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    “Le nuove bambole sono troppo sexy”, l’allarme degli psicologi

    Allarme degli psicologi, le nuove bambole, sexy ed osè, sono diseducative. È quanto emerge da una indagine dell' Ipsa (Istituto Italiano di Studi Transdisciplinari), presieduto dal professor Massimo Cicogna.
    Le ragazzine ne vanno pazze, tant'è che questo genere di bambole rappresenta, su diversi Toys Center in Italia, circa il 35% dell'intera quota di mercato. Ma gli esperti le bocciano senz'appello. E avvertono: il pericolo è reale e concreto.

    Secondo l'inchiesta condotta su 350 ragazzine di età compresa tra i 6 e i 12 anni, emerge infatti che i giochi preferiti sono proprio queste bambole, capaci di incarnare perfettamente le tendenze contemporanee in salsa sexy e trasgressiva: le Barbie in versione sexy (32%) come la Versus Barbie, praticamente l'epigona di Donatella Versace o la Barbie lingerie, una biondina tutto pepe disabillie nel suo completino bianco fatto di reggiseno, culottes e reggicalze; le Bratz Dolls (23%), 5 bamboline di etnie diverse che indossano pantaloni aderenti, a vita bassa, zeppe, top scopri ombelico, trucco pesante e labbra abbondanti; le Tweggie color gel (16%) alte circa un metro, fattezze da quattordicenne, vestite con minigonna e magliettina aderente; gli accessori all'ultima moda delle Barbie e di Tania la sua omologa italiana: non più la casa delle favole o la piscina, ma la favolosa discoteca (18%).

    Ma il quadro diventa ancor più preoccupante se si analizzano i motivi per cui le ragazzine amano questo genere di bambole, con cui giocano in media dall'una alle due ore al giorno, da sole o assieme alle proprie amichette. Simbolo e strumento di emancipazione, le fashion dolls, rappresentano per il 21% del campione intervistato il proprio alter ego, da truccare e vestire come loro vorrebbero ma non possono; per il 18% il proprio ideale di ragazza, portatrice di quelle caratteristiche considerate vincenti, come l'essere belle, sexy, intriganti; per il 16% traducono perfettamente l'icona della ragazza di oggi, mentre per il 13% costituiscono l'occasione migliore per confrontarsi tra le amiche sulle ultime tendenze della moda.

    Non a caso, arriva dall'America l'ultima moda delle bambole-clone della propria figlia a 119 dollari. Dalla ricerca emerge infine chi in realtà «ingrassa» il mercato delle bambole, ovvero chile regala alle bambine. A sorpresa si rivelano i papà gli «hard buyer» di bambole per le figlie (40%), mentre le mamme, educatrici a tempo pieno, accontentano le bambine solamente nel 28% dei casi.

    Curiosamente, ma forse neanche tanto, i nonni sono piuttosto allergici a questo genere di regali (12%). Infine gli zii: che a mo di compensazione tendono a regalare bambole all'ultimo grido nell'occasione di feste o compleanni (8%). Paolo Crepet, psichiatra spiega cosl i motivi di questa nuova moda. Mentre un tempo le bambole erano troppo «bambole» e rappresentavano sottolineature e rinforzi dell'infanzia, le «fashion dolls» rappresentano un'anticipazione dell'adolescenza nell'infanzia. «Non so -dice- quanto sia giusto o sano ma credo che siano situazioni da gestire, tanto dai genitori quanto dagli educatori. Se iniziasse una campagna che spinga gli italiani a lasciar fare i bambini ai bambini e, magari, gli adulti a comportarsi un pò meno da adolescenti credo che nessuno ci perderebbe. Io firmerei volentieri un appello perchi ogni età sia 'rispettata'.

    Come dovrebbero essere, invece, le bambole consigliate dagli psicologi? Senza cadere nell'oscurantismo di un passato ormai lontano, occorre che siano portatrici dei valori positivi e insieme vincenti della donna moderna. Come spiega la psicologa Maria Rita Parsi: «Il processo di accelerazione dei tempi purtroppo fa parte della nostra società: da una parte non si cresce mai, perché comunque si allungano l'infanzia e l'adolescenza, dall'altra parte si favorisce una crescita immediata con stimoli dellamoda, degli atteggiamenti e quindi nei comportamenti. Le bambole dovrebbero dare la possibilità alle bambine di intervenire, per esempio, permettendo di cambiare gli abiti. E soprattutto dovrebbero essere a misura dell'età delle bambine alle quali si donano. Magari attraenti, belle, divertenti, ma con una maggior gradualità dell'età».

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