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    Partito il progetto ‘Una scuola per amare’

    E’ partito in questi giorni ed è ormai in pieno svolgimento il progetto psicopedagogico “Una scuola per amare”, che interessa quasi 400 studenti sedicenni (19 classi) dei tre istituti di istruzione secondaria di secondo grado di Orvieto (Liceo Majorana, I.I.S. Tecnica e Professionale, I.I.S. Artistica e Classica) e i loro genitori. Ideato dal dott. Stefano Pieri, organizzato dal liceo Majorana e condiviso con gli altri due istituti, è finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio e patrocinato dal Comune di Orvieto.

    Il dott. Stefano Pieri è psicologo e psicoterapeuta, opera ad Orvieto da molti anni ed è qui che la sua idea di portare la psicologia fuori dal suo studio professionale (si fa chiamare per questo “lo psicologo della strada”) ha cominciato a prendere forma (anche se continua tuttora a ad esercitare il lavoro in studio, restando questa la vera anima profonda di tutta la sua attività) realizzando per la prima volta nel dicembre 2001 con liceo Majorana il progetto Una scuola per amare, che oggi, da esperienza limitata nel tempo e nella platea di soggetti coinvolti, diventa progetto di massa che interessa un’intera fascia d’età della popolazione scolastica dell’area orvietana.

    Il progetto si sviluppa nell’arco dei prossimi tre mesi attraverso 3 incontri della durata di un’ora in ciascuna classe, prevede un incontro con i genitori di ogni istituto in assemblea plenaria, e di fatto sviluppa ed amplia le iniziative sul terreno della prevenzione del disagio nel periodo particolarmente delicato della ricerca dell’autonomia e dell’affermazione di sé che caratterizza l’adolescenza. Viene condotto con le procedure della ricerca psicologica (pre-test, intervento di gruppo, osservazione, post-test), dunque: ipotesi di lavoro, attuazione, verifica, presentazione e discussione dei risultati.

    Obiettivo centrale è l’incoraggiamento negli adolescenti di un rapporto armonico tra comportamenti ed emozioni, facendo capire che saper riconoscere queste ultime nel vivere la realtà è di basilare importanza per avere un’emozionalità e un’affettività sane, tali cioè da non incanalarsi verso una negazione di sé e dell’altro, ma al contrario da facilitare il disporsi verso l’altro in modo positivo e profondo. Su queste basi si tratta anche di affrontare il tema articolato e complesso, e molto attuale, delle diverse forme di dipendenza, ad esempio da stupefacenti e da alcool, e soprattutto quale dipendenza affettiva, ritenuta oggi la causa principale delle difficoltà psicologiche cui si va incontro nell’adolescenza e poi nel prosieguo della vita.

    Al termine verrà organizzato un convegno in cui saranno presentati i risultati dell’iniziativa. Se questi saranno positivi, come ci si augura, il progetto verrà tradotto in modello di azione con valenza territoriale e riproposto anche in un ambito più vasto.

    Articolo tratto da: http://www.orvietosi.it

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