• 250877 iscritti di cui 18 online

    Protestano docenti e ricercatori

    Manifestazioni di protesta contro il disegno di legge delega del ministro Letizia Moratti si sono svolte questa mattina in contemporanea in molti atenei italiani. La simbolica occupazione dei rettorati delle università apre una serie di agitazioni indetta dal Coordinamento nazionale dei ricercatori contro l'iter parlamentare del disegno di legge sullo stato giuridico delle docenze, che prende avvio oggi alla Camera dei Deputati.

    Malgrado la negata autorizzazione della questura di Roma, si terrà comunque il sit-in previsto per domani a Montecitorio. Lo hanno stabilito all'unanimità i manifestanti che si sono riuniti questa mattina davanti al rettorato dell'università di Roma La Sapienza. Saranno presenti rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil e sono attesi manifestanti da numerose città italiane, tra cui Bologna, Napoli, Torino e Palermo. La Flc-Cgil (Federazione lavoratori della conoscenza) oltre al sit-in ha annunciato anche uno sciopero generale, il 2 marzo, della docenza universitaria e dei lettori di lingua straniera.

    Questa mattina un gruppo di ricercatori, professori e docenti ha occupato simbolicamente il rettorato dell'università La Sapienza di Roma. L'iniziativa cade nel primo giorno in cui il rettore Renato Guarini, anche lui critico sul disegno di legge, ha deciso di avviare una settimana di consultazioni nelle facoltà e nei dipartimenti per arrivare a una proposta condivisa di modifica del disegno di legge Moratti. Guarini non ha però ricevuto i ricercatori spiegando che "per me il confronto democratico è l'unico metodo di risoluzione dei problemi e per tanto non accetterò pressioni di alcun tipo, specie se esercitate con prepotenza". Nel pomeriggio il rettore incontrerà, comunque, i rappresentanti del comitato tecnico dei ricercatori.

    Manifestazione anche all'università Statale di Milano. Un gruppo di docenti, ricercatori e precari ha occupato simbolicamente il rettorato del maggiore ateneo milanese per esprime la propria contrarietà al disegno di legge del ministro Moratti. La protesta potrebbe, nei prossimi giorni, ampliarsi: il rischio è che docenti ma soprattutto precari, non si presentino in aula in occasione degli esami.

    Anche a Perugia alcune decine di docenti e ricercatori dell'università hanno occupato simbolicamente gli uffici del rettore. L'occupazione è durata circa un'ora, poi i manifestanti si sono riuniti in assemblea per decidere ulteriori e più incisive forme di lotta.

    I rettorati delle università di Bari e Lecce sono stati occupati da docenti e ricercatori. Nel corso dell'occupazione, anche in questo caso simbolica, durata circa due ore, i docenti e i ricercatori hanno discusso l'eventualità di programmare ulteriori forme di lotta.

    Il maltempo che oggi si è avuto a Trieste è stato tra le cause che hanno fatto "saltare" la prevista occupazione del rettorato dell'università. La manifestazione è stata infatti annullata "per mancanza di un adeguato numero di manifestanti".

    Il rettorato dell'università della Basilicata, a Potenza, è stato occupato da ricercatori e aderenti a numerose organizzazioni sindacali e di categoria. Durante l'occupazione le persone contrarie alla riforma hanno incontrato il rettore dell'Ateneo lucano, Francesco Lej Garolla di Bard. "Attendiamo di conoscere i contenuti del disegno di legge" ha spiegato Valerio Tramutoli, ricercatore e tra i promotori della protesta "perché ci aspettiamo un consistente emendamento". Altre iniziative di protesta saranno discusse domani, nel corso di una riunione del coordinamento di ateneo.

    Una rappresentanza di docenti e ricercatori dell'università di Palermo questa mattina ha occupato simbolicamente Palazzo Steri. I manifestanti, che chiedono il ritiro o quantomeno sostanziali modifiche al disegno di legge, sono stati ricevuti dal rettore Giuseppe Silvestri che ha ribadito la necessità di "fare in modo che i migliori cervelli siano attratti dall'università, invece questa riforma va nella direzione opposta".

    Il rettore dell'ateneo di Bologna Pier Ugo Calzolari ha incontrato un gruppo di ricercatori che si era recato in rettorato in segno di "occupazione simbolica". Il rettore ha commentato recenti notizie di stampa secondo cui il ministro Moratti sarebbe al lavoro per trovare gli stanziamenti necessari a creare una terza fascia di docenti che sarebbe riservata agli attuali 21mila ricercatori italiani. Si sarebbe così accolta una indicazione sostenuta proprio dal rettore dell'Alma Mater. Calzolari ha infine rilevato che l'ateneo di Bologna punta con decisione al sostegno della ricerca, incrementando (unico ateneo italiano) i fondi a essa destinati. Il che significa, in altri termini, un potenziale di aumento dell'occupazione per i giovani.

    Ricercatori, studenti ed esponenti del sindacato dell'università di Salerno hanno simbolicamente occupato la sala del Senato Accademico. "Siamo qualche centinaio e resteremo qui, nel punto più simbolico del Rettorato, per circa un'ora" ha dichiarato il docente Libero Sesti Osseo del Coordinamento d'Ateneo di Salerno. "Lo facciamo per dire ancora una volta il nostro no alla Riforma Moratti. La legge cancella la figura del ricercatore e non c'è una sola parola di regolamentazione sulle attività di ricerca".

    Articolo tratto da http://www.repubblica.it/

    Per lasciare un commento è necessario aver effettuato il login.

    Aree riservate agli abbonati di liberamente