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    Binge-eating disorder: qual è il trattamento migliore?

    Uno dei temi più discussi  in merito al trattamento dei disturbi alimentari è il dibattito su come trattare i binge-eating disorder. Il disturbo è caratterizzato da ricorrenti abbuffate senza condotte di eliminazione ed è tipicamente presente nelle persone obese.

    Come le persone con bulimia nervosa, quelle con binge-eating disorder presentano comportamenti distorti nel mangiare, nella forma e nel peso corporeo e disturbi dell’umore come la depressione e disturbi di personalità. La malattia colpisce circa il 2% della popolazione generale e l'8% delle persone obese.

    Da un lato, gli esperti sui disturbi alimentari ritengono che i binge-eating vengono affrontati meglio con gli approcci terapeutici tradizionali, aiutando i pazienti a ridurre o eliminare le abbuffate, migliorando l’autostima e l’accettazione del corpo, e trattare i problemi psicologici alla base di questi comportamenti.

    D'altro lato, gli esperti sull’obesità ritengono che sia meglio affrontare prima l'obesità. Essi credono che affrontare i problemi psicologici senza affrontare l'eccesso di peso possa essere un ostacolo.

    Poiché la malattia è multiforme, ci sono numerose metodologie per trattarla, ritiene lo psichiatra della Columbia University Timothy Walsh che ha presieduto il gruppo di lavoro del DSM-IV sui disturbi alimentari.

    TIPOLOGIE DI TRATTAMENTO

    I professionisti che affrontano i binge-eating disorder come un disturbo alimentare dicono che affrontare la psicopatologia specifica e generale, che sottende la condizione, elimina i binge-eating e aiuta i pazienti a sentirsi meglio con se stessi.

    I trattamenti che rientrano in questo campo includono la terapia cognitivo-comportamentale, che affronta i pensieri legati ai comportamenti alimentari e all’immagine di sé, e la psicoterapia interpersonale, che aiuta le persone a migliorare le relazioni attuali.

    Come esempio dell’efficacia della terapia interpersonale nel trattamento del disturbo binge-eating, Denise Wilfley descrive una donna che ha aiutato con questo trattamento: “La donna viveva in un altro paese e, una volta tornata negli Stati Uniti, ha perso tutto il sostegno sociale. Cominciò a manifestare disturbi alimentari e, inoltre, ha sviluppato importanti conflitti con il figlio, che ha aumentato il suo livello di stress.

    Il trattamento ha aiutato la donna ad affrontare le difficoltà relazionali con il figlio e a costruire una nuova rete sociale. La depressione della donna è gradualmente svanita, e nel follow-up, a distanza di un anno, ha continuato a non presentare più il disturbo da binge-eating".

    Ma i problemi personali non sono l’unico aspetto su cui le terapie possono intervenire. Si può intervenire anche sul peso corporeo.

    Questo è stato dimostrato in una ricerca del Archives of General Psychiatry, che a messo a confronto i risultati di 162 pazienti in sovrappeso con binge-eating disorder.

    La metà di essi ha ricevuto una terapia cognitivo-comportamentale e l’altra una terapia interpersonale. Entrambe le terapie hanno mostrato un alto successo a lungo termine nel ridurre i binge-eating e una  serie di problemi psicologici collegati.
    Inoltre, per il 25 per cento del campione, le terapie hanno anche contribuito a ridurre il peso.

    Il modello fornisce un indizio per ulteriori interventi, secondo Wilfley: "Se aiutiamo le persone ad eliminare i modelli di comportamento alimentare dei binge-eating, ciò avrà un impatto sul peso corporeo”.

    I ricercatori più interessati all'obesità, tuttavia, sostengono che ciò non è abbastanza. La strada da percorrere, per loro è quella di lavorare sulla perdita di peso.

    E 'anche vero, però, che molti trattamenti per l’obesità non mantengono i risultati a lungo termine.

    Non c'è un trattamento davvero efficace per l'obesità secondo Christopher Fairburn, psichiatra presso l'Università di Oxford. La chirurgia è forse la migliore, ma è abbastanza radicale. Perdere peso è abbastanza facile. Ma mantenere il peso costante nel tempo è più difficile e le persone cedono nel tempo.

    Quale approccio è quello giusto?

    Nel frattempo, alcuni ricercatori stanno cercando il modo per sviluppare un approccio terapeutico che includa sia la perdita di peso che il trattamento degli aspetti psicologici.

    La ricerca condotta dallo psichiatra di Stanford Stewart Agras per esempio, mostra che questo può essere possibile. In una sua ricerca ha scoperto che le persone che si sono astenute dai comportamenti alimentari del binge-eating avevano significativamente più probabilità di perdere peso sia nel breve che nel lungo periodo.

    Il settore è ancora da approfondire con ulteriori ricerche, ma la direzione sembra essere quella giusta.

    Articolo tratto da www.apa.org

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