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    I genitori e la cura di sé

    Perché è così importante che i genitori si prendano cura di sé?

    Lo sappiamo bene che fare il genitore può essere estenuante, e – benché dia tante soddisfazioni nel lungo termine – spesso è una vera sfida nel breve termine. In effetti, un recente studio del centro di ricerca statunitense Pew ha rivelato come per i genitori il tempo dedicato alla cura dei figli sia molto più faticoso del tempo impiegato a lavorare! La bella notizia è che, quando paragoniamo la cura dei figli con il lavoro retribuito, i genitori hanno il doppio di probabilità di trovare le esperienze di genitorialità più significative. Le madri, poi, sono particolarmente inclini a esaurire le proprie energie con la cura dei figli. Nello studio, le madri, rispetto ai padri, tendevano di più a riferire la loro stanchezza, derivata dal tempo impegnato tra figli, casa, lavoro retribuito e persino attività di tempo libero (il che fa sorgere la domanda se le madri stavano prendendo in considerazione il proprio tempo libero, oppure quello impiegato a scarrozzare i figli da un impegno ludico a un altro).

    Questa stanchezza prende una nuova piega quando i figli raggiungono la pubertà e i primi anni dell’adolescenza. Anche se probabilmente non è stancante fisicamente come quando sono piccoli, fare il genitore in questo periodo di transizione può essere ben più arduo a livello di resistenza mentale ed emotiva. Come spiego nel mio nuovo libro, Swimming Upstream, Parenting Girls for Resilience in a Toxic Culture (Nuotare controcorrente: Educare le ragazze alla resilienza in una cultura tossica), la prima cosa di cui dobbiamo essere consapevoli è che è dura e che dobbiamo prenderci cura di noi. Possiamo compiere delle scelte per semplificarci la vita. Possiamo organizzarci la vita in termini di priorità rispetto a quel che conta per davvero. Possiamo dire di no al turbinio di attività e imparare quali sono i ritmi che funzionano meglio per le nostre figlie e le nostre famiglie. Dobbiamo essere il centro della stabilità e della coerenza della nostra casa, anche quando tutto gira attorno a noi. Possiamo imparare cosa fare per restare centrati.

    Il secondo motivo per cui la cura di sé è così importante è che dobbiamo cominciare a separare un po’ le cose. Ricordiamo che genitori e figli sono ancora collegati, ma durante l’adolescenza i figli diventano persone a sé. Per le madri in particolare, è importante verificare in quale misura la propria identità è legata ai figli. Quando facciamo un passo indietro e osserviamo le nostre vite, in quale misura il modo in cui ci vediamo dipende dall’essere genitore?

    Se ci identifichiamo troppo con i figli, la loro naturale tendenza ad allontanarsi da noi ci ferirà particolarmente. Non lo fanno apposta per ferire; lo fanno per costruire la propria identità, ma può essere molto doloroso. È come se perdessimo una parte della nostra anima.

    Come risposta, dobbiamo accertarci di dedicare tempo e investire di nuovo nella nostra vita, altrimenti è probabile che ci sentiamo vuoti e bisognosi. Anzi che focalizzarci sulla parte di noi che perdiamo, orientiamo le energie verso la creazione di una vita soddisfacente che non dipenda dagli stati d’animo o dalle performance dei nostri figli ogni giorno.

    Ora siamo liberi di avere i nostri interessi e di goderceli. Inoltre, i nostri figli ci vedranno come persone come hanno una vita, e che non dipende tutto da loro. Certamente questo non significa non prenderci cura di loro, perché è ben chiaro quanto bisogno abbiano di noi.

    Ma quando si allontanano, e passano più tempo con i loro coetanei, è normale che sperimentiamo dei vuoti nella nostra vita. Possiamo riempirli consapevolmente con routine di cura di noi stessi, che ci rendano più appagati e soddisfatti, e questo poi ci fa diventare genitori più efficaci.

    In terzo luogo, la cura di sé è molto importante perché noi dobbiamo essere un modello salutare per i nostri figli. È fondamentale che i nostri figli imparino strategie di coping e di problem solving per affrontare con successo le richieste della vita.

    Se i nostri figli non ci vedono usare queste strategie nelle nostre vite, sarà difficile convincerli dei benefici. Invece, se l’immagine che hanno di noi è quella di un adulto con strategie di coping salutari, tra cui le attività di cura rivitalizzanti, è molto più probabile che le sviluppino anche loro. In fin dei conti, la verità è che noi siamo la più grande influenza nelle loro vite, e per questo è così importante fare da modello per il loro viaggio di vita.

    Che si intende per cura di sé?

    La cura di sé è un termine molto popolare ai giorni nostri, ma pochi di noi lo mettono veramente in pratica. È probabile che dedichiamo parecchio tempo ad attività non lavorative (Facebook, navigare su internet per ore, ecc), ma sono veramente attività che ci ridanno la carica? È importante trovare attività che non ci stanchino ulteriormente, ma che anzi ci facciano sentire meglio dopo e non persino indietro con le nostre incombenze. Sarà diverso per ciascuno di noi, ma alcune idee che possono funzionare sono:

    • Dedicarsi alla pratica di attività spirituali significative, quali la preghiera e la meditazione
    • Mangiare con un/a amico/a
    • Andare a correre o in palestra
    • Praticare yoga
    • Un bagno con profumate bolle di sapone
    • Una siesta rigenerante
    • Uscire la sera con il proprio partner
    • Fare un corso su un argomento di interesse

    È importante avere un repertorio di attività del genere e inserirle nella nostra agenda spesso. Vanno aggiunte in agenda come qualsiasi altro evento importante!

    Infine, ricordiamo che siamo chiamati a essere la roccia solida alla quale i nostri figli possono aggrapparsi quando il loro mondo crolla. Siamo la fonte di sostentamento e cura verso la quale si rivolgeranno in continuazione. E per poter essere questa roccia stabile, abbiamo bisogno di prenderci del tempo per coccolarci e restare forti.

    Come già sappiamo, nessuno lo farà per noi: dobbiamo procurarcelo da soli. Ci meritiamo questo tempo di cura per noi stessi, e la resilienza dei nostri figli dipende in grande misura da ciò.

     

    Articolo originale di Laura Choate, Louisiana State University.

    Traduzione di Carolina Ramos Rodríguez 

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