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    Bambini e abusi: i segni nell’anima e nel cervello

    Abusi e violenze sui bambini sono correlati ad un aumento di rischio di suicidio da adulti. I segni lasciati dai maltrattamenti sconvolgono la loro psiche e lasciano un segno indelebile nel cervello riuscendo a modificare l’espressione genica cerebrale. Lo ha dimostrato uno studio pubblicato sull’ultimo numero della rivista scientifica Plos One.

    Secondo quanto sostenuto in questa ricerca nei bambini che hanno subito violenza alcuni geni espressi nel cervello hanno delle modifiche post-trascrizionali che mancano in bambini che non sono stati vittime di abusi.
    Moshe Szyf e i suoi colleghi della McGill University di Montreal hanno studiato l’espressione di alcuni geni nel tessuto cerebrale di pazienti morti suicidi; per una parte di questi adulti vi era una lunga documentazione di abusi e violenze in tenera età, la restante parte aveva avuto un’infanzia normale. 

    I dati ottenuti hanno dimostrato che le vittime di violenza esprimevano nell’ippocampo delle modifiche epigenetiche, cioè delle variazioni del materiale genetico che non alterano la sequenza dei nucleotidi (quindi non sono trasmissibili) ma che si verificano durante la vita di un individuo.

    “Queste modifiche potrebbero essere il 'segno' lasciato nel cervello dalle violenze; in questi soggetti l’espressione genica al livello dell’ippocampo potrebbe essere modificata rappresentando un fattore di rischio per il suicidio”, ha dichiarato uno degli autori dello studio.

    Fonte: McGowan B et al. Promoter-Wide hypermethylation of the ribosomal RNA gene promoter in the suicide brain. PlosOne 7 maggio 2008.
    http://it.health.yahoo.net/

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