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    Ricordi sbagliati, la colpa è delle pressioni sociali

    A causa delle «pressioni sociali» ogni volta che si racconta un ricordo si corre il rischio di perderlo e sostituirlo con false memorie: a dimostrarlo è uno studio pubblicato su Science condotto dai ricercatori dell'University College di Londra (Regno Unito) che ha svelato che quando si parla del passato con persone con cui questo è stato condiviso, il ricordo può venire sostituito con quello che viene raccontato dagli altri.
     
    Per dimostrare questo fenomeno gli studiosi hanno fatto visionare un documentario a gruppi di volontari che, nei giorni successivi, sono stati sottoposti a una serie di test di memoria sul contenuto del video. Quando sono state fornite appositamente delle false risposte, i singoli volontari, credendo che si trattasse delle risposte degli altri membri del gruppo, hanno mostrato la tendenza a uniformarsi, scegliendo le risposte sbagliate nel 70% dei casi. Al test successivo i partecipanti sono stati informati che le risposte fornite erano false, ma nel 50% dei casi hanno continuato a dare ancora risposte sbagliate, perché avevano creato false memorie sulla base del test precedente.
     
    Le scansioni cerebrali effettuate hanno svelato che durante la generazione delle false memorie c'è un'attivazione contemporanea dell'ippocampo – responsabile della memoria a lungo termine – e dell'amigdala – il centro emozionale del cervello. La pressione sociale agirebbe sull'amigdala, che darebbe l'approvazione affinché i ricordi possano essere conservati nel cervello, convincendolo a sostituire un ricordo con una falsa memoria.
     
    Fonte: http://salute24.ilsole24ore.com/
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