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    Mortalità infatile e materna: ancora lontani gli obiettivi al 2015

    Solo cinque anni ci separano dal 2015, scadenza degli obiettivi di sviluppo del millennio (Millennium Development Goal, MDG) dell’ONU: solo tre quarti dei 68 paesi in cui si concentra il 90 per cento delle morti di bambini sotto i cinque anni stanno mostrando segni di progresso, mentere la mortalità materna rimane elevata e senza variazioni degne di nota.

    È questo il risultato più evidente contenuto nel documento “Countdown to 2015 decade report 2000-2010”, pubblicato su un numero speciale della rivista Lancet di questa settimana.

    L’attenzione del rapporto è focalizzata in particolare sugli obiettivi MDG4 e su MDG5, che richiedono, rispettivamente, la riduzione di due terzi della mortalità nei bambini di età inferiore ai cinque anni tra il 1990 e il 2015, e la diminuzione della mortalità materna di tre quarti sullo stesso periodo.

    Dai dati raccolti, si evince che solo 19 dei 68 paesi considerati – tra cui Brasile, Cina, Messico, Perù, Nepal, Egitto, Malawi e Turkmenistan – raggiungeranno l’obiettivo DDG4, mentre complessivamente la mortalità infantile è passata da 90 decessi ogni 1000 nati vivi del 1990 a 65 ogni 1000 nel 2008, con una riduzione del 28 per cento.

    Gli autori, guidati da Zulfiqar Bhutta dell’Aga Khan University, che ha sede in Pakistan, e da Mickey Chopra del’UNICEF sottolineano come esistano ancora “forti differenze tra le diverse nazioni e anche al loro interno, sebbene alcune regioni abbiano ridotto con successo disuguaglianze che persistevano da molti anni. E risulta che gli interventi diretti sulle comunità in occasioni programmate sono stati più efficaci di quelli demandati ai sistemi sanitari locali: tra questi, è possibile ricordare la supplementazione di vitamina A, le vaccinazioni contro tetano, la pertosse e la difterite”.

    I maggiori ostacoli al raggiungimento degli obiettivi, sottolinea ancora il documento, riguardano l’assistenza sanitaria qualificata dopo il parto, le visite mediche post-natali e i trattamenti antibiotici. Le ultime stime, relative al 2008, mostrano che solo il 22 per cento dei 68 paesi considerati raggiunge la soglia minima di 23 medici, infermieri e ostetriche per 10.000 abitanti fissata dall’OMS come necessaria per fornire un basilare servizio di assistenza alle nascite.

    Fonte: http://lescienze.espresso.repubblica.it/

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