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    La psicologia efficace: anziché analizzare “cambiare”

    Un originale approccio alla formazione e alla soluzione dei problemi umani 

    Per osservare le più semplici ma vere
    relazioni fra le cose sono necessarie
    conoscenze molto profonde.
    – G.C. Lichtemberg –

    Un metodo di psicoterapia all’avanguardia e al tempo stesso rigorosamente scientifico, caratterizzato da efficacia in tempi brevi, eclettismo, orientato al presente – anziché al passato – per migliorare il futuro; in questo consiste la Terapia Breve Strategica sviluppata dal Prof. Giorgio Nardone, figura di spicco del Mental Research Institute di Palo Alto in California e fondatore insieme a Paul Watzlawick, nonché direttore, del Centro di Terapia Strategica di Arezzo, punto di riferimento per specialisti di tutto il mondo nel campo della ricerca e dell’attività clinica.

    Come ogni modello scientifico che si rispetti, l’approccio strategico alla terapia dimostra un’efficacia verificabile, replicabile e trasmissibile [Nardone e Watzlawick, 2005]; verificabile negli effetti, replicabile nelle specifiche tipologie di disturbo, trasmissibile nelle tecniche operative e nelle logiche d’intervento.

    Come funziona il problema anziché perché esiste è il focus clinico che distingue tale approccio dalle convenzionali forme di psicoterapia, facendone il trattamento d’elezione per gran parte delle problematiche umane.

    Da un’ottica strategica i problemi umani sono il prodotto dell’interazione tra il soggetto e la propria realtà, corporea, personale, interpersonale. Un terapeuta strategico non cerca infatti associazioni con un passato immutabile ma indaga quale è la “realtà” che le persone si costruiscono, come la percepiscono, come vi reagiscono.
    L’intervento strategico mira ad interrompere la persistenza del problema nel presente; perciò l’attenzione terapeutica è tutta rivolta alle “tentate soluzioni” (TS) vale a dire ai tentativi e sforzi reiterati che complicano il problema anziché risolverlo, e al cosiddetto “sistema percettivo reattivo” (SPR) vale a dire al rigido modello di percezione e di reazione con il quale la persona costruisce realtà private disfunzionali.

    Cercare di risolvere un problema partendo dal chiarimento delle sue cause è pertanto fuorviante ai fini della costruzione delle soluzioni, le quali vanno costruite strategicamente sulle specifiche caratteristiche del problema da risolvere e sugli obiettivi prefissati. In tal modo la psicoterapia non si configura come un processo di convalida di una teoria a priori ma come una vera e propria ricerca-intervento.

    Infatti, oltre a ciò che avviene in seduta, è importante ciò che viene fatto tra una seduta e l’altra: piccole ma concrete azioni “prescritte” dal terapeuta, che fungono da esperienze emozionali correttive [Alexander, 1946].
    Le prescrizioni strategiche consentono di aggirare nella persona le naturali resistenze al cambiamento mettendo la persona in condizione di provare qualcosa di diverso nei confronti della realtà da cambiare; in tal modo si produce la rottura dei “circoli viziosi” con i quali il soggetto si rapporta a se stesso, agli altri, al mondo.

    La ricerca applicata ha rilevato una serie di modelli di rigida interazione tra soggetto e realtà sulla base dei quali è stato possibile costruire specifici protocolli di trattamento per specifiche tipologie di disturbo psicologico, come fobie, ossessioni, attacchi di panico, manie, disordini alimentari, problemi educativi e di coppia [Nardone, 1994, 1999].

    È questo il modello evoluto di Psicoterapia Breve Strategica, sviluppato da Giorgio Nardone, cui si deve un notevole avanzamento in termini di efficacia ed efficienza dell’intervento terapeutico. Non va poi sottovalutata l’importanza di questa evoluzione a livello della formazione dei terapeuti, i quali possono apprendere precise linee guida in grado di orientare il loro lavoro dall’inizio alla fine del trattamento. I riscontri della ricerca, a tal riguardo, dimostrano che l’efficacia terapeutica ottenuta da professionisti formati alla modello evoluto di terapia breve strategica è comparabile agli interventi strategici costruiti e applicati al Centro di Terapia Strategica di Arezzo (84% dei casi risolti in una media di nove sedute).

    Per questo, il master biennale di Psicoterapia Breve Strategica, organizzato a Roma dal Centro di Terapia Strategica

    di Arezzo, è un’opportunità formativa non solo per i terapeuti esperti, quali psicologi, medici e psichiatri intenzionati a potenziare i propri strumenti professionali, ma anche per i giovani neolaureati, intenzionati ad entrare fin da subito nel vivo della complessa pratica clinica strategica all’interno di un rigoroso inquadramento teorico e metodologico.
    Per coloro che sono interessati a saperne di più: master.psicoterapiastrategica@fastwebnet.it
        Tel. 338.4800238

    Articolo scritto da Dott.ssa Simona De Antoniis

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