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    Conservatori o progressisti? Decide il cervello

    CONSERVATORI o liberali? La preferenza per una o l'altra parte in politica è già scritta nel cervello. Che, come sostiene una ricerca scientifica americana pubblicata su Nature Neuroscience, reagisce in modo diverso a stimoli esterni, facendo supporre ai ricercatori che la diversità di orientamento politico sia il risultato di differenze specifiche a livello neurologico.

    In particolare, le persone che si definiscono liberali sembrano avere una mente più flessibile, in grado di adattarsi meglio ai cambiamenti, mentre i rivali conservatori nel test cui li hanno sottoposti i ricercatori hanno reagito decisamente meno bene alle novità.

    Il professor David Amodio della New York University, insieme ai suoi colleghi, ha condotto lo studio su 43 persone che hanno dovuto indicare la loro preferenza politica rispondendo a una serie di domande che hanno contribuito a creare il loro profilo psicologico. Poi, i soggetti sono stati fatti sedere di fronte ad un computer e dovevano spingere due tasti differenti a seconda che apparisse la lettera "m" o "w". La difficoltà del test era tutta nella velocità di reazione: la risposta doveva essere la più veloce possibile. Una delle due lettere compariva con frequenza molto maggiore dell'altra, circa l'80 per cento delle volte, abituando così le persone ad aspettarsela e a spingere soprattutto lo stesso tasto.

    Risultato? I conservatori durante il test hanno spinto lo stesso tasto il 47 per cento delle volte, contro una percentuale inferiore, pari al 37 per cento delle volte, dei colleghi liberali, che hanno quindi ottenuto risulati più precisi: hanno risposto con maggiore esattezza, riconoscendo più volte la lettera meno frequente, e quindi più "nuova" per il cervello.

    Con un elettroencefalogramma gli scienziati hanno visto che nei liberali c'era una maggiore attività in una specifica regione del cervello, la corteccia cingolata anteriore. Attività che è risultata doppia rispetto a quella dei soggetti conservatori. Questa regione agisce come un freno, aiutando la mente a riconoscere le situazioni in cui si deve avere un comportamento diverso da quello solito.

    Attenzione, però, a tirare conclusioni affrettate, dicono gli scienziati: Il fatto che i liberali abbiano risultati più precisi nel test non significa che siano migliori, si è affrettato a chiarire il professor Amodio. "Potrebbero esserci situazioni in cui una risposta continua, meno mutevole, sia da preferire da un punto di vista dell'adattamento", ha aggiunto. D'altra parte "i risultati dello studio mostrano che le tendenze politiche potrebbero essere legate a differenze fondamentali nel modo in cui ognuno elabora informazioni nel cervello e regola i propri comportamenti", conclude il professore.

    Fonte: http://www.repubblica.it

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