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    Fenomeno del bullismo: ne parla a Palazzo Ducale Jerome Bruner

    Si parla molto spesso del fenomeno del "bullismo", ma alla fine poco rimane oltre i fatti di cronaca che lo fanno citare o il fatto di leggere qualche eminente personaggio che ne parla. La Provincia di Lucca, invece, ha organizzato un incontro aperto con uno dei più noti psicologi americani, Jerome Bruner, per parlare di questi temi.

    L'incontro si svolgerà questa mattina a Palazzo Ducale, dove Bruner parlerà le caratteristiche della cultura dell’educazione e confrontarsi sui progetti che l’Amministrazione Provinciale rivolge ai giovani in ambito scolastico ed extrascolastico, in particolare sui fenomeni relativi al bullismo e alla dispersione scolastica.

    Temi assolutamente attuali, che vanno ad incidere fortemente sulla società di oggi. E Jerome Bruner il cui contributo allo sviluppo della psicologia cognitiva nel campo della psicologia dell'educazione è stato fondamentale, sarà a disposizione di coloro che vorranno approfondire questi argomenti di così stretta attualità.

    Jerome Bruner nasce a New York nel 1915 e si forma negli studi presso l'Università della North Carolina dove partecipa al dibattito tra associazionisti e comportamentisti, schierandosi tra questi ultimi.
    Nel 1938 si specializza alla Harvard University di New York e durante la Seconda Guerra Mondiale si occupa di propaganda ed opinione pubblica a Londra e a Parigi.
    Dopo la Guerra torna negli USA dove nel 1945 diventa professore all'Università di Harvard e si concentra sulle problematiche della percezione. Fonda il movimento New Look con Postman e M.C. Guiness, cercando di dimostrare che la struttura del dato percettivo è costruita, non data oggettivamente dall'esterno.
    Dalle analisi della percezione allo studio del contesto e del pensiero arriva ad occuparsi, negli anni '50 e '60, di cognitivismo.
    Nel 1956 a Ginevra incontra Piaget con cui inizia un fecondo scambio scientifico; nel 1959 presiede la Conferenza di Wood Hole per la revisione dei programmi della scuola americana; nel 1960 fonda con Miller il Center for Cognitive Studies ad Harvard "luogo" dove si incroceranno saperi diversi, secondo Bruner " La rivoluzione cognitiva, come era stata originariamente concepita, comportava la possibilità che la psicologia cooperasse con l'antropologia, la linguistica, la filosofia e la storia e anche con le discipline giuridiche".
    Nel 1972 si trasferisce ad Oxford attirato dalla pragmatica del linguaggio di John Austin, ed approfondisce le tematiche sul "child's talk" . Nel 1981 torna a New York dove approfondisce il pensiero narrativo inteso come possibilità di organizzare l'esperienza in modo diverso rispetto all'atteggiamento logico-matematico.
    La narrazione non è tanto in opposizione rispetto alla scienza, quanto in rapporto di complementarietà nella misura in cui è possibile fornire coerenza, significato e senso all'esperienza.
    Negli anni '80 e '90 Bruner concentra le sue attività sull'educazione e sull'apprendimento attento a criticare gli atteggiamenti riduzionisti e le rigidità del sistema scolastico; successivamente ha svolto attività di didattica e di ricerca presso la New York School of Law occupandosi di rapporti tra la giurisprudenza, la retorica e la narrazione.

    Articolo di Federica di Spilimbergo, tratto da: www.loschermo.it

     

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