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    Primo appuntamento: fa sul serio?

    Anche senza parole, al primo appuntamento molto traspare dall’atteggiamento non verbale. Uomini e donne mostrano il loro interesse reciproco, ma come capire se il potenziale partner ha intenzioni serie o sta solo “giocando”? Uno studio effettuato negli Stati Uniti ha misurato l’abilità di decifrare le intenzioni delle persone che si incontrano per un appuntamento romantico, scoprendo che sia gli uomini che le donne sono ugualmente abili a decifrare il linguaggio del corpo, ma che gli uomini sono più “trasparenti” nelle loro intenzioni. Ne parla la rivista Psychological Science.

    Si entra in una stanza e in pochi minuti si ha l’occasione di conversare brevemente con decine di potenziali partner: si chiama speed date (appuntamento veloce) e dagli Stati Uniti si sta diffondendo anche in altri Paesi. Questo singolare modo di "combinare" un incontro romantico, o almeno di programmarlo, è stato utilizzato come materiale di studio da ricercatori dell’Indiana University, che hanno messo alla prova l’abilità di un gruppo di studenti di interpretare il linguaggio non verbale dei soggetti basandosi sul videotape delle conversazioni di uno speed date. Gli incontri in questione si erano svolti in Germania, ma nonostante la differenza di linguaggio gli studenti, pur con una variabilità individuale, non hanno avuto particolari difficoltà a leggere fra le righe degli atteggiamenti (linguaggio del corpo, tono di voce, contatto visivo, ritmo della conversazione e altri segni non verbali). Anche solo 10 secondi di osservazione sono infatti risultati sufficienti a raggiungere un giudizio.

    A sorpresa, le donne non sono risultate più abili degli uomini ad interpretare; il dato eclatante emerso dall’esperimento è stata piuttosto l’abilità decisamente superiore delle donne, rispetto agli uomini, a simulare interesse. In particolare, cinque soggetti femminili hanno tratto in inganno ben l’80 per cento degli osservatori. Gli uomini, insomma, sono più diretti nel manifestare le loro intenzioni, mentre la strategia femminile sembra essere quella di far scoprire le carte al potenziale partner tenendo ben coperte le proprie.

    Questo atteggiamento sarebbe, secondo gli autori, comprensibile in termini evoluzionistici: infatti nel caso di una relazione fallita le donne avrebbero da perdere più degli uomini (basti pensare alla gravidanza e alla crescita dei figli): ecco perché cercano di “giocare sul sicuro”. O forse, più semplicemente, le donne cercano di conformarsi alle aspettative della nostra cultura, che le vuole sempre gradevolmente interessate al prossimo, spingendole a strutturarsi in modo da compiacere chi hanno davanti, anche quando ciò non corrisponde ai reali sentimenti.

    ”Le persone dicono molto più di quanto non esprimano a parole”, commenta Peter Todd, che ha condotto la ricerca. “I risultati dello studio suggeriscono che, nel processo di selezione di un partner, l’abilità di leggere rapidamente il comportamento non verbale non è solo presente negli individui coinvolti nell’interazione, ma anche negli osservatori”. L’esperimento continua in rete: collegandosi a un link sul sito della Indiana University anche i lettori possono visionare i video e verificare la loro abilità di “leggere” il linguaggio non verbale.

    Fonte: Place et al. The Ability to Judge the Romantic Interest of Others. Psychological Science 2009; 20(1):22.
    http://it.health.yahoo.net/c_news.asp?id=24463

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