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    Le difficoltà di apprendimento nei bambini con disabilità intellettiva

    Che cos'è la disabilità intellettiva
    La disabilità intellettiva è un disturbo con insorgenza nell’età evolutiva che include compromissioni intellettive e adattive negli ambiti della concettualizzazione, della socializzazione e delle capacità pratiche.

    In accordo con il DSM-5, per poter formulare la diagnosi di disabilità intellettiva devono essere soddisfatti i seguenti criteri:

    • deficit delle funzioni intellettive, come il ragionamento, la soluzione di problemi, la pianificazione, il pensiero astratto, il giudizio, l’apprendimento scolastico o l’apprendimento dell’esperienza. Questo deficit deve essere confermato sia dalla valutazione clinica che da prove di intelligenza individualizzate e standardizzate;

    • deficit del funzionamento adattivo che si manifesta col mancato raggiungimento degli standard di sviluppo e socio-culturali per l’indipendenza personale e la responsabilità sociale. Senza supporto continuativo i deficit adattivi limitano il funzionamento in una o più attività della vita quotidiana, come la comunicazione, la partecipazione sociale e la vita autonoma, in diversi ambiti, come la casa, la scuola, l’ambiente lavorativo e la comunità. Il funzionamento adattivo è valutato usando sia la valutazione clinica che quella individualizzata, culturalmente appropriata e con le giuste misure psicometriche;

    • insorgenza dei deficit intellettivi e adattivi nell’età evolutiva (infanzia e adolescenza).

    I bambini con disabilità intellettiva hanno approssimativamente punteggi di due deviazioni standard (70) o più al di sotto della media della popolazione. I vari livelli di gravità previsti dal DSM-5, ovvero lieve, moderato, grave ed estremo, vengono definiti sulla base del funzionamento adattivo e non dai punteggi di quoziente intellettivo (QI); questo dipende dal fatto che è il funzionamento adattivo a determinare il livello di supporto richiesto per mantenere una condizione di vita accettabile. In più, le misure di QI perdono di validità quando sono basse (inferiori a 60).

    Il profilo neuropsicologico
    I bambini con disabilità intellettiva presentano due ordini di problemi che condizionano le loro possibilità di adattamento sociale e che sono fortemente correlati tra di loro: problemi nello sviluppo cognitivo e problemi nello sviluppo affettivo.

    I disturbi che frequentemente emergono nella personalità di un bambino con disabilità intellettiva sono:

    • disturbi dell’attenzione, quali iperattività, distraibilità, stereotipie e comportamenti perseveranti;
    • ritardo del linguaggio, sia a livello di comprensione, sia a livello di produzione, con compromissioni fonologiche, sintattiche e morfosintattiche. Nelle forme più gravi si può osservare l’assenza di linguaggio o la presenza di confabulazioni ed ecolalia;
    • deficit di comprensione e problem solving;
    • comportamenti infantili e regressivi; 
    • ansia, aggressività, autolesionismo;
    • mancanza di autonomia.

    Per definizione, i bambini con disabilità intellettiva hanno un’acquisizione incompleta e ritardata e un’utilizzazione atipica delle funzioni cognitive. La qualità delle limitazioni cognitive dei bambini con disabilità intellettiva varia in rapporto alla gravità della disabilità stessa.

    Inoltre, sono sempre presenti difficoltà nello sviluppo affettivo, che comportano problemi relazionali e un rischio psicopatologico elevatissimo rispetto alla popolazione normale (i disturbi mentali sono 3-4 volte più frequenti nella disabilità intellettiva).
    Il profilo evolutivo dei bambini sembrerebbe indicare, sulla base di una disabilità cognitiva generalizzata, la presenza di una disomogeneità di sviluppo tra competenze cognitive e abilità linguistiche.

    Le difficoltà di apprendimento
    Le difficoltà di apprendimento frequentemente riscontrabili nei bambini con disabilità intellettiva riguardo difficoltà a carico della lettura, scrittura e matematica.

    Le difficoltà nella lettura dei bambini con disabilità intellettiva si possono situare a due diversi livelli:

    • un primo livello di difficoltà riguarda la decodifica decifrativa (capacità di leggere in modo fluido e scorrevole); 
    • un secondo livello di difficoltà si riferisce alla decodifica semantica (capacità di capire quanto si legge). 

    I bambini con disabilità intellettiva trovano difficoltà significative a carico della:

    • competenza strumentale, che si riferisce all’ ortografia;
    • competenza testuale, cioè la capacità di produrre testi significativi.

    A livello della formulazione del pensiero, bambini con disabilità intellettiva possono manifestare quattro difficoltà fondamentali:

    • nella pianificazione, ovvero nella definizione di obiettivi di scrittura e nell’ individuazione di piani e strategie per raggiungerli;
    • nella trascrizione, ovvero nella traduzione dei piani in forma linguistica;
    • nella revisione e nella coordinazione dei tre processi precedenti.

    Per ultimo, bambini con disabilità intellettiva manifestano difficoltà legate:

    • al concetto di numero;
    • agli algoritmi di calcolo;
    • al problem solving matematico.


    Gli obiettivi della terapia neuropsicologica
    Obiettivo della terapia neuropsicologica è quello di interessarsi alle funzioni adattive, cioè quei sistemi che permettono un adattamento del bambino alle condizioni ambientali e alle molteplici esigenze che l’ambiente continuamente propone e ripropone.
    Il bambino con disabilità intellettiva manca di queste capacità e diventa compito primario della terapia neuropsicologica far raggiungere al soggetto proprio queste abilità.

    La terapia neuropsicologica deve riguardare:

    • la regolazione e il controllo del comportamento, ovvero la capacità di utilizzare strategie di risposte a fini adattivi;
    • lo sviluppo della capacità attentiva e il potenziamento dell’attenzione sostenuta, per allungare i tempi di attenzione, e dell’attenzione divisa, per prestare attenzione a più compiti contemporaneamente; 
    • lo sviluppo della capacità di percepire il significato dello spazio e del tempo; 
    • lo sviluppo del linguaggio, attraverso l’acquisizione dei prerequisiti linguistici e della produzione verbale;
    • lo sviluppo dell’apprendimento della lettura e della scrittura;
    • lo sviluppo delle abilità visuo-spaziali;
    • il controllo dei comportamenti aggressivi e autolesionisti.

    Sul piano della promozione delle abilità cognitive hanno avuto particolare influenza programmi più a largo spettro, come il metodo Feuerstein, chiamato “Programma di arricchimento strumentale”, composto da 14 strumenti (organizzazione di punti, due strumenti di orientamento spaziale, confronti, percezione analitica, classificazione-categorizzazione, relazioni familiari, relazioni temporali, progressione numerica, istruzioni, sillogismi, relazioni transitive, riorganizzazione di figure, illustrazioni con comprensione del significato sottostante a figure).

    Sul piano della promozione degli apprendimenti scolastici è necessario porre l’accento sull’insegnamento di abilità funzionali di lettura, scrittura e calcolo più funzionali al suo adattamento.

    Relativamente alle aree delle autonomie e delle abilità sociali sono necessari interventi rivolti all’acquisizione di abilità specifiche, come tenersi puliti, lavarsi, vestirsi, cucinare, andare a fare la spesa.
    È fondamentale la partecipazione del minore con disabilità intellettiva ad attività ricreative, sportive e culturali.

    Bibliografia
    Viola D. (2015), La disabilità intellettiva. Aspetti clinici, riabilitativi e sociali. Ed. FerrariSinibaldi, Milano

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