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    La gestione della rabbia

    L'obiettivo della gestione della rabbia è quello di ridurre i sentimenti emotivi e l'eccitazione fisiologica che la rabbia provoca.

    Non ci si può sbarazzare o evitare le cose o le persone che fanno arrabbiare né è possibile cambiarle, ma si può imparare a controllare le proprie reazioni.

    Ci sono test psicologici che misurano l'intensità dei sentimenti di rabbia, dell’inclinazione all'ira e di quanto si è capaci di gestirla.

    Chi si vi trova ad agire in modi che denotano la perdita di controllo, potrebbe aver bisogno di trovare modalità migliori per affrontare questa emozione.

    Perché alcune persone si arrabbiano più facilmente di altre?

    Secondo Jerry Deffenbacher, uno psicologo specializzato in gestione della rabbia, alcune persone sono davvero più "inclini alla rabbia" di altre e si arrabbiano più facilmente e più intensamente della media.

    Ci sono anche quelli che non mostrano la loro rabbia in modi forti ma sono cronicamente irritabili e scontrosi.

    A volte le persone con tendenze ad arrabbiarsi facilmente si ritirano socialmente, mettono il broncio o si ammalano fisicamente.

    Vi sono una serie di fattori che generano questo comportamento. Una causa potrebbe essere genetica o fisiologica: ci sono prove che alcuni bambini nascono irritabili, permalosi, e predisposti all’ira, e che questi segni sono presenti da un'età molto precoce.

    Un altro fayyore può essere socioculturale. La rabbia è spesso considerata come negativa; ci viene insegnato che abbiamo il diritto di esprimere l'ansia, la depressione, o altre emozioni, ma non la rabbia. Di conseguenza, non impariamo come gestirla in modo costruttivo.
    Le ricerche hanno anche indicato che il background familiare gioca un ruolo importante. In genere, le persone che sono facili all'ira provengono da famiglie non abili alla gestione delle comunicazioni emozionali.

    È bene far emergere la rabbia?

    Secondo la psicologia questo è un mito pericoloso. Alcune persone usano questa teoria come una licenza per ferire gli altri. La ricerca ha scoperto che far emergere la rabbia in realtà intensifica la rabbia stessa e l'aggressività e non aiuta a risolvere la situazione.
    E meglio scoprire le ragioni che fanno scattare la rabbia e quindi sviluppare strategie per gestirla in maniera costruttiva.

    Modalità di gestione della rabbia

    Vi sono varie modalità per gestire la rabbia:

    • Strumenti di rilassamento semplici, come la respirazione profonda e le immagini rilassanti possono aiutare a calmare i sentimenti di rabbia.

    • Ristrutturazione cognitiva, ovvero la sostituzione di pensieri disfunzionali con pensieri più costruttivi

    • Migliorare la comunicazione: le persone arrabbiate tendono a  giungere in fretta a conclusioni e alcune di queste conclusioni possono essere molto imprecise. La prima cosa da fare se si è in una accesa discussione è rallentare e pensare alle proprie risposte. Non dire la prima cosa che viene in mente, ma rallentare e riflettere attentamente su ciò che si vuole dire. Allo stesso tempo, ascoltare attentamente quello che l'altra persona sta dicendo e prendere tempo prima di rispondere. E 'naturale andare sulla difensiva quando si riceve una critica, ma è bene non reagire. Invece, è utile ascoltare quello che sta alla base delle parole: il messaggio che il nostro interlocutore potrebbe sentirsi trascurato e non amato.

    • Utilizzando l’umorismo in modo costruttivo: le persone arrabbiate tendono a sentire che sono moralmente nel giusto, che ogni blocco o la modifica dei loro piani è un affronto insopportabile e che non dovrebbero soffrire in questo modo. La rabbia è un'emozione grave, ma è spesso accompagnata da idee che, se esaminate, possono farti sorridere
    • Modifica dell’ambiente: a volte l’ambiente circostante può essere causa di irritazione e furia. I problemi e le responsabilità possono pesare e far sentire le persone in trappola. E’ bene prenderne consapevolezza e cercare di apportare delle modifiche per migliorare la situazione (ad esempio chiudere la porta di una stanza disordinata).


    Articolo tratto da: www.apa.org

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