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    La vita va in fumo a “40 anni”

    La morte per colpa delle sigarette arriva presto colpendo già adulti di mezza età: il rischio è alto, come emerso dal primo studio per dimensioni e per numero di donne considerate, su cui finora si avevano pochissimi dati a disposizione. Il lavoro, pubblicato con un editoriale e un sommario divulgativo per i pazienti, è uscito sugli Annals of Internal Medicine.

    Diretto da Hakon Gjessing dell’università di Bergen in Norvegia, ha coinvolto 24.505 donne e 25.034 uomini tra i 40 e i 70 anni. Mai prima d’ora tante donne erano state considerate in uno studio del genere e pochi dati si avevano dunque su fumo e mortalità al femminile. Il periodo di osservazione del campione è durato ben 25 anni nel corso dei quali i partecipanti hanno riferito le proprie abitudini in fatto di fumo. Nel corso del follow-up si sono registrati 2333 e 4680 decessi rispettivamente di donne e uomini di mezza età.

    Gli epidemiologi hanno stimato che il 41 per cento degli uomini di mezza età pesanti fumatori (20 o più sigarette al dì) è morto contro solo il 14 per cento dei coetanei non fumatori, il 26 per cento delle donne di mezza età pesanti fumatrici è morto contro solo il 9 per cento delle coetanee non fumatrici. Si è stimato che fumatori e fumatrici hanno perso in media 2,7 e 1,4 anni di vita rispettivamente.

    Inoltre dallo studio è emerso che più tardi si inizia a fumare minore è il rischio di morire per gli adulti di mezza età. Inoltre prima si smette di fumare più diminuisce il rischio di morire per gli adulti di mezza età. Questo studio dimostra in maniera conclusiva il pesantissimo effetto del fumo sul rischio di morte per gli adulti di mezza età e dimostra l’azione dose-risposta tra sigarette e mortalità.

    Fonte: http://it.health.yahoo.net

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