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    Come spiegare il terrorismo ai bambini

    Negli ultimi periodi si assiste sempre di più a notizie riguardanti gli attacchi terroristici, con orribili immagini che si presentano nei telegiornali e che spesso sono viste anche dai bambini.
     
    Apprendere informazioni di tale portata,  come ad esempio la morte di 84 persone a Nizza, può rivelarsi molto stressante sia per i figli che per i genitori, i quali si trovano a dover spiegare questi episodi.
     
    Gli esperti sostengono che il modo in cui i genitori parlano degli avvenimenti paurosi può essere la chiave per rassicurare i bambini affinché non si sentano terrorizzati.
     
    Robin Gurdwich, psicologa che fa parte dell'American Psychological Association e il National Child Traumatic Stress Network, sostiene che innanzitutto sarebbe preferibile evitare i contenuti video che mostrano queste ondate di violenza, poiché c'è una forte relazione tra reazioni di stress ed esposizione ad immagini di questo genere.
     
    In particolare, i bambini più piccoli sono i più vulnerabili. Gurdwich prosegue asserendo che per loro è tutto spaventoso poiché non sono in grado di capire ciò che vedono, mentre i ragazzi più grandi possono ricevere il supporto dei genitori che li aiutano a dare un senso ai filmati sconvolgenti, chiedendo loro cosa pensano di quello che hanno visto.

    La psicologa sottolinea quanto sia importante per i bambini sapere di poter parlare con i propri genitori delle circostanze agghiaccianti cui hanno assistito.
    "Nessun bambino ha bisogno di dettagli sanguinosi" continua "ma è importante conoscere la verità, ovvero che delle persone sono state uccise".
     
    A suo parere, se i parenti evitano completamente l'argomento i bambini potrebbero percepirli come poco sinceri e non li riterrebbero capaci di fronteggiare vicende inquietanti.
     
    Questa considerazione potrebbe indurli, anche in seguito, a non rivolgersi ai genitori in caso di altre situazioni traumatiche. La via migliore sembra dunque quella di rassicurare i figli senza lasciarsi andare a false promesse e senza garantire l'impossibile.

    Anche Frank Farley, psicologo dell'università Temple, si dice preoccupato per gli effetti a lungo termine di queste fasi critiche e concorda con la Gurdwich sulla necessità di trascurare i dettagli più cruenti mostrandosi equilibrati e sereni.  
     
    Difatti afferma: "I bambini saranno influenzati da un genitore spaventato e si sentiranno confusi e sconvolti.
     
    Pertanto se fanno domande bisogna rispondere loro con calma, dando una prospettiva bilanciata.
     
    Paola Vinciguerra, psicoterapeuta presidente dell'Eurodap  (Associazione Europea Disturbi Attacchi di Panico) ribadisce che i bambini sono molto recettivi alle situazioni di allarme, anche se possono far finta di nulla.
     
    Tuttavia, se non si rivolgono direttamente ai genitori, è fondamentale riprendere l’argomento spiegando loro che quanto riportato dai telegiornali non rappresenta la normalità ma solamente una condizione eccezionale, ovviamente utilizzando un linguaggio adatto alla loro età.
     
    Mantenere inalterate le proprie abitudini, senza cedere all'ansia o alla paura, è l'unico modo per ritrovare la sicurezza e la tranquillità, attraverso la stabilità della dimensione quotidiana. 
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