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    2012…..quanti buoni propositi sprecati?

    L'80% dei pensieri e delle prospettive immaginate, rimangono tali. Come invertire la tendenza? Con tre semplici regole: attenzione alle parole; selezionare le persone al vostro fianco; tentare di fare il meglio possibile.

    Ogni anno, puntualmente, nei primi giorni di Gennaio si fanno i “buoni propositi”.

    Li potete chiamare obiettivi, sogni da realizzare… il risultato rimane comunque lo stesso: nell’80% dei casi pensieri sono e pensieri rimangono.

    Il perché è semplice: ci si focalizza sui comportamenti da cambiare, sottovalutando le leve motivazionali e operative che arrivano prima delle azioni nel nostro cervello: i pensieri e le parole.

    Si dimentica di concimare l’orto prima di coltivarlo, ma si pretendono i migliori frutti.

    Quest’anno, 2012, cominciate a lavorare prima di tutto sui vostri pensieri e sulle vostre parole, e solamente dopo pensate ai vostri obiettivi!

    Tre semplici regole di vita, prima di pensare al resto:

    1. Fate attenzione alle vostre PAROLE, al modo in cui vi “giudicate”, anziché accettarvi per gli essere unici e imperfetti che siete. Ogni volta che vi colpevolizzate per qualcosa, vi allontanate dalla vostra evoluzione personale. Avvicinatevi, invece, trovando il vostro semplice “senso di responsabilità nelle cose” (la vostra capacità di rispondere di cio’ che è successo). Basta vittimizzarvi, sentitevi artefici anche dei vostri insuccessi, non c’è modo migliore per far tesoro delle esperienze di vita.

      Cercate gli insegnamenti in tutto ciò che vi circonda, anche nelle piccole cose, anche se dovete scavare un pò.

      Chiamate SFIDE quelli che oggi definite PROBLEMI e siate combattivi e benevoli allo stesso tempo verso i successi e verso i vostri insuccessi.

    2. Selezionate le persone al vostro fianco. Siate soggetti e non oggetti dei malumori e degli attacchi altrui. Selezionate le persone che ritenete portare valori aggiunti alla vostra vita, e circondatevi nel tempo libero solo di chi vi fa veramente star bene, permettendovi di rimanere voi stessi.

      Date ciò che vi sentite e ricordate che ciò che vi torna, il più delle volte, sono solo “toppe” che le altre persone mettono al proprio senso di soddisfazione personale. Quindi accettate complimenti e critiche come dialoghi interni che le altre persone hanno con se stesse e che proiettano su di voi.

      Non supponete nulla nei comportamenti altrui. Voi non siete nella mappa mentale degli altri, e supposizioni negative non portano che emozioni negative dentro di voi, le quali sono sostanze tossiche per i vostri orticelli. Piuttosto chiarite, dove possibile, ma evitare di creare film di interpretazioni.

      Le relazioni interpersonali devono essere il fertilizzante per le vostre piantine, non il parassita.

    3. Fate sempre del vostro meglio. Quindi non solo pensate al meglio, ma fate!!! Agite col massimo del vostro impegno perché solo così potrete dire a voi stessi di averci veramente tentato, con ogni mezzo.
      Inutile ripetere sempre gli stessi script, otterrete le stesse risposte.
      Cambiate strategie, fate lavorare il vostro cervello. Lottate per ciò che volete, perchè i vostri propositi diventino risultati.

      E se, alla fine, vi renderete conto che non c’è possibilità di successo… riconoscete che la vita vi lancia molte sfide diverse, alcune delle quali sono parte del vostro disegno e destinate al successo, altre sono solo insegnamenti e percorsi… che vi faranno arrivare da qualche altra parte.

    Articolo di Vissia Viscomi, tratto da: http://www.atnews.it/

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