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    Il modello a 8 passi di Glasser integrato al problem solving

    L’esperto che si occupa della gestione psicoeducativa di bambini e ragazzi che manifestano un comportamento-problema è consapevole dell’importanza di personalizzare il proprio intervento indirizzandolo quanto più possibile verso l’individualità di ciascun destinatario.

    I ragazzi che manifestano comportamenti-problema possono presentare combinazioni molto diverse di caratteristiche di personalità e di modelli di condotta. 

    Questi ragazzi possiedono alcune peculiarità che li rendono “problematici”.

    Sono difficili, risultano poco adattati al contesto, possono essere sgarbati, scontrosi o poco comunicativi; richiedono molto tempo, per essere gestiti al meglio hanno bisogno di un trattamento specializzato e mirato; sono frustranti, è probabile che siano irriconoscenti per l’aiuto che gli viene offerto e pertanto possono risultare particolarmente frustranti e ingrati verso chi si occupa di loro.

    L’analisi funzionale costituisce un valido strumento di assessment del comportamento-problema.

    Attraverso l’analisi funzionale è possibile analizzare e definire il comportamento-problema e riconoscere già alcune strategie adatte ad una sua gestione.
    L’approccio comportamentale integra l’analisi funzionale attraverso una serie di strategie indirizzate alla modificazione di un comportamento problematico.

    Le tecniche di modificazione del comportamento (Brophy, 1999) risultano molto utili per affrontare ordinari comportamenti problematici che devono essere rieducati.

    Tali strategie includono metodi per rispondere a deficit comportamentali e metodi di risposta ad eccessi comportamentali.
    Tra i metodi per stabilire e mantenere il comportamento desiderato risulta particolarmente efficace rinforzare i comportamenti adeguati, non tanto attraverso ricompense materiali, quanto con lodi efficaci ed espressioni di apprezzamento.
    Quando un rinforzo viene utilizzato in maniera efficace è probabile che accresca in chi lo riceve la tendenza ad attribuire un proprio comportamento positivo ad un personale tratto altrettanto positivo e a rinforzare se stesso per il possesso di questi tratti.

    Le tecniche di modificazione del comportamento sono state sviluppate da psicologi sperimentali. Altre tecniche, come il modello di Glasser integrato al problem solving (Glasser, 1977), sono sorte grazie all’approfondimento di specialisti della salute mentale per un loro utilizzo in momenti particolari ed in situazione di counseling individuale.

    La strategia suggerita da Glasser per la gestione dei comportamenti inappropriati è caratterizzata da otto passi, ognuno dei quali descrive una modalità di confronto che via via caratterizza e costruisce un processo finalizzato alla risoluzione di una specifica difficoltà.

    A partire dalla creazione di un clima di coinvolgimento personale, l’esperto arriva a trattare il comportamento problematico portando il ragazzo a prendere atto della propria condotta e lo aiuta ad elaborare un piano di intervento rispetto al comportamento-problema che manifesta.

    Il modello elaborato da Glasser si propone di risocializzare le credenze e gli atteggiamenti dei ragazzi che manifestano condotte disfunzionali affrontando direttamente e nello specifico un determinato comportamento-problema.

    BIBLIOGRAFIA
    BROPHY J. (1999), Insegnare a studenti con problemi, LAS, Roma.
    GLASSER W. (1977), Ten Steps to Good Discipline, in “Today’s Education”, 3, 61-66.

     

    La Dr.ssa Adriana Saba, Psicologa-Psicoterapeuta, docente tutor presso il C.R.P (Centro per la Ricerca in Psicoterapia), collabora con Obiettivo Psicologia nel webinar sull'analisi funzionale per la gestione dei comportamenti problema.

     

     

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