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    Più specialisti e meno operai nell’organigramma delle aziende italiane

    Dirigenti, impiegati con elevata specializzazione e tecnici: sono oltre 100.000 e copriranno il 17 per cento del totale delle assunzioni che le imprese italiane hanno in programma di realizzare entro la fine dell’anno. Si tratta quasi esclusivamente di laureati o diplomati che, nella maggioranza dei casi (il 61,9 per cento), verranno assunti con contratto a tempo indeterminato. Più che in passato per loro conterà il possesso di esperienza lavorativa: solo il 26,5 per cento dei neo-assunti saranno persone al primo impiego (l’anno scorso erano il 30,7 per cento). Le imprese italiane puntano su questo drappello per rafforzare, entro la fine dell’anno, i propri organigrammi nelle posizioni che sempre più appaiono critiche per garantire competitività sul mercato: la direzione strategica della produzione e dei servizi, la promozione e il marketing.

    Il quadro generale
    Pur riducendosi in termini assoluti del 3,9 per cento rispetto al 2004, il fabbisogno di occupazione delle imprese indica una domanda di professionalità sempre più spostato verso attività a maggior contenuto intellettuale, tecnico e specialistico per occupare posizioni di livello medio alto e intermedio collegate alle attività di definizione e attuazione delle strategie commerciali. Aumentano le professioni high skills legate alla direzione e gestione dei processi produttivi (di beni e servizi) e al controllo qualità delle produzioni. Produzioni che, a conferma di crescenti fenomeni di delocalizzazione in atto nel settore manifatturiero, sembrano far riferimento sempre più ad unità esterne (o spesso anche estere), come testimonia l’incremento della domanda di professioni legate a fasi di assemblaggio e finitura rispetto a quelle “operaie” in senso stretto e l’incremento della domanda di addetti agli acquisti (quasi un terzo in più rispetto allo scorso anno).

    Più specializzazione per l’azienda Italia nel 2005
    Elevata, dunque, la richiesta di tecnici e responsabili di produzione (3.000 assunzioni programmate entro l’anno) e delle figure esperte nella programmazione dei processi e nella qualità (circa 2.300 il fabbisogno da soddisfare nel 2005), così come quella degli specialisti in selezione e gestione delle risorse umane (che sfiorano le mille unità) e di tecnici dell’amministrazione del personale (2.500 entrate circa).
    In aumento rispetto al 2004 appaiono anche gli specialisti aziendali in marketing e i tecnici nel campo della pubblicità e delle pubbliche relazioni. A questi incrementi si possono collegare quelli ancor più rilevanti delle professioni relative alle vendite e ai servizi per le famiglie, che, crescendo di circa 15.000 unità, arrivano a concentrare oltre 142.000 assunzioni programmate. Infine, l’esperienza è sempre più un fattore preferenziale nella scelta del candidato al posto di lavoro, soprattutto se la poltrona è di elevato livello professionale o ad alto contenuto tecnico-specialistico.

    Le professioni richieste per regioni
    Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna sono le tre regioni che assumeranno di più nel 2005 (240mila unità previste) ma se la Lombardia è prima per fabbisogno in tutte le tipologie di professioni ricercate e il Lazio figura tra le prime tre regioni per sei gruppi professionali su otto, altre regioni si mettono in evidenza per alcune specifiche professionalità. E’ il caso del Piemonte, dove le imprese cercano soprattutto dirigenti (313 unità), professioni specializzate a contenuto scientifico (2.644) ma anche conduttori di impianti e macchine (9.170). Oppure del Veneto, dove la ricerca di figure professionali si concentra su professioni esecutive amministrative e gestionali (6.060 entro la fine dell’anno), sugli operai specializzati (12.130) e, di nuovo, sui conduttori di macchine (9.083). Per trovare una regione del Mezzogiorno tra le prime tre bisogna andare alla categoria degli operai specializzati in cui va alla Campania la terza posizione (12.083 unità richieste).

    Fonte: http://manager.leonardo.it/

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