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    L’attrazione non dipende dal cervello

    ABBIATE cura del vostro naso, se avete a cuore una vita sessuale equilibrata. Perché i comportamenti tipicamente maschili, o tipicamente femminili, sono orientati non dal cervello ma da un organo olfattivo che, sollecitato nel modo giusto, induce le signore a comportarsi come tali, e gli uomini a fare la loro parte. Se, invece, viene stimolato nel modo sbagliato, o non stimolato affatto, tutto diventa più imbarazzante. Tutto ciò ha un fondamento scientifico: la prestigiosa rivista britannica Nature pubblica i risultati di una ricerca dall'esito, per certi versi, spiazzante.

    Protagonisti della ricerca sono alcuni topi di laboratorio e il loro organo vomeronasale, piccola struttura collocata subito dietro le narici, recettore deputato a captare i ferormoni, molecole conosciute anche per il ruolo, importante, che giocano nell'attrazione sessuale. E ispiratrici di aneddoti, letteratura e prodotti cosmetici, dal "Sto tornando a casa… non lavarti" che si dice Napoleone scrivesse all'amata Josephine, a "Falling in Love", un olio a base di ferormoni realizzato da Philosophy, marchio famoso negli Usa e in Inghilterra per i suoi prodotti di bellezza, 60 dollari per pochi millilitri e risultati, assicurano i produttori, sorprendenti.

    Per tornare all'esperimento: ad alcune topoline l'organo vomeronasale è stato "disattivato" con una modifica genetica. Risultato, le topoline non sono state in grado di captare la presenza di ferormoni e hanno adottato comportamenti sessuali tipici dei maschi della loro specie, dal corteggiamento all'accoppiamento. Trascurando anche i loro piccoli, cosa inusuale poiché le femmine dei topi dedicano ai neonati almeno l'80% del loro tempo.

    "La femmina si comporta esattamente come un maschio" ne deduce Catherine Dulac, ricercatrice della Harvard University di Boston, perché nel cervello femminile "esiste un circuito di comportamento maschile perfettamente funzionante". Insomma, almeno per i topi, il cervello è unico indipendentemente dal sesso dell'animale, ovvero possiede sia i circuiti "maschili" sia quelli "femminili". Solo che, nelle femmine, quelli maschili sono "spenti", e viceversa.

    La ricerca pubblicata da Nature dimostrerebbe dunque che i comportamenti cosiddetti sesso-specifici sono sotto il controllo dell'organo vomeronasale, e non dipendono da differenze strutturali presenti nel cervello. Al contrario, si è sempre pensato che negli animali e nell'uomo ci fossero un cervello 'maschio' e uno 'femmina' diversi dalla nascita per via di condizionamenti ormonali che, durante lo sviluppo intrauterino, differenziano il cervello creando circuiti maschili in un embrione maschio, femminili in uno femmina. Ma alla luce di questo studio, la situazione si fa più complessa.

    Fonte: http://www.repubblica.it

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