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    L’ipnosi per il controllo del dolore

    Lo psicologo che utilizza tecniche ipnotiche può contribuire nel controllo del dolore di varie tipologie di pazienti. Difatti, l’ipnosi può essere efficace per la maggior parte delle persone che avvertono dolore di diversa natura, con la possibile eccezione di una minoranza di pazienti che sono resistenti agli interventi ipnotici.

    L'ipnosi è un insieme di tecniche volte a migliorare la concentrazione, a ridurre al minimo le distrazioni abituali e ad aumentare la reattività ai suggerimenti per modificare di un pensiero, sentimenti, comportamenti o uno stato fisiologico.

    L'ipnosi non è una psicoterapia, piuttosto, è una procedura che può essere utilizzata per facilitare altri tipi di terapie e trattamenti.

    La ricerca mostra che l'ipnosi funziona come parte di un programma di trattamento per una serie di problematiche psicologiche e mediche, come dimostrato in uno studio del 2000 dagli Psicologi Steven Lynn, Irving Kirsch, Arreed Barabasz, Etzel Cardeña, e David Patterson.

    Tra i benefici connessi con l'ipnosi c’è infatti proprio la possibilità di modificare le componenti psicologiche dell'esperienza del dolore e può funzionare su dolori  anche gravi.

    Negli ultimi anni, il fenomeno – noto come ipno-analgesia – è stato provato da esperimenti ben controllati. L'ipnosi ha dato anche risultati al termine delle cure mediche, in quanto sono stati riscontrati livelli di soddisfazione più elevati nei pazienti trattati con l'ipnosi.

    I pazienti più ricettivi alle suggestioni ipnotiche in generale, o altamente ipnotizzabili, hanno sperimentato un sollievo maggiore e più duraturo, ma anche le persone con suggestionabilità moderata (la maggioranza delle persone) hanno mostrato un miglioramento.

    Patterson e Jensen hanno concluso che le tecniche ipnotiche per il sollievo del dolore acuto (risultato di danni ai tessuti) sono superiori a cure standard, e spesso sono più efficaci di altri trattamenti.

    Il dolore cronico richiede un trattamento più complesso di quello per il dolore acuto. In caso di dolore cronico, Patterson e Jensen hanno trovato comunque che  l‘ipnosi dà risultati migliori rispetto  a non somministrare alcun  trattamento, ed equivalenti ad altre tecniche, come il rilassamento e training autogeno.

    Applicazione Pratica

    L’ipno-analgesia può diminuire il dolore acuto e cronico nella maggior parte degli individui, permettendo di risparmiare denaro nelle procedure chirurgiche.

    L’analgesia ipnotica è stata utilizzata con successo in una serie di interventi in molte cliniche, ospedali, centri di cura e studi dentistici.

    Per il dolore acuto, si è dimostrata efficace in radiologia interventistica (ad esempio in casi di appendicectomie, escissioni tumorali), per il trattamento di ustioni (cambi di medicazione e la rimozione dolorosa di tessuti morti o contaminati della pelle), per i dolori del parto lavoro, per l’aspirazione del midollo, e per il dolore correlato ad interventi ai denti, specialmente con i bambini.

    Condizioni di dolore cronico, per le quali l'ipnosi è stata utilizzata con successo, sono il mal di schiena, la fibromialgia, il dolore mandibolare e il dolore cronico misto.

    L'ipnosi può alleviare le componenti sensoriali e affettive di un’esperienza di dolore. Le patologie croniche, tuttavia, possono richiedere un intervento globale. Il paziente può avere bisogno di aiuto per incrementare i comportamenti che favoriscono il benessere e l'attività funzionale (per esempio, l'esercizio fisico, una buona dieta) modificando i modelli di pensiero disfunzionali (ad esempio, "Io non posso fare niente per il mio dolore”) e così via.

    I professionisti che utilizzano l’ipno-analgesia devono essere aggiornati sugli trattamenti per il dolore, oltre l’ipnosi, consultarsi con altri specialisti a seconda dei casi, e integrare diverse strategie per fornire il sollievo più efficace e duraturo al paziente.

    Lang, E. V., & Rosen, M. P. (2002). Cost analysis of adjunct hypnosis with sedation during outpatient interventional radiologic procedures. Radiology, 222, pp. 375-82.

    Lynn, S. J., Kirsch, I., Barabasz, A., Cardeña, E., & Patterson, D. (2000). Hypnosis as an empirically supported clinical intervention: The state of the evidence and a look to the future. International Journal of Clinical and Experimental Hypnosis, Vol. 48, pp. 235-255.

    Montgomery, G. H., DuHamel, K. N., & Redd, W. H. (2000). A meta-analysis of hypnotically induced analgesia: how effective is hypnosis? International Journal of Clinical and Experimental Hypnosis, Vol. 48, pp. 138-153.

    Patterson, D. R., & Jensen, M. P. (2003). Hypnosis and clinical pain. Psychological Bulletin, Vol. 129, pp. 495-521.

    Rainville, P., Carrier, B., Hofbauer, R. K., Bushnell, M. C., & Duncan, G. H. (1999). Dissociation of sensory and affective dimensions of pain using hypnotic modulation. Pain, Vol. 82, pp. 159-71.

    Articolo tratto da: http://www.apa.org/research/action/hypnosis.aspx

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