• 250946 iscritti di cui 7 online

    Floriterapia: un possibile ausilio per lo psicologo

    La fitoterapia utilizza delle erbe o piante naturali (come i fiori, gli olii essenziali e i minerali) per contrastare ed attenuare numerosi disturbi psicofisici.
    Essa si basa su una prospettiva olistica del paziente, osservandolo nella sua interezza: l’individuo non è soltanto un portatore di sintomi ma si presuppone un collegamento tra i suoi stati emotivi ed i suoi organi, pertanto la cura verterà sul ripristino di un equilibrio interiore, considerando all’unisono il corpo e la mente.
     
    La valeriana, la melissa e la camomilla non rappresentano che alcuni dei metodi naturali più diffusi per placare stati d’ansia e favorire il rilassamento. 
     
    Pur non essendo dimostrata scientificamente la loro validità molte persone traggono giovamento da tali rimedi e li usano in alternativa o in combinazione con i farmaci, soprattutto nei casi più lievi o in vista di una sospensione del farmaco stesso.  
     
    Tra queste procedure si può annoverare la floriterapia, il cui esempio più noto è quello dei fiori di Bach, ideati dall’omonimo medico britannico.
     
    Egli interpretava la malattia fisica come una disarmonia tra l’anima e la mente, che può essere eliminata integrando attraverso il corpo le energie insite nei fiori. Essi infatti agiscono stimolando le vibrazioni della persona e, in particolare, quelle caratteristiche che risultano carenti e che hanno generato il malessere. 
     
    I fiori di Bach sono costituiti in totale da 38 differenti tipologie di essenze, ognuna delle quali corrisponde ad una specifica struttura emozionale e di personalità, tanto da ricoprire l’intero spettro dei disturbi esistenti.
     
    L’utilizzo di ogni fiore consente di porre rimedio allo stato di squilibrio interrompendo gli schemi emotivi disfunzionali e restituendo la vitalità necessaria  ad emergere dalla propria fase di stallo.
     
    In tal senso essi possono rappresentare un ausilio nella professione dello psicologo, aiutandolo a sciogliere dei nodi talvolta difficili da districare; tuttavia è necessario che il fiore utilizzato sia effettivamente adatto alle esigenze della persona e l’individuazione deve essere di conseguenza altamente individualizzata.
     
    Essi trattano i più svariati stati d’animo: ad esempio il gentian, il gorse e il wild rose sono indicati per sentimenti depressivi e di scoraggiamento, il rock rose, il mimilus e lo sweet chestnut servono a contenere vissuti di ansia e di panico, mentre l’olive e l’hornbeam contrastano la stanchezza cronica e l’affaticamento. 
     
    In alcuni casi può rendersi utile la somministrazione combinata di fiori, per fronteggiare situazioni di emergenza o intensamente stressanti. Tale eventualità non comporta nessun rischio per la salute perché i fiori di Bach sono del tutto privi di principi attivi e non presentano nessuna controindicazione.  
     
    Nella pratica clinica esiste uno strumento diagnostico compatibile con i fiori di Bach, ovvero il Test dei colori di Lüscher.
     
    Al soggetto vengono presentate diverse tonalità di colori e gli si chiede di scegliere quali preferisce e quali invece rifiuta, partendo dal presupposto che si prediligeranno i colori in sintonia con il nostro stato psicofisiologico mentre si scarteranno quelli discordanti. 
     
    Le possibili combinazioni di colori sono moltissime e tramite l’analisi delle interrelazioni si può pervenire ad una valutazione altamente soggettiva della persona. Il test permette non solo un inquadramento esaustivo della personalità ma distingue anche tra stato emotivo transitorio e radicato del soggetto e tra i comportamenti nei diversi contesti di vita (affettivo, lavorativo, sociale, ecc.), individuando l’eventuale presenza di squilibri. 
     
    A questo punto, nel caso in cui si evidenzi uno sbilanciamento, si delineerà la struttura diagnostica corrispondente all’azione di uno dei fiori di Bach, e sarà possibile consigliarne l’uso per mitigare il disagio.
     
    Si tratta di uno strumento di facile e veloce applicazione, che non comporta compiti gravosi o faticosi e che, per la sua semplicità, può essere somministrato anche a bambini piccoli.
     
    Inoltre permette di eludere alcuni bias legati alla desiderabilità sociale, in quanto la scelta di colori non veicola un’immagine positiva o negativa di sé e la persona non sarà indotta a fornire risposte compiacenti.
     
    Infine, tale test è utilizzato per la selezione del personale sia nella Marina Americana che nel Ministero dell'Interno Italiano. 

    Bibliografia
    Fredianelli, C. (2014). “La Floriterapia: uso pratico delle essenze floreali del dott. Edward Bach”. Edizioni Centro di Benessere Psicofisico: Torino
    Lüscher, M. (2005). “Il test rapido dei colori Lüscher”. Red edizioni: Milano
    Per lasciare un commento è necessario aver effettuato il login.

    Aree riservate agli abbonati di liberamente