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    L’autismo nasce dal sistema immunitario?

    L'autismo si è tolto la maschera dimostrando di celare dietro un disturbo comportamentale défaillance di funzionamento del sistema immunitario. Infatti, in uno studio presentato al 4° Meeting Internazionale for Autism Research (IMFAR) da scienziati dell'Università della California a Davis presso il M.I.N.D. Institute, è emerso che i bimbi autistici hanno differenti risposte del sistema immunitario. Questa scoperta non solo potrà aiutare a comprendere meglio la malattia ma in seguito potrebbe guidare a un test diagnostico basato su un semplice esame del sangue.

    Indizi del coinvolgimento del sistema immunitario nella malattia dei “bimbi della luna” già erano affiorati in precedenti studi , ma questo è il primo lavoro in cui è emersa una fortissima evidenza del ruolo delle difese dell’organismo in una malattia che si manifesta con disturbi di relazione e défaillance nelle abilità sociali, ha dichiarato uno degli autori della ricerca: Judy Van de Water.

    I ricercatori hanno analizzato le cellule immunitarie in 30 bimbi autistici e 26 bimbi normali di 2-5 anni. Gli esperti hanno “stuzzicato” queste cellule con virus e batteri scoprendo che le risposte immunitarie di queste cellule sono diverse nei bimbi autistici e in quelli sani di controllo. In particolare in risposta ad agenti batterici nei bimbi autistici si ha una ristretta produzione di citochine, una famiglia di molecole che media la comunicazione tra le diverse cellule di difesa. Le citochine sono anche attive nel cervello dove hanno un ruolo nel sonno e nella risposta alla febbre. Di fronte ad altri patogeni o molecole da questi derivate le cellule immunitarie dei bimbi autistici rispondono in modo aberrante e complesso, con la produzione di eccesso di alcune citochine e difetto di altre.

    Per quanto sia ancora prematuro dire se le citochine siano il motore di sviluppo della malattia, queste molecole sono un buon indizio per indagini successive in quest'ambito poiché sono già note ai ricercatori per la loro influenza su umore e comportamenti. “Questa ricerca fa parte di un progetto di studio più ampio per verificare se le differenze nella risposta immunitaria dell’organismo ad agenti esterni possano essere alla base di una maggiore suscettibilità individuale all’autismo e ciò permetterà avanzamenti in diagnosi e cura”, ha dichiarato Kenneth Olden, direttore del National Institute of Environmental Health Sciences che ha contribuito a finanziare lo studio.

    Il prossimo passo, hanno anticipato gli esperti, sarà di scoprire tra tutte le cellule immunitarie quale popolazione sia maggiormente responsabile dell’alterata risposta immune nei bimbi autistici e, quindi, stringere il campo sui principali sospetti.

    Articolo di Oaola Mariano
    tratto da http://it.health.yahoo.net

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