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    L’intervento dello psicologo clinico nel gioco d’azzardo

    In Italia la stima di persone che soffrono di disturbo da gioco d’azzardo si attesta tra lo 0.5% e il 2.2%; i giocatori problematici, ovvero coloro che non hanno sviluppato un disturbo, sono tra l’1% e il 4%.
     
    Questi, come detto in precedenza, sono dati stimati; i numeri reali, considerato il boom dell’azzardo nel nostro Paese, probabilmente sono maggiori.
     
    A questa situazione si aggiunge il dato che quasi il 70% degli adolescenti ha giocato almeno una volta nell’ultimo anno (in Italia il gioco è vietato ai minori di 18 anni).
     
    Leggendo queste statistiche possiamo subito farci un’idea del livello raggiunto da questo fenomeno in Italia.
    Il nostro Paese si presenta come uno dei primi in Europa, e nel Mondo, a livello di offerta di gioco.
     
    Come spesso accade a tutto questo non è corrisposto una risposta adeguata e precisa in termini di prevenzione, informazione e trattamento del benessere delle persone che entrano in contatto con il gioco d’azzardo. 
     
    In che modo lo psicologo clinico può contribuire a colmare questo vuoto?
    Che ruolo potrebbe svolgere nel trattamento di questo problema? 
     
    Tenendo conto dello stato dell’arte in Italia, vengono indicate di seguito le aree d’intervento dove lo psicologo clinico, interessato a lavorare nel campo delle dipendenze e in particolare del gioco d’azzardo, può far valere le proprie competenze.
     
    Ambito clinico: lo psicologo può rappresentare un valido supporto per tutte le persone che si ritrovano ad affrontare problemi di gioco d’azzardo.
    Il cliente che si rivolge a noi per questo tipo di problematica porta spesso con se confusione, una bassa autostima e un forte senso di vergogna dovuto allo stigma sociale.
     
    Attraverso il counseling psicologico la persona, aiutata dal professionista, può riuscire ad aumentare la propria self-efficacy, l’empowerment e intraprendere un percorso di cambiamento rispetto la propria problematica. 
     
    Famiglia: spesso sono le famiglie (parenti, coniugi, figli) a chiedere aiuto per una situazione di difficoltà rispetto all’azzardo.
    Il lavoro psicologico, come spesso accade nelle dipendenze, si rivolge anche alla rete che circonda la persona in difficoltà.
    Lo psicologo clinico può aiutare le famiglie che si ritrovano a dover affrontare questo tipo di problema attraverso il sostegno, l’informazione, la formazione e la creazione di gruppi, con l’obiettivo di creare, all’interno della rete familiare, un clima di aiuto reciproco.
     
    Pubblico: dopo gli ultimi decreti legge, io gioco d’azzardo è stato inserito nei LEA “Livelli Essenziali di Assistenza”. Questo vuol dire che i SerT/SerD, che si sono sempre occupati prevalentemente di tossicodipendenze, hanno iniziato ad aggiornarsi per rispondere alla richiesta di presa in carico delle persone che soffrono di questo disturbo. Oltre ai servizi di assistenza sanitaria, in molte città sono nati sportelli di ascolto, informazione e orientamento rivolti proprio a questo target di popolazione (a Roma, ad esempio, è presente uno sportello per ogni municipio).
     
    Privato sociale: negli ultimi anni stanno nascendo diverse realtà nel privato sociale che si occupano di gioco d’azzardo, che mirano a colmare il vuoto di cui abbiamo parlato precedentemente.
    Collaborazioni con i gruppi di auto-aiuto, con ospedali, sostegno psicologico, comunità per giocatori, prevenzione, sono alcuni dei servizi offerti da quest’area.
     
    Scuola: il sistema scolastico, in termini di sensibilità verso l’argomento, resta il terreno più fertile per la presentazione di progetti riguardanti l’informazione, la prevenzione e l’intervento sul fenomeno del gioco d’azzardo rivolto ai minori, affiancando spesso a questo argomento i temi della gestione del denaro e della legalità.
     
     
     
    Articolo scritto dal dr. Luca Notarianni, docente del webinar: Gioco d'azzardo: strumenti e tecniche dell'intervento psicologico >>>  
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