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    Dipendenza da internet: a Egna un dodicenne finisce in clinica

    Pensavano che il loro figlio unico, un dodicenne di Egna, amasse semplicemente troppo il computer, al punto da preferirlo agli amici ma anche al calcio, sport che fino a pochi mesi prima aveva praticato regolarmente tanto da diventare una promessa a livello regionale.

    Col passare delle settimane lo stato di isolamento del ragazzino, che frequenta la seconda media, è peggiorato (restava online fino a 12 ore al giorno) e i genitori hanno deciso di rivolgersi a uno specialista. Quando hanno sentito la diagnosi sono rimasti a bocca aperta.

    «Leggiamo e ci informiamo ogni giorno ma non avevamo mai sentito parlare della Iad (Internet addiction disorder). Si tratta, ci è stato spiegato, di una forma di dipendenza da internet (anche compulsiva), che può assumere i contorni di una vera e propria malattia mentale, che si manifesta con aggressività, isolamento e depressione. E, almeno i primi due sintomi, li aveva anche nostro figlio».

    La giovane coppia della Bassa Atesina ha imparato anche il significato di “droga games”, una sorta di dipendenza da videogiochi, che – secondo l'esperto – in questo caso avrebbe fatto da traino per la Iad. «Ci è stato consigliato di far trascorrere a nostro figlio 8 settimane in una clinica per ragazzi, nei boschi tra Olanda e Germania, lontano da tecnologia, videogiochi e cellulari.
    L'obiettivo è quello di consentire ai teenager di riavvicinarsi a internet nel modo corretto. Io e mia moglie abbiamo deciso di parlarne solo perchè siamo convinti che altri genitori si trovino nella stessa situazione».

    Abbiamo trattato l’argomento con la dottoressa Silvia Mulargia, direttore tecnico capo e psicologa della Polizia di Stato.
    Qual è l'età indicata per un bambino per iniziare a navigare in rete? «A partire dai 6 anni, sempre alla presenza dei genitori, non più di 30 minuti al giorno e soprattutto non tutti i giorni. I bambini vanno tenuti lontano soprattutto dai social network».

    Secondo le statistiche gli adolescenti trascorrono in media da 2 a 4 ore al giorno in rete. Sono troppe o va bene? «Internet è uno strumento che consente di esplorare e approfondire i nostri interessi personali e ci aiuta a gestire i contatti con gli amici in modo semplice ma un uso eccessivo della rete può portare alla dipendenza (la Iad)».

    Quali sono i sintomi? «Scarso rendimento a scuola o nello sport, problemi legati alla sfera alimentare, aumento della stanchezza ma anche dell'aggressività di fronte al divieto di usare il computer».

    La parola più gettonata in rete è "sex" (sesso). E non ci sono filtri. Che consigli può dare ai genitori più apprensivi? «I bambini oggi, benchè cognitivamente preparati in informatica, da un punto di vista emotivo e relazionale sono decisamente vulnerabili. Può succedere che il semplice navigare, alla ricerca di un artista famoso o del cartone animato preferito, porti a foto o filmati pornografici.

    Pertanto è fondamentale che i genitori dialoghino in modo aperto, informale e costruttivo su temi che toccano la sfera della sessualità e dell'affettività in generale».

    Articolo di Massimiliano Bona, tratto da: http://apritisangia.blogspot.it
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