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    Incontinenza urinaria e l’universo maschile

    L’incontinenza urinaria è un tema importante per molti uomini (tra il 2 e il 10% della popolazione maschile ne conosce i sintomi), anche se solo pochi ne parlano apertamente, considerandola troppo spesso come un disturbo minore,  sottovalutando come possa influenzare la vita di tutti i giorni.
    Per indagare il vissuto degli uomini affetti da Sintomi del Basso Tratto Delle Vie Urinarie (Lower Urinary Tract Symptoms o LUTS), ovvero quei disturbi che portano all’incontinenza urinaria maschile, TENA, leader indiscusso nel mercato di riferimento, attraverso il suo programma di educazione alla salute “50+ La Salute degli Uomini”, ha promosso un’importante ricerca internazionale condotta in Inghilterra, Francia, Germania, Svezia ed Italia e che ha interessato un campione di 1.134 uomini affetti da disturbi urinari e 988 donne, mogli o compagne di questi ultimi.
    Obiettivo dello studio è stato quello di indagare su quanto questi disturbi condizionino il vissuto quotidiano sia degli uomini affetti da LUTS, sia delle loro partner. Questo per mettere in evidenza l’importanza di affrontare correttamente il disturbo da parte dei diretti interessati e il ruolo fondamentale di esperti del settore e operatori sanitari nell’accogliere, ascoltare ed aiutare chi soffre di questi disturbi, a tutela di una migliore qualità della vita.
    i LUTS: cosa sono?
    I LUTS sono sintomi comuni, colpiscono oltre il 50 per cento degli uomini con più di 50 anni, e possono essere causati dall’ingrossamento della prostata, come da interventi chirurgici, e sono influenzati anche dall’avanzare dell’età.
    Tra i sintomi più frequenti troviamo:
    • difficoltà ad urinare
    • intermittenza di emissione del flusso urinario
    • perdite pre e post minzione
    • frequente necessità di urinare
    • incapacità di trattenersi quando si presenta la necessità di urinare
    • necessità di urinare durante la notte, anche ripetutamente.
    Le cause di tali sintomi sono varie, anche se per la maggior parte sono legate alla prostata.
    Come emerge chiaramente dai risultati dello studio internazionale promosso da TENA, proprio perché fortemente limitanti, i LUTS hanno un considerevole impatto sulla vita  lavorativa, sociale, e sessuale di un uomo e della sua partner.
    Lo studio rivela come molti uomini affetti da LUTS perdano la fiducia in sé stessi, con un inevitabile effetto negativo sulla loro qualità della vita. Al contrario delle donne, più abituate a parlare dei loro problemi di salute, gli uomini sono più riluttanti ad affrontare l’argomento, tendendo ad isolarsi e a modificare il proprio stile di vita.
    A tale proposito, è significativo sottolineare come oltre il 40% degli uomini francesi affermi che i LUTS hanno avuto un impatto negativo sulla loro relazione di coppia e sulla propria autostima, mentre in Germania addirittura il 45% degli intervistati dichiari che questi disturbi hanno avuto un impatto ‘da significativo a grave’ sulla propria vita sessuale. Situazione non meno rosea in Inghilterra, dove 2 uomini su 10 negano i sintomi alla propria partner, in Svezia dove il 23% di questi pazienti soffre di depressione e in Italia, dove 1 uomo su 4, a causa dei LUTS, ha smesso di svolgere attività sociali.
    La ricerca dimostra, inoltre, come gli uomini affetti da LUTS (90%) perdano velocemente fiducia in sé stessi, soprattutto se si tratta di soggetti abituati a far valere la propria autorevolezza nella vita professionale come in famiglia. In questo caso i LUTS sono vissuti come una vera e propria ‘umiliazione’ che rende meno virili, minando la propria capacità di controllo e di autonomia. Ecco perché l’impatto dei LUTS spesso è più serio di quello che si pensi.
     
    Gli uomini affetti da LUTS tendono a modificare radicalmente le proprie abitudini: smettono di andare in palestra, evitano di organizzare viaggi e, addirittura, si astengono dall’attività sessuale con la propria partner, privandosi così deliberatamente di molti piaceri della vita. E questo perché i LUTS, oltre a minare l’autostima, possono diventare causa di ansia e di depressione, con gravi conseguenze anche sul benessere mentale del paziente.
    la vita di coppia
    I LUTS influiscono dunque non solo sulla persona che ne soffre ma, inevitabilmente,  anche su chi le sta vicino, prima fra tutte la moglie o la compagna. È la partner, infatti, la prima a subire lo stress legato al cambiamento dello stile di vita del proprio compagno.
    Spesso anche il sonno è fortemente compromesso, tanto che il 58% delle partner tedesche, il 48% di quelle italiane e il 47% di quelle inglesi ritengono il disturbo del sonno causato dai LUTS una conseguenza ‘da significativa a grave’.
    Questa condizione a lungo andare rischia di influire anche sui sentimenti e sulle emozioni verso il partner che, rischiano di deteriorarsi col passare del tempo. È significativo, a questo proposito, come un quinto delle partner tedesche intervistate ha ammesso di trovare il loro compagno meno attraente a causa dei LUTS, tre volte di più delle britanniche. E ancora, proprio per questo motivo, il 5% delle partner tedesche ha preso in considerazione di lasciare il proprio compagno, mentre il 4% delle inglesi dichiara di non voler più condividere il letto.
    Più comprensive sembrano invece francesi ed italiane che, rispettivamente nel 41% e 37% dei casi, hanno lottato con gli sbalzi d’umore del compagno. Stress e disturbi a parte, il ruolo della compagna nella gestione dei LUTS è davvero fondamentale dato che più frequentemente, sono proprio loro a convincere l’uomo a recarsi dal medico e ad aiutarlo a trovare la giusta soluzione per gestire al meglio i disturbi. Questo perché le donne sono abituate all’utilizzo di prodotti per l’igiene intima femminile, come gli assorbenti, e quindi più aperte degli uomini nei confronti di presidi specifici per l’incontinenza.
    Dalla ricerca emerge come gli uomini desiderino ricevere informazioni di carattere pratico su come affrontare i LUTS. È provato che nei paesi interessati dalla ricerca almeno il 20% degli uomini che soffrono di tali disturbi non utilizza prodotti specifici per l’incontinenza maschile. Mentre, in Italia almeno il 10% degli uomini utilizza soluzioni ‘fai da te’, come fazzoletti o carta igienica negli slip o più slip contemporaneamente.
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