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    I servizi pubblici, l’organizzazione del personale e le caratteristiche degli utenti

    Maschio, con più di trent’anni, primariamente dipendente da eroina, ma anche da cannabinoidi e cocaina. Questi i tratti più comuni dell’utente dei SerT secondo l’ultima rilevazione sulle attività nel settore tossicodipendenze.

    In Italia, al 31 dicembre 2005 risultano attivi sul territorio 550 servizi (SerT).
    La rilevazione è stata effettuata su 497 di essi, che hanno preso in carico circa 162.000 persone, di cui 140.400 (86,7%) maschi e 21.600 (13,3%) femmine, con un rapporto M/F pari a 6,5. Questo valore, costante negli anni più recenti, conferma che la tossicodipendenza è una patologia prevalentemente maschile.
    L’influenza del fattore sesso presenta una forte variabilità geografica: nelle regioni del nord-centro il rapporto M/F risulta generalmente inferiore al dato nazionale (da 3,7 della Provincia Autonoma di Bolzano a 6,0 del Lazio), mentre assume valori elevati al sud (17,9 in Basilicata, 14,1 in Calabria).

    Per quanto riguarda l’età, i soggetti presi in carico nel 2005 sono più frequentemente ultratrentenni (67,5%); la percentuale di pazienti di età 20-24 è diminuita (28,6% nel 1991, 11,9% nel 2005) e quella relativa alla fascia di età più avanzata (>39 anni) è regolarmente aumentata (2,8% nel 1991, 24,4% nel 2005) così da risultare nel 2005 per la prima volta classe modale.

    Per quanto riguarda la sostanza d’abuso primaria, il 72,3% degli utenti in carico nel 2005 ha assunto primariamente eroina, mentre l’uso primario di cannabinoidi e di cocaina ha riguardato, rispettivamente, il 9,7% e il 13,2% dei soggetti trattati.

    Sono presenti forti differenze territoriali relativamente alla sostanza d’abuso primaria.
    In Valle d’Aosta e nella Provincia autonoma di Trento risultano eroinomani almeno il 90% degli utenti; viceversa l’uso di tale sostanza è inferiore alla media nazionale in 5 regioni con un minimo in Lombardia (62,1%). L’assunzione di cannabinoidi è piuttosto elevata in Veneto, Liguria, Marche, Molise e Puglia (rispettivamente 14,0%, 12,9%, 12,8%, 12,6% e 14,6%), mentre quella di cocaina soprattutto in Lombardia (24,8%) ma anche in Emilia Romagna (13,5%), nel Lazio (14,5%), in Campania (13,4%) e in Sicilia (14,6%).

    Per quanto riguarda l’uso secondario, le sostanze più frequentemente assunte dai soggetti in carico sono state i cannabinoidi (32,0%), la cocaina (30,1%), l’alcol (14,0%) e le benzodiazepine (7,2%), ma anche l’ecstasy ha presentato un valore non trascurabile (2,7%).

    Anche per il consumo secondario si rileva una accentuata variabilità regionale: per i cannabinoidi la maggior parte delle regioni centrali e meridionali presenta valori superiori al dato nazionale ed è presente un picco, pari al 45,4 %, in Basilicata e valori molto elevati in Liguria (42,1%) e in Umbria (40,3%); per l’assunzione di cocaina si osservano frequenze elevate in Piemonte (40,8%), Lombardia (45,4%), Molise (41,4%) e in Sardegna (41,3%); infine in Valle d’Aosta, nella Provincia autonoma di Bolzano, nel Lazio e in Campania oltre il 10% degli utenti dei SerT fa uso secondariamente di benzodiazepine (rispettivamente, 16,5%, 18,0%, 10,2% e 12,0%).

    Analizzando il trend della distribuzione percentuale degli utenti per sostanza, si nota una diminuzione del ricorso all’eroina (90,1% nel 1991, 85,6% nel 1998, 72,3% nel 2005) e un aumento a partire dal 1995, molto evidente negli anni 2000, del consumo di cocaina (1,3% nel 1991, 13,2% nel 2005); la percentuale di utilizzatori di cannabinoidi, in crescita nel tempo, sembra negli anni più recenti essersi stabilizzata intorno al 10%.

    Si osserva inoltre una riduzione nell’uso secondario di benzodiazepine (23,9% nel 1991; 7,2% nel 2005) e un incremento nel consumo di cocaina (11,7% nel 1991; 30,1% nel 2004), mentre l’uso di alcol si è stabilizzato negli ultimi anni intorno al 14%. Si evidenzia anche una graduale diminuzione, più regolare dal 2002, degli utenti che hanno fatto uso secondariamente di cannabinoidi (41,5% nel 1991; 32,0% nel 2005).

    Per quanto riguarda la tipologia dei trattamenti erogati dai SerT nel 2005 il 59,2% dei pazienti ha seguito programmi terapeutici integrati: per il 49,4% si è fatto ricorso al metadone (7,7% a breve termine, 10,7% a medio termine, 31,0% a lungo termine), per lo 0,9% al naltrexone, per lo 0,7% alla clonidina e per l’8,2% ad altri farmaci non sostitutivi.

    La terapia con metadone totale, in flessione dal 2000 (51,9% nel 2000; 47,8% nel 2004), nel 2005 presenta un evidente aumento (49,4%); anche il trattamento a breve termine risulta nel 2005 più frequente che nel 2004 (7,7% vs 6,9%). Continua, invece, l’andamento decrescente del trattamento a medio termine osservato a partire dal 2002 (12,2% nel 2002; 10,7% nel 2005); infine per il lungo termine, relativamente più frequente, nell’ultimo triennio si osserva un trend crescente.

    L’organico complessivo dei SERT nell’anno 2005 è rappresentato per il 49,1% da operatori sociosanitari, per il 23,3% da medici, per il 16,8% da psicologi; il restante 10,8% include personale amministrativo o di altra qualifica.

    A livello territoriale si osserva una forte variabilità: la quota dei medici è maggiore nel Lazio (32,6%), in Basilicata (27,8%), in Calabria (28,8%) e in Sardegna (27,8%). Nella Provincia autonoma di Bolzano e in Puglia, rispettivamente, il 22,4% e il 20,0% del personale è rappresentato da psicologi, mentre gli operatori socio-sanitari, tipologia più frequente in ogni regione, sono particolarmente presenti al nord.

    Fonte: http://www.ministerosalute.it

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