica? e poi materialmente come funziona?? c’è qualche anima pia disposta a spiegarmi qualcosa che ha + esperienza di me dato che all’uni di bg nessuno sa nte di nte???????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????

    17. sono d’accordo con emilia wcsp. Quest’articolo contiene informazioni abbastanza scontate e facilmente reperibili. Lascia comunque dei vuoti in merito ad una professione intorno alla quale aleggia una nebulosa di dubbi e incertezze e piccole verità che emergono dopo un pò che, con una laurea e un tirocinio in tasca, osservi ciò che ti circonda…è così: è d’obbligo la scuola di specializzazione, è d’obbligo la psicoterapia individuale (completamente a carico nostro ) e non veniamo considerati come medici specializzandi che comunque hanno un seppur minimo assegno o borsa di studio. E come scegliere la scuola??Dilemma aperto, posso solo dire che ho visto scartare a piè pari curricula semplicemente perchè non in linea con l’orientamento dell’asl…

    18. Al contrario degli articoli precedenti sui vari profili professionali, tra l’altro fatti benissimo, questo mi sembra si limiti ad elencare il riferimento legislativo sull’attività dello psicologo.
      Condivido pienamente i dubbi, le perplessità e le idee di EmiliaWCSP che con il suo sfogo ha palesato tutte le contraddizioni che sottendono la figura dello psicologo clinico.

    19. bene..ho notato che in questo articolo, quello che piùmi sarebbe interessato non c’è scritto gran che sul lavoro dello psicologo clinico, sulle sue varie opportunità…

    20. dopo aver letto tutte le pubblicazioni scientifiche che sanciscono come nel setting dell’asl sia impossibile effettuare un percorso psicoterapico duraturo, mi sembra la conseguenza più logica che per accedere ai concorsi la laurea in psicologia è nulla, poichè servono i successivi 4 anni di specializzazione. A questo punto perchè non dicono prima, all’atto dell’iscrizione, che 5 anni di laurea più uno di tirocinio obbligatorio sono niente? Certo fa riflettere il fatto che tutte le scuole di specializzazione abbiano all’interno del loro organico psichiatri e docenti delle varie facoltà di psicologia.Il fatto vero è che pazienti oggi come oggi (che scarseggiano i soldi) non ce n’è più, mentre il guadagno vero e concreto è rappresentato da tutti gli iscritti nelle scuole che sono obbligati a fare la terapia didattica (altra bella presa in giro). E, a proposito di scientificità, come mai non viene chiarito quale sia il modello terapico adottabile all’asl?? Non vorrei che un asl fosse tutta cognitiva, un’altra solo sistemica ecc… si potrebbe procedere con un elenco infinito. Insomma, ma noi che siamo psicologi e dovremmo avere una nostra ben definita identità professionale, perchè non ci costituiamo in associazione?? Dato che colpa di questa situazione indecente è degli ordini professionali, più che del ministero.Se tornassi indietro mi iscriverei in medicina, sono 6 anni, ma comprensivi di tirocinio, inoltre andate a dire ad un medico generico che non può fare nulla….
      Un indecenza! Ed è colpa nostra!!…che continuiamo imperterriti a non unirci, a calare la testa rispetto ad decisioni di altri, che non facciamo gruppo per la nostra tutela professionale. Siamo la maggioranza rispetto agli psicoterapeuti ma viviamo una specie di sottomissione psicologica come se non fossimo nemmeno a conoscenza dei varie studi sulla valutazione delle psicoterapie. Se vi interessa l’idea dell’associazione contattatemi, mi sa che la nostra identità professionale di psicologi non è chiara per prima agli ordini.

    21. ….molto chiara la descrizione dell’iter studiorum e del campo di azione del laureato in psicologia. però dubito che sia facile, anche se ancora non ho terminato gli studi,riuscire a fare ciò che si sceglie per passione. speriamo!

    22. L’articolo illustra in maniera dettagliata la professione dello psicologo clinico e la normativa ad esso connessa. La legge n. 56 del 18.2.1989 definisce e regolamenta la professione di Psicologo.

    23. condivido l’opinione di riversky, questo articolo, che sicuramente è un buon contributo alla chiarificazione del ruolo dello psicologo clinico, se paragonato a tutti gli altri scritti dell’autore, risulta un pò troppo scarno.

    24. Mi dispiace, ma devo dire che questo articolo(solo questo: sono entusiasta degli altri!), non è stato all’altezza delle aspettative. In questa sezione sono spiegati in modo corretto e ineccepibile molti dei possibili sbocchi lavorativi per gli psicologi, ma quando si arriva a parlare di psicologo clinico…
      Mi unisco ai dubbi di sasasbec: non è chiaro se per passare un concorso in una ASL sia richiesta o meno la scuola di specializzazione. Quando ho iniziato l’università non me l’ avevano detto… Dall’articolo si deduce che passare l’esame di stato abilita a svolgere una professione…che di fatto non esiste! Sono sicura che quello che volevano comunicare gli autori non era esattamente questo, mi sembra dunque giusto farlo notare.

    25. Si trova sempre delineato il profilo professionale di un laureato in psicologia già iscritto all’albo, ma chi ancora non lo è cosa può in definita fare?

    26. E’ vero che esplecita il ruolo dello psicologo clinico nell’ambito delle istituzioni, ma per la libera professione?
      Si continua a ripetere che dopo l’abilitazione si può fare consulenza, ma nello specifico cos’è? Non è una terapia….. quindi?

    27. mi sembra sintetico e schematico, molto utile per farsi un’idea di come sia “inquadrato” il ruolo dello psicologo. Un unico appunto potrebbe riguardare il contesto professionale, cioè l’ applicabilità, aspetto secondo me, soltanto accennato o comunque espresso solo implicitamente. Comunque grazie!!!

    28. Al primo livello della dirigenza del ruolo sanitario si accede attraverso concorso pubblico, al quale possono partecipare coloro che abbiano conseguito la laurea nel corrispondente profilo professionale, siano iscritti all’albo dei rispettivi ordini ed abbiano conseguito il diploma di specializzazione nella disciplina”….
      QUESTO SIGNIFICA, COME MI è STATO DETTO CHE NON SI ACCEDE AI CONCORSI PUBBLICI SENZA I QUATTRO ANNI DI SPECIALIZZAZIONE? MA, INSOMMA, CON L’ABILIZAZIONE E L’ISCRIZIONE ALL’ALBO NON SI OTTIENE NULLA?
      HELP!!! HO BISOGNO DI CHIARIMENTI!!!!!!!!!!!!

    29. mi sono da poco iscritta a psicologia e mi sono accorta di essere piena di dubbi…mi sono iscritta perchè la materia mi appassiona, ma non avevo mai pensato seriamente al lavoro che avrei fatto dopo..e non è che qst articolo mi abbia chiarito molto le idee..sinceramente poi non mi interessa di leggere una sfilza di articoli di cui non capisco poi molto…cmq spero tanto che alla fine dell’università mi sia chiarita un po’ le idee perchè sarà il mio lavoro per il resto della mia vita…e mi fa anche un po’ paura!

    30. Direi un articolo molto utile vista la confusione che spesso si fa. Avere sott’occhio la legge che regolamenta questa professione è importante così come sapere le prove che aspettano chi intende intraprendere questa professione in ambito pubblico.

    31. Sono una laureanda al corso di psicologia dei processi relazionali e di sviluppo alla federico secondo, tra un po’ mi laureo e le uniche specialistiche disponibili nel mio ateneo saranno in clinica e sviluppo… ma con queste poche informazioni non riesco davvero a scegliere, per un attimo avevo optato per clinica, per andare a lavorare poi al nord..ma se non mi chiarite un po’ le idee restero’ con la mia confusione…che mi consigliate?

    32. A parte il riferimento legislativo mi aspettavo qualcosa di più specifico sul ruolo dello psicologo clinico. Credo che a parte l’attività privata gli sbocchi siano decisamente scarsini, senza contare la questione specializzazione pubblica e privata, la questione psichiatria/ psicologia clinica etc. etc.

    33. Mi Ciamo Gianna Porri, da Roma, io ho studiato 15 anni per diventare analista e l’unica cosa che ho potuto fare è il lavoro privato, ho 8 anni di esperienza in un ospedale psichiatrico, possibilie non ci sia spazio per noi e cosa bisogna fare? Se qualcuno mi sa dare una risposta, perchè l’articolo non la dà, io potrei fare terapia breve nei CSM dove per altro ho insegnato a farla agli operatori, allora perchè non posso farla io? Grazie a chi mi risponde

    34. l’articolo dovrebbe parlare del ruolo dello psicologo clinico ma mi sembra si limiti ad elencare il riferimento legislativo sull’attività dello psicologo (la legge n. 56/89 che personalmente ritengo “fumosa”) e i requisiti richiesti per accedere come psicologi nel SSN e nei ministeri tra cui la specializzazione post lauream (nei ministeri non è ben chiaro cosa c’entri!)

    Aree riservate agli abbonati di liberamente