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    La fuga dissociativa e Agatha Christie

    Il  New York Times  ha pubblicato un articolo sulla fuga dissociativa o amnesia dissociativa, un raro e poco compreso disturbo della memoria per il quale alcune persone dimenticano chi sono, lasciano il loro ambiente abituale e si avventurano, senza più alcun ricordo della propria identità e della propria vita, in altri luoghi o città.
    L'esordio è sempre improvviso e inaspettato e se lo stato di fuga è breve (alcune ore) la persona può apparire semplicemente confusa e attirare l’attenzione delle autorità sanitarie o della polizia, può saltare appuntamenti importanti, mancare dal lavoro o tornare a casa con un inspiegabile ritardo: inspiegabile per i familiari, ma soprattutto per il soggetto stesso.

    Se lo stato di fuga dissociativa dura diversi giorni o più a lungo la persona può viaggiare anche molto lontano da casa, assumere una nuova identità, iniziare un nuovo lavoro e un’altra esistenza senza rendersi conto di un cambiamento nella propria vita.
    Nello stato di fuga infatti le persone non sono consapevoli che la loro identità e la loro memoria è perduta. Posti di fronte ad amici e parenti semplicemente non li riconoscono. Solo quando vengono forzati a fornire qualche informazione biografica si rendono conto di non sapere chi sono: questo  può portare a una disperata ricerca della loro identità perduta.

    Epidemiologicamente il disturbo riguarda due persone su mille negli Stati Uniti, ed è più comune in chi è stato in guerra, ha subito incidenti o vissuto l’esperienza di un drammatico disastro naturale.
    La fuga dissociativa non ha una causa fisica o medica diretta, è piuttosto il precipitato di uno stress severo o di un evento emotivamente traumatico.
    Per parlare di fuga dissociativa è naturalmente necessario che non ci sia dolo intenzionale da parte dello smemorato, anche se molte fughe dissociative, benchè genuine, sembrano sospettosamente “propizie” per il “fuggitivo”, che può evitare così  situazioni super stressanti come lutti, rovine finanziare, separazioni.
    In certe circostanze la fuga dissociativa costituisce un’inconsapevole protezione da impulsi suicidi o omicidi.
    In molti casi la memoria viene recuperata altrettanto rapidamente di come è stata persa.
    Se una fuga dissociativa avviene più di una volta si parla di disordine dissociativo dell’identità più noto come disturbo delle personalità multiple la cui causa è rintracciabile, nella maggioranza dei casi, in un’infanzia abusata.

    Alcuni sapranno che la scrittrice Agatha Christie scomparve da casa il 3 dicembre del 1926. La sua macchina fu trovata abbandonata sul ciglio della strada nel Berkshire. 
    Undici giorni dopo fu riconosciuta dal portiere dell’albergo nello Yorkshire in cui era ospitata e nel quale si era registrata con il nome di Mrs. Teresa Neele.
    Si seppe poi che il giorno prima della scomparsa suo marito le aveva confessato di volere il divorzio e di aver un’amante il cui nome era Nancy Neele.
    I contemporanei e gli appassionati di ogni tempo si sono domandati sempre quale enigma si celasse in quella misteriosa scomparsa.
    In una biografia apparsa nel 2006, dal titolo The Finished Portrait,  l’autore Andrew Norman sostiene la tesi della fuga dissociativa.
    Qualcuno crede invece che si trattò di una vendetta capricciosa, pianificata ad arte, contro il proprio infedele marito, che per il weekend successivo aveva organizzato un rendez-vouz con la sua amante proprio vicino a dove fu trovata abbandonata l’auto; altri si dicon certi che si trattò di una spettacolare mossa pubblicitaria, orchestrata da una scrittrice furba e smaliziata, per vendere i suoi già vendutissimi libri.
    Uno  psicogiallo nella vita di una grande giallista

    Fonte: http://psicocafe.blogosfere.it
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