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    Come il nostro cervello calcola il rischio. Sbagliando…

    La valutazione del rischio? Un’attività quotidiana per il nostro cervello, che quindi dovrebbe essere abituato a dare il giusto peso a ogni situazione rischiosa o potenzialmente rischiosa. Eppure non è così, come dimostrano una serie di studi commentati dal blog Brainlink.
     
    Il caso più evidente di errata percezione del rischio è il volo in aereo. Che il trasporto aereo sia un mezzo di trasporto sicuro e, se confrontato, più sicuro di altri come la ferrovia o l’automobile, è un dato statistico consolidato che, negli ultimi anni, ha mostrato persino una continua tendenza al miglioramento. Eppure la maggioranza delle persone associa a un viaggio in aereo un rischio elevato e a un viaggio in autostrada un rischio medio-basso, quando è vero il contrario. Peggio ancora: uno studio pubblicato sulla rivista economica Applied Economics ha dimostrato che l’aumentata psicosi sui voli aerei dovuta agli attentati dell’11 settembre 2001 ha portato nel 2002 e nel 2003 a 2300 decessi più del normale dovuto a incidenti stradali negli Usa, a causa dell’aumentato traffico automobilistico a scapito di quello aereo. Evidentemente un rischio che comporta decessi diffusi su tutto il territorio nazionale nell’arco dell’anno viene percepito come inferiore ad un rischio che concentra i suoi effetti: questo è il motivo per cui le morti da incidente automobilistico sono percepite meno preoccupanti di quelle da incidente aereo?
     
    “Le persone non sono computer. Non valutano il rischio matematicamente, esaminando probabilità e statistiche”, spiega Bruce Schneier di BT Counterpane. “Ci si basa su esperienze personali, stereotipi, pregiudizi, sentito dire. E questi influenzano il modo in cui il nostro cervello percepisce il rischio, facendolo sbagliare molto più spesso di quanto non sospettiamo”.
     
    Fonte: Fly or drive? How our brain assess risk. Brainlink 05/04/2009.
    http://it.health.yahoo.net/c_news.asp?id=25027

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