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    La lenta agonia del CNR

    Vi riportiamo un comunicato che sta circolando in rete, con la preghiera di diffonderlo ai vs conoscenti e di sostenere l’appello. Grazie!

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    Il CNR (ma più propriamente andrebbe detto i nuovi organismi dirigenti insediatisi dopo la riforma della Moratti) ha/hanno deciso di dismettere una sede ospitante diversi Istituti (o parti di essi) per RAGIONI DI SICUREZZA (questa la ragione ufficiale): la sede e’ a Roma in Viale Marx.
    Le condizioni di sicurezza sono le stesse che permangono da 18 anni!

    La decisione e’ stata presa d’improvviso e senza alcun riguardo nei confronti delle attività che si svolgono in questo edificio (data di ufficializzazione della dismissione: 15 marzo 2005; sgombero: 14 maggio 2005).

    La cosa piu’ clamorosa comunque consiste nel fatto che per almeno un istituto, l’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione (ISTC) – unico Istituto di ricerca psicologica rimasto – NON E’ PREVISTA A TUTT’OGGI una sede alternativa.

    Il personale di questo Istituto non ha mai scelto la propria sede e non si sarebbe certo opposto ad un trasferimento in altra sede adeguata e capace di ospitare e garantire le condizioni per l’attività di ricerca ai livelli competitivi e di professionalità attualmente in atto.
    I particolari di questa vicenda sono alquanto ambigui e riguarderanno varie sedi, non solo politiche.
    Rimane un profondo senso di disagio e di frustrazione nell’assistere allo sberleffo nei confronti dell’attività di ricerca che il nostro Paese continua a perpetrare.

    Quando l’Osservatorio sulla ricerca, ormai tre anni orsono, denunciò i rischi di una eccessiva invadenza politica nella nomina degli organismi dirigenti degli enti di ricerca, della possibile penetrazione di questa invadenza politica e dei rischi gravissimi di sostituire i competenti con i fedeli al potere politico, prefigurava rischi così come nel caso in oggetto sono ben esemplificati.

    Per queste ragioni, anche se si tratta di un caso che riguarda una realtà molto specifica, ci pare importante portarlo all’attenzione di tutti voi.
    Sono state depositate su questo caso 2 INTERROGAZIONI PARLAMENTARI, una
    alla Camera dei deputati e una al Senato.

    CI SARA’ UN’ASSEMBLEA/CONFERENZA STAMPA IL PROSSIMO 15 APRILE 2005 A ROMA PRESSO l’ISTC DI VIALE MARX, 15.

    L’Osservatorio ha deciso di raccogliere adesioni sotto il seguente appello.

    APPELLO PER l’ISTC-CNR (Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del CNR)
    La situazione di un istituto del CNR cui viene ingiunto di abbandonare la propria sede in fretta e furia senza alcun rispetto del lavoro in corso e delle numerose attività anche internazionali in opera (coordinamento progetti europei, borse Marie Curie, etc.) e in particolare senza alcuna indicazione di una sede alternativa, a poco più di un mese dallo sgombero forzato, rivela non solo improvvisazione nella gestione organizzativa ma soprattutto il disprezzo in cui si tiene la ricerca e i suoi operatori, in evidente contrasto con le necessità di innovazione tante volte enfatizzate dall’attuale Governo ma poi mai rispettate nell’attuazione delle proprie azioni.
    Sempre più urgente appare il bisogno di un nuovo ordine morale e di una classe dirigente e politica all’altezza delle necessità di un Paese evoluto.

    PRIMI FIRMATARI:
    Giovanni BACHELET, Sebastiano BAGNARA, Enrico BELLONE, Carlo BERNARDINI, Sergio BRUNO, Marcello BUIATTI, Tullio DE MAURO, Giorgio FORTI, Giovanni GIUDICE, Francesco LENCI, Giunio LUZZATTO, Ignazio MARINO, Franco PACINI, Giorgio PARISI, Giulio PERUZZI, Clotilde PONTECORVO, Bianca Maria TEDESCHINI LALLI, Carlo UMILTA’

    PER SOTTOSCRIVERE:
    www.osservatorio-ricerca.it
    TROVERETE ANCHE TUTTE LE ALTRE INFORMAZIONI SUL CASO IN OGGETTO

    ========INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

    Interrogazione urgente al ministro dell¹Istruzione e della Ricerca per sapere ­ premesso che:

    • il Cnr ha deciso di dismettere la sede dell¹area Roma 3, sita in viale Marx, e di trasferire entro e non oltre il 14 maggio p.v. i numerosi istituti ivi residenti in altre sedi, delle quali alcune a tutt’oggi non ancora definite;
    • tale decisione è stata comunicata per iscritto ai diretti interessati lo scorso 15 marzo;
    • in particolare non è stata ancora indicata la nuova sede dove si dovrà trasferire l’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione (ISTC), attualmente costituito da 50 persone in tale sede;
    • i sindacati hanno chiesto di conoscere un piano completo delle nuove localizzazioni dei laboratori, pur non dichiarandosi contrari al trasferimento;
    • negli incontri con i sindacati i dirigenti del Cnr hanno dichiarato di non avere alcuna soluzione per la nuova sede dell’ISTC;
    • secondo fonti sindacali, negli incontri informali alcuni dirigenti del Cnr avrebbero addirittura chiesto ai ricercatori di cercare qualcuno che li ospiti, non essendo in grado l’Ente di risolvere il problema;
    • secondo altre notizie informali, l’Ente starebbe cercando una soluzione di emergenza per guadagnare tempo fino alla individuazione definitiva della sede;
    • in questo modo, però si renderebbe necessario un doppio trasloco nell¹arco di breve tempo, con un aggravio di costi e un forte disturbo all’attività di ricerca;
    • a poche settimane dal trasferimento i ricercatori dell’ISTC non sono in grado di sapere quale sarà la nuova sede; tutto ciò crea gravi danni e ostacoli nell¹organizzazione e realizzazione della ricerca, nella programmazione delle attività e nelle relazioni nazionali ed internazionali dell’Istituto;
    • l’incertezza della sede costituisce anche segnale negativo per l’immagine internazionale dei laboratori interessati;
    • risulta incredibile che un grande Ente come il Cnr affronti con tale superficialità il trasferimento di una proprio Istituto, segnalando in tal modo non solo improvvisazione nella gestione organizzativa ma soprattutto il disprezzo in cui tiene la ricerca e i suoi operatori, in evidente contrasto con le necessità di innovazione del Paese tante volte enfatizzate dall’attuale Governo;
    • tale clamorosa disorganizzazione rende anche poco credibili i propositi manifestati dal Ministro sulla managerialità che deve improntare la gestione del Cnr;
    • la volontà di razionalizzare le sedi e la gestione del patrimonio è sicuramente positiva, ma andrebbe attuata con adeguata programmazione e precisa definizione degli obiettivi; la dismissione irrazionale delle sedi, come nel caso in oggetto, dichiara una volontà di destrutturazione dell’Ente piuttosto che il suo rilancio.

    se il Ministro:

    • è a conoscenza delle suddette vicissitudini nel trasferimento delle sedi del Cnr;
    • ritenga una buona prova di gestione manageriale decidere il trasferimento di un istituto di ricerca senza avere a disposizione una sede alternativa;
    • intenda valutare i danni economici, di immagine, di produttività nonché di perdita di professionalità e competitività che comporta un doppio trasloco, prima in una sede provvisoria e poi forse in quella definitiva;
    • ritenga compatibile tale improvvisazione con le delicate attività, la complessità organizzativa e le intense relazioni internazionali di un istituto di ricerca;
    • intenda chiederne spiegazioni al Presidente del Cnr.

    Tocci Walter, Bimbi Franca, De Simone Titti, Pistone Gabriella, Cento Paolo
    La stessa interrogazione e’ stata depositata anche al Senato, sottoscritta da: Vittoria Franco, Luciano Modica, Chiara Acciarini, Graziella Pagan

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