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    Quando il videogioco ci regala quel piacere che manca nella vita

    SE PICCOLI e adulti durante le vacanze natalizie, e anche dopo, rimarranno inchiodati per ore a giocare con i nuovi videogiochi regalati, non c'è da meravigliarsi più di tanto: esiste infatti una profonda motivazione psicologica che tiene molte persone dalle più diverse età davanti alle loro console. Si tratta di un fattore stimolante che dona piacere, un fattore difficile da trovare in altri ambiti della vita. E' quanto affermano ricercatori dell'Università statunitense di Rochester.

    Come sono giunti a questa conclusione? Gli psicologi hanno sottoposto a un test 1.000 giocatori incalliti per capire cosa li spinge a trascorrere molto del loro tempo a cimentarsi con i videogiochi. La risposta è stata quasi a senso unico: essi trovano una soddisfazione personale che non rinvengono in nessun'altra attività della loro vita. Lo studio è stato fatto sia tra i giocatori che utilizzano le ultime console Wii, Playstation 3 e Xbox, sia tra coloro che preferiscono giocare collegandosi direttamente al computer utilizzando giochi che permettono anche a migliaia di altri appassionati di giocare simultaneamente. La ricerca verrà pubblicata sulla rivista specializzata "Motivation and Emotion" del prossimo mese.

    "C'è sicuramente una più profonda motivazione nel giocare ai videogame che non il semplice divertimento", ha detto Richard Ryan, psicologo, il quale, negli ultimi anni ha guidato quattro ricerche per capire cosa si cela dietro al passatempo che sembra richiamare sempre più persone al mondo, al punto che recentemente gli incassi dei videogiochi hanno superato quelli dei film di Hollywood.

    I giocatori sostengono di provare gradevoli emozioni e sensazioni quando i giochi danno loro modo di sperimentare esperienze che in qualche modo sono connesse con il mondo reale in cui essi vivono quotidianamente. La ricerca ha messo in luce il fatto che i giochi offrono opportunità di successo, libertà e persino profonde relazioni con altri giocatori che in nessun modo si possono incontrare nella vita reale. "I benefici del trascorrere ore e ore davanti a un video, adombrano il semplice divertimento, perché vanno ben oltre. La ricerca ha messo in luce che la spinta psicologica dei giochi porta gli interessati ad un senso di autonomia, competenza e relazioni con altre persone che non ha confronto", ha spiegato Ryan.

    La ricerca rivela che soprattutto coloro i quali con altri appassionati via computer provano una importante e profonda soddisfazione di successo che è impagabile e che spinge a giocare ancora in futuro. I ricercatori hanno concluso che alcuni giochi non solo motivano a riprovare ulteriormente ma "sono una spinta psicologica che aiuta a star bene dal punto di vista psicologico, anche se con effetti limitati nel tempo".
    Non tutti i giochi, ovviamente, offrono le identiche soddisfazioni alle necessità psicologiche di base, ma quelle in grado di offrirle sono la spinta per far tornare i giocatori alla loro console. E il gioco è fatto.

    Fonte: http://www.repubblica.it

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