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    La violenza nei videogiochi non piace… nemmeno ai ragazzi

    Siete preoccupati per vostro figlio che trascorre ore davanti al computer brandendo una spada virtuale con la voglia irrefrenabile di fare a pezzi l'avversario? Allora tranquilli perché, in accordo a una ricerca apparsa sulla rivista Personality and Social Psychology Bulletin, il suo divertimento non è legato al desiderio di commettere violenza, quanto al piacere di superare la  sfida con il proprio avversario virtuale, oltre che con se stesso.

    Nello studio condotto da ricercatori dell'Università di Rochester, 2670 giovani patiti di videogame sono stati messi alla prova con due differenti varianti del famoso gioco Half Life 2, una contenente combattimenti violenti con spargimenti di sangue, e l'altra con conflitti più “soft” e privi di vittime. Analizzando il gradimento dei ragazzi, i ricercatori hanno verificato che nessuno di loro era appagato dalla violenza e dagli spargimenti di sangue. Il loro divertimento era piuttosto legato alle loro capacità di sconfiggere gli avversari e di procedere oltre nella trama del videogame. 
    “I contenuti violenti erano di gradimento soltanto per una piccola percentuale di ragazzi, che generalmente erano identificati come più aggressivi” ha dichiarato Andrew Przybylski, uno dei padri della ricerca. “Ciò nonostante” conclude l'autore “nessuno di loro provava maggior soddisfazione quando era alle prese con videogiochi di grado di violenza superiore”.

    Fonte: Przybylski AK et al. Personality and social psychology bulletin 2009; 35: 243-59.
    http://it.health.yahoo.net/c_news.asp?id=24264

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