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    Il costo emotivo ed economico della fecondazione assistita

    Non ci vuole molto per riconoscere quanto i percorsi esistenziali, clinici ed economici delle coppie infertili sottoposte a fecondazione assistita siano emotivamente impegnativi.
     
    Ma al fine di entrare maggiormente nel merito della questione – per meglio individuare i punti critici all’interno del percorso PMA e di definire possibili azioni finalizzate al miglioramento dell’iter assistenziale – acquista un certo spessore la ricerca condotta da Sgarabotto, Tarricone, Monacelli e Barusi (2012).
     
    Con la ricostruzione dei significati delle narrazioni delle coppie, circa la loro esperienza, è emerso come i trattamenti sono estremamente faticosi, sia per le conseguenze strettamente fisiche sia per lo sforzo di mettere continuamente in gioco e in mostra il proprio corpo.
     
    La frequenza con i reparti di maternità è dolorosa e l’infertilità per alcuni è sentita come una “vergogna”. Durante il percorso, la relazione di coppia si modifica.
    Da queste dinamiche dipenderebbero anche significative differenze nella percezione della relazione con il coniuge. A fare da volano a un percorso irto di difficoltà è indubbiamente l’ansia per l’ignoto.
     
    L’attesa sin da subito diventa un fattore di criticità che implica insorgenza di stress, il controllo della sessualità e il disagio di sopportare il confronto sociale con conseguente isolamento della coppia.
    Così, se il primo approccio con il centro è investito di grande speranza, con il tempo le coppie e in particolar modo le donne, iniziano a non vederlo più come un traguardo, ma solo come l’inizio di un impegnativo cammino del quale non si conosce il termine.
     
    Oltre ai costi emotivi, che le coppie con problemi di infertilità sono costrette a sostenere, si devono aggiungere anche le non poche spese per compiere il percorso di fecondazione assistita che tra l’altro, come già sottolineato, non garantisce risultati certi.
     
    Non è facile compiere una stima precisa dei costi per la terapia dell’infertilità visto che essi cambiano da regione a regione e all’interno della stessa regione da struttura a struttura.
    Di fatto, osservando il panorama generale si è visto che le strutture pubbliche garantiscono alcuni servizi, dietro il solo pagamento del ticket, tuttavia i tempi di attesa sono estremamente lunghi.
     
    Questo implica un costo emotivo non indifferente visto che le coppie già da tempo hanno visto frustrato il loro desiderio di genitorialità, senza contare che più il tempo passa, soprattutto per le coppie non più giovani, più le probabilità di successo sono ridotte.
     
    Inoltre, anche alcune strutture pubbliche non prevedono la convenzione per alcune prestazioni, per esempio la IUI (inseminazione intrauterina) può costare anche intorno ai 500 euro e la ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo) e la FIVET (Fertilizzazione In Vitro con Embryo Transfer) possono oscillare tra i 1200 e i 1500 euro.
     
    Considerazioni queste del resto già emerse in uno studio del 2002 (Jos'e Gonc et al.) che ha rilevato, attraverso la somministrazione di un test per la valutazione psicologica a un centinaio di coppie infertili, che il tempo di attesa, prima di essere sottoposte ad un test di gravidanza, era l'aspetto che più di tutti causava ansia nella popolazione femminile.
     
    Seguiva poi l’alto grado di tristezza causato dal risultato negativo di un test di gravidanza, ma anche la  mancanza o la difficoltà ad avere i soldi per la ripetizione della PMA.
     
    Sembra allora connotarsi in termini positivi una recente ricerca (Razzano et al., 2012), che ha mostrato come la presenza dello psicologo all’interno dei percorsi di trattamento dell’infertilità favorisca la nascita di uno “spazio”, in cui il programma proposto si arricchisce di connotazioni emotive.
     
    Misurando, infatti, i livelli di ansia nelle coppie infertili è emerso che di fronte “all’ignoto” e “all’attesa” il lavoro integrato degli specialisti con uno psicologo, mitiga i vissuti di paura e di angoscia connessi alla patologia e al progetto offerto.
     
    Si tratta di un dato importante, anche ai fini di una maggiore possibilità di fecondazione, visto che il supporto psicologico può ridurre lo stress e dunque quelle variabili emotive che possono essere d’ostacolo al concepimento.
     
     
    Katia Carlini è la docente del webinar: Il supporto psicologico per le coppie infertili organizzato da Obiettivo Psicologia. 
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