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    Giusto peso corporeo e ruolo dello Psicologo

    La valutazione del giusto peso corporeo è stata oggetto di numerosi studi negli ultimi anni.

    Quantificare questo dato è molto complesso, per poterlo fare occorrono diverse valutazioni mediche, cliniche e psicologiche. Il concetto non è inoltre del tutto definibile in quanto può essere soggetto a variazioni di natura sia estetica che ambientale.

    In linea generale si parla di sovrappeso quando il peso corporeo è superiore di almeno il 20% rispetto al valore ideale (ricavato da formule e tabelle), mentre parliamo di obesità quando si supera il 30% del valore ideale.
    Ci riferiamo invece al sottopeso quando questo valore è nettamente inferiore rispetto a quello ideale su una stima di peso per altezza.

    Diverse sono le modalità per rientrare nel peso corretto, oltre chiaramente al supporto di nutrizionisti e dietologi, è estremamente utile il supporto di uno psicologo del comportamento alimentare.

     
    Lo psicologo, a differenza dei professionisti del campo medico, non prende in considerazione tanto le calorie o il dispendio energetico degli alimenti, quanto la condizione psicologica della persona che vuole ritrovare il suo peso forma. Che si tratti di una situazione di sovrappeso o di sottopeso, lo psicologo lavora con la persona su quelle che sono le motivazioni sottostanti ai comportamenti alimentari errati, sostenendo l’individuo in scelte più consapevoli e adeguate al suo stile di vita.

    Rispetto ad altre situazioni, l'obesità è sicuramente uno dei principali problemi di salute pubblica e,  nella maggior parte dei casi, è causata da stili di vita scorretti. Risulta quindi una condizione ampiamente prevenibile.

    Si stima che il 44% dei casi di diabete tipo 2, il 23% dei casi di cardiopatia ischemica e fino al 41% di alcuni tumori sono attribuibili all’obesità. In totale, sovrappeso e obesità, rappresentano il quinto più importante fattore di rischio per mortalità globale e i decessi attribuibili all’obesità sono almeno 2,8 milioni/anno nel mondo.


    Ecco perché anche noi psicologi dobbiamo fare la nostra parte.

    Secondo dati dell’OMS, la prevalenza dell’obesità a livello globale è raddoppiata dal 1980 ad oggi; nel 2008 si contavano oltre 1,4 miliardi di adulti in sovrappeso (il 35% della popolazione mondiale); di questi oltre 200 milioni di uomini e oltre 300 milioni di donne erano obesi (l’11% della popolazione mondiale).

     
    Nel frattempo il problema ha iniziato ad interessare anche le fasce più giovani della popolazione: si stima che nel 2011 ci fossero nel mondo oltre 40 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni in sovrappeso.
    Lo psicologo esperto in comportamento alimentare risulta così essere una figura indispensabile al giorno d’oggi. Per poter lavorare al meglio sono fondamentali diversi elementi: innanzitutto una adeguata preparazione sia tramite corsi e master ad hoc, sia tramite lo studio della letteratura di riferimento.
     
    Oltre ad una appropriata formazione di base è poi importantissimo saper valutare adeguatamente la persona che si ha di fronte: una buona analisi della domanda, un adeguato assessment iniziale e la giusta comprensione dei bisogni della persona sono imprescindibili per strutturare al meglio il lavoro.
    Dopo di che, non possiamo non avere una buona rete inviante e supportava per gestire le esigenze del cliente che potrebbero emergere: dietologo, nutrizionista, psichiatra, endocrinologo… la rete è fondamentale per gestire al meglio qualunque problematica emerga.
    Questi gli elementi fondamentali per un buon “aggancio”, per creare la corretta alleanza con il cliente e dimostrare quanto lo psicologo possa essere un valido supporto nel combattere questo nuovo enorme problema emergente.
     
    Dati ricavati da: Ministero della Salute | www.salute.gov.it
    Dott.ssa Monica Pirola
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