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    Generazione Facebook socialmente in pericolo

    La generazione Facebook e MySpace potrebbe sviluppare una visione del mondo “potenzialmente pericolosa”. Lo afferma uno studio condotto da Himanshu Tyagi, esperto del West London Mental Health NHS Trust, e presentato al meeting annuale del Royal College of Psychiatrists. Il ricercatore sostiene che un'attiva identità on line potrebbe portare i giovani a dare meno valore alla loro vita reale.
     
    “È un mondo dove tutto si muove velocemente e cambia in continuazione, dove le relazioni sono regolate dal click di un mouse, dove puoi cancellare il tuo profilo se non ti piace e in un secondo sostituire un'identità inaccettabile con una più accettabile”, spiega Tyagi. L'anonimato garantito dalla rete annulla le difficoltà dovute alla differenza di età, di sesso, di razza e di status sociale, favorendo comunicazione e scambio. Inoltre vengono completamente annullati problemi di una relazione reale: piccole insofferenze, noia e abitudine, contrattempi e vita quotidiana. Anche le distanze geografiche sono annullate.
     
    Insomma tutto ciò che mette alla prova una relazione di qualunque tipo, rendendola più forte o segnandone la fine, scompare. “I giovani che non hanno nessuna esperienza di un mondo senza una società on-line assegnano uno scarso valore alla loro identità nel mondo reale e questo potrebbe essere un rischio per la loro vita vera e renderli, ad esempio, più vulnerabili a comportamenti impulsivi e suicidio”, conclude il ricercatore.
     
    Ma non tutti gli esperti concordano con le tesi di Tyagi. Ad esempio secondo Graham Jones, psicologo specializzato sull'argomento, tutte le generazioni hanno un'esperienza del mondo diversa da quelle precedenti. “Nella mia esperienza”, spiega, “le persone più attive su internet sono quelle che sono più socialmente attive anche nella vita reale”. Ma si potrebbe, invece, riuscire a farle essere una lo sprone dell'altra? È possibile fare in modo che amicizie in rete si trasformino in contatti reali e che questi ultimi possano sfruttare la rete per non deteriorarsi?
     
    Fonte: Royal College of Psychiatrists
    http://it.health.yahoo.net/

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