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    La bellezza è negli occhi… o nel naso?

    Secondo uno studio pubblicato sulla rivista “Biology Letters”, l’attrazione di un volto e l’odore corporeo forniscono messaggi contraddittori a proposito della scelta del compagno o della compagna.

    Ricerche precedenti sull’olfatto avevano suggerito che gli esseri umani dai potenziali partner preferiscono odori che sono geneticamente dissimili dal proprio. Ma il nuovo studio, nel quale alcune donne dovevano valutare l’attrattività di volti maschili, indica l’esatto contrario. Dunque la vista e l’odorato sembrano fornire messaggi contradditori sul partner da scegliere.

    Craig Roberts dell’Università di Liverpool e colleghi hanno cercato i possibili legami fra la preferenza per un compagno e il complesso maggiore di istocompatibilità (MHC) – la gigantesca molecola sulle cellule, unica per ciascun individuo, che aiuta il sistema immunitario a distinguere le cellule native da quelle estranee. La teoria è che gli esseri umani evitino il pericolo di ibridazione e massimizzino le possibilità di avere figli geneticamente più sani, selezionando partner con un MHC molto differente dal proprio. In questo modo, c’è maggior probabilità che i geni di un genitore compensino gli eventuali geni difettosi dell’altro. Ma come i sensi percepiscano gli indizi subliminali relativi al MHC di qualcun altro è tuttora un mistero.

    Molti studi si erano finora concentrati sull’olfatto, specialmente nei roditori: i topi maschi e femmine, per esempio, di solito scelgono compagni con MHC differente grazie all’odore delle urine. Anche gli esperimenti con gli esseri umani hanno confermato che l’odore corporeo è più attraente se le persone hanno MHC molto diversi.

    Ma ora Roberts e colleghi hanno scoperto che, quando si tratta di giudicare la bellezza del viso, le donne tendono a preferire volti di uomini con un MHC simile al loro. Anche se i risultati sembrano contraddire gli studi sull’odorato, è possibile spiegarli ipotizzando che siano dovuti a fattori culturali e sociali che offrono vantaggi nell’allevamento dei bambini.

    Fonte: http://www.lescienze.it/

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