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    I disturbi alimentari meno noti

    Tutti “conosciamo” i disturbi alimentari, ne abbiamo sentito parlare, abbiamo magari conoscenti più o meno vicini che ne hanno sofferto.

    I disturbi dell’alimentazione (DCA) possono essere definiti come persistenti disturbi del comportamento alimentare o di comportamenti finalizzati al controllo del peso, che danneggiano la salute fisica o il funzionamento psicologico e che non sono secondari a nessuna condizione medica o psichiatrica conosciuta.

    Secondo l’ultima versione del DSM IV TR, manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, i DCA comprendono l’Anoressia Nervosa (AN), la Bulimia Nervosa (BN) e il Disturbo dell’Alimentazione Non Altrimenti Specificato (DANAS), che  raggruppa i disturbi alimentari che non rientrano nelle definizioni precedenti, ma che sono comunque clinicamente significativi.

    Un presupposto fondamentale è che molto spesso i disturbi alimentari iniziano con una dieta. Diete mal gestite, non seguite da professionisti, autogestite…. fanno da anticamera a qualcosa di più insidioso.
    All’inizio l’intenzione è solo quella di modificare il proprio corpo, ma in seguito questo comportamento rinforza il senso di autocontrollo e la sensazione di potere e di valore “io sono più brava degli altri nel fare questa cosa, non tutti sono in grado, io valgo di più”.

    E’ ovvio che molti giovani e adulti, per motivi diversi, devono osservare una dieta dimagrante, ma non per questo sviluppano una malattia. Ci sono diversi interrogativi sul perché qualcuno sviluppi una problematica alimentare ed altri no. L’elemento che ritorna costantemente è la presenza di un evento precipitante che scatena il disturbo: la malattia di un caro, difficoltà sociali o lavorative, una delusione d’amore…

    I disturbi sicuramente più noti sono anoressia e bulimia; quello su cui vorrei però soffermarmi sono tutti quei disturbi alimentari meno conosciuti, più sottili e difficili da rintracciare.

    Attualmente alcuni di questi disturbi non sono inclusi nel DSM-IV-TR come categorie diagnostiche a sé stanti, ma si discute se debbano essere inquadrate tra i Disturbi dell’Alimentazione o come sottotipi.

    Eccone alcuni:

    BED: BINGE EATING DISORDER (Disturbo dell’alimentazione incontrollata)
    Presenta le caratteristiche dell’abbuffata tipica della bulimia, senza però presentarne i comportamenti eliminatori quali vomito, abuso di lassativi e/o diuretici, digiuno successivo. Questo disturbo è molto frequente al giorno d’oggi, viene spesso confuso con una semplice obesità. È molto diffuso tra gli adolescenti che sfogano le loro tensioni sul cibo, magari in seguito ad un periodo di dieta, cercando conforto in nutrimenti dolci o salati ipocalorici.

    ORTORESSIA
    Attenzione paranoica alle regole alimentari e a tutto ciò che riguarda la salute alimentare. E’ in grande aumento al giorno d’oggi a causa di tutte le informazioni contraddittorie che vengono diffuse dai media. Molto spesso chi è affetto da questo disturbo eccede nella privazione o nell’assunzione di macro e micronutrienti, ricevendo informazioni imprecise riguardo i dosaggi dei nutrienti e degli oligoelementi nella dieta.

    PREGOREXIA
    Disturbo che affligge le donne in attesa che non vogliono guadagnare il peso, compreso tra 11 e 15 chili, raccomandato dai medici durante la gravidanza. Questo rifiuto è dovuto alla pressione sociale che chiede alle donne di rimanere il più possibile snelle anche durante la gravidanza, ma porta con sé gravissime complicanze: rischio di depressione, anemia e ipertensione per le mamme fino a possibile malformazioni del nascituro.

    BIGORESSIA
    La bigoressia o dismorfofobia muscolare (conosciuta anche come vigoressia o complesso di Adone) è un disturbo di recente osservazione, presente in prevalenza nella popolazione maschile e in particolare tra i frequentatori di palestre e body builder. Il termine viene dall’inglese Big, ovvero “grande, grosso” e indica la preoccupazione di avere un fisico poco prestante o troppo magro.

    NIGHT EATING SYNDROME: Sindrome da alimentazione notturna
    Si manifesta con il rifiuto del cibo durante tutta la mattina e porta, nel giro di poco tempo, ad abbuffarsi di notte per sopperire alla difficoltà della persona di addormentarsi se non a stomaco pieno. Purtroppo crea un grande squilibrio nelle fasi giornaliere di assunzione del cibo con conseguente aumento del colesterolo, squilibrio ormonale, insonnia e a volte episodi di basso tono dell’umore. Spesso è dovuta a situazioni di stress e a bassa autostima.

    DRUNKOREXIA
    Disturbo che porta chi ne è affetto a limitare l’apporto calorico dei cibi così da lasciare “spazio” per bere alcolici. Il termine “drunkorexia” deriva dalla fusione delle parole inglesi drunk e anorexia, cioè “alcolizzato/a” e anoressia, ovvero una via di mezzo tra l’ubriachezza e l’anoressia.

    Questi sono solo alcuni dei disturbi che stanno emergendo in questa società. Risulta allora fondamentale informare e sensibilizzare tutti rispetto all’esistenza di queste problematiche per riconoscerle e prevenirle.

    Bibliografia
    American Psychiatric Association (2000). DSM IV-TR Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (4th ed., Text Revision). Washington, DC: The American Psychiatric Association (Trad. it., DSM IV-TR Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Milano: Masson, 2002).
    Laura Dalla Ragione, Marta Scoppetta. 2009. Giganti d’argiglia. I disturbi alimentari maschili. Il Pensiero Scientifico Editore.
    La Terapia Cognitivo Comportamentale Dei Disturbi Dell'alimentazione, Christopher Fairburn. Ed. It. A Cura Di: A. Carrozza, R. Dalle Grave

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