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    Le ragazze italiane? Pensano alla cellulite e non alla contraccezione

    Il più grande nemico delle ragazze d'oggi? La cellulite. Che cercano di sconfiggere con diete e chirurgia estetica anziché come dovrebbero con esercizio fisico e alimentazione corretta e rivolgendosi a un medico. È questo il ritratto che emerge dal sondaggio presentato nei giorni scorsi al Congresso nazionale della Contraccezione,  che ha visto riuniti 250 fra i massimi esperti italiani del tema.

    “Non troppo incoraggiante", commenta Emilio Arisi, presidente della Società Medica Italiana della Contraccezione (SMIC), che ha promosso convegno e indagine, "anche sul versante dell’educazione sessuale: ben il 30% non usa alcun metodo contraccettivo, il 24% di chi li utilizza pratica il coito interrotto e solo il 7% considera il sesso non protetto come un comportamento a rischio per la salute. Ma per fortuna emergono anche segnali positivi e stanno crollando alcuni pregiudizi: il 34% crede che la pillola possa essere alleata di forma fisica e benessere, il 35% sa che esistono formulazioni in grado di contrastare la ritenzione idrica, il 63% considera l’impatto corporeo prioritario per la scelta del metodo”. 

    Il medico come figura chiave per favorire una politica integrata per la salute sessuale e la contraccezione è uno dei “temi caldi” del Congresso, il primo che vede riunite le due più rappresentative Società scientifiche che si occupano di questi aspetti (SIC e SMIC). Ma i dati del sondaggio rivelano che è ancora scarso il suo ruolo agli occhi delle ragazze: “Solo il 13% ha parlato del proprio disagio estetico e dei propri bisogni con il medico di famiglia, e poco più (14%) con il ginecologo", commenta Arisi. "La prima fonte di informazioni e consigli sono le amiche (76%) seguite dalla mamma (37%) ma è alta la percentuale di chi decide da sola (34%). La politica del “fai da te” è molto pericolosa e in ambito riproduttivo può esporre a rischi o insoddisfazione: un dialogo franco con il curante è infatti alla base della scelta contraccettiva più appropriata, adatta alle specificità della donna”.

    Annibale Volpe presidente del Congresso e past president della Società Italiana della Contraccezione (SIC) spiega: "Nel nostro Paese ormai da alcuni anni non cresce l’utilizzo di metodi anticoncezionali e non cala il tasso di aborti: l’obiettivo del Congresso è definire un documento da condividere con le Istituzioni per individuare strategie operative per invertire questa tendenza”.

    Un primo passo è sottolineare i benefici della contraccezione consapevole sulla salute e sull’immagine corporea, in particolare nelle giovanissime: “Esiste ad esempio un’evidente sinergia tra contraccettivi orali e sport", aggiunge Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica del San Raffaele Resnati di Milano. "La pillola ottimizza il rapporto con la femminilità e la sessualità, riduce i disturbi e i dolori mestruali, le anemie da carenza di ferro, si rivela una preziosa alleata nella prevenzione e nella cura della triade dell’atleta. Ma soprattutto, previene l’abbandono dell’attività sportiva: ben il 70% delle ragazze bianche, e fino al 90% delle nere la interrompe durante la pubertà a causa di disturbi del ciclo. Un tema su cui il ginecologo deve intervenire, per favorire l’attività fisica e stili di vita sani. Che aiutano a stare meglio ma anche a piacersi di più”.

    Fonte: Ufficio stampa SMIC 2009.
    http://it.health.yahoo.net/c_news.asp?id=25329

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