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    Pregiudizi, Obesità, Dieting e Curvy

    Nei paesi industrializzati è molto frequente assistere a messaggi e pubblicità che enfatizzano il ruolo fondamentale dell'aspetto fisico e della bellezza. Uomini e donne devono conformarsi con canoni di bellezza altissimi, molto spesso irraggiungibili.
    Oggi essere magri è un obbligo e non esserlo viene visto come scarsa motivazione e scarsa capacità di autocontrollo.

    Diversi sono gli studi su pregiudizi e attitudini negative nei confronti delle persone obese, sia da parte di adulti che di bambini. Indagini di grandi dimensioni hanno dimostrato che le persone obese, rispetto a quelle normopeso, tendono ad avere più difficoltà nella loro vita sociale e lavorativa, trovando ad esempio difficoltà nell'entrare in scuole prestigiose o nell'ottenere posizioni lavorative di successo e gratificanti.

    Questi studi hanno fatto inoltre emergere che i pregiudizi negativi nei confronti delle persone obese non sono attuati solo da persone “comuni”, ma anche da personale sanitario quali medici, infermieri e professionisti del settore: persone istruite sulla tematica e dalle quali ci si aspetta di trovare grande attenzione per questo genere di problematiche.

    I soggetti sovrappeso che percepiscono questi pensieri negativi all'interno dei professionisti del campo, tendono a non chiedere supporto, anche ad esempio al medico di base, pur di non sentirsi giudicati e derisi.

    La problematica è talmente diffusa da portare a parlare di vero e proprio stigma sociale nei confronti dell'obesità, inducendo nelle persone che vivono questa situazione diversi problemi psicologici. Si è arrivati a ipotizzare che problematiche quali la bassa autostima o l'immagine corporea negativa, non siano tanto la causa dell'obesità, quanto la conseguenza di un ambiente sociale avverso con grande discriminazione per coloro che hanno un corpo "diverso dalla media" e dai canoni previsti dalla società.

    Questa situazione ampiamente generalizzata ha portato alla nascita di diverse realtà quali il mondo del “dieting” e delle persone “curvy”.

    Per dieting si intende una forma di ossessione nei confronti del cibo che porta il soggetto ad essere perennemente a dieta. Tra cali di peso e risalite queste persone sono perennemente alla ricerca della dieta migliore, l’ultima di moda, quella più restrittiva o alternativa sino ad arrivare ad una forma di dipendenza.

    In contrapposizione a queste realtà troviamo tutti quei movimenti di difesa delle persone più morbide e in contrasto con i canoni sociali attuali, le curvy.

    Nella categoria curvy rientrano tutte quelle persone che, facenti parte del range sovrappeso (in riferimento al BMI – indice di massa corporea), sfoggiano con soddisfazione le loro curve generose, arrivando, alle volte, anche ad ostentarle eccessivamente.

    Le riflessioni che si aprono sono numerose: se queste persone in sovrappeso o “leggero sovrappeso” sono in salute, non vivono problematiche mediche, non rientrano in quei soggetti a rischio ipertensione, diabete, sindrome metabolica e tutto quanto consegue una obesità conclamata, ma semplicemente hanno un corpo che non si conforma con i canoni socialmente diffusi, perché dovrebbero sentirsi sbagliate, emarginate o comunque in difetto?

    Perché dovrebbero vivere perennemente alla ricerca della dieta migliore oppure conformarsi con gruppi “di loro simili”?

    A voi la riflessione.
    Come sempre, il giusto sta nel mezzo. L’ideale sarebbe raggiungere una situazione di agio col proprio corpo, senza pretese di pesi o forme irraggiungibili, ma anche senza eccessi nel senso opposto, con rischi reali per la salute.

    Sicuramente, rispetto a problematiche del genere, è lo psicologo il professionista più adatto per supportare queste persone nel comprendere la situazione reale nella quali si trovano e sostenendole nel prendersi cura di ciò che la natura ha dato loro.
     
    Bibliografia

    Terapia cognitivo comportamentale dell'obesità
    di Riccardo Dalle Grave

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