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    Riforma del welfare del Lazio: un’opportunità per gli psicologi?

    Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, e Rita Visini, assessore regionale alle Politiche Sociali, hanno presentato le linee guida per per la riforma del Sistema dei Servizi Sociali del Lazio, dopo oltre dieci anni di completa inattività ed una situazione sociale immersa nelle criticità.
    Si è dunque finalmente avviato il processo di recepimento della Legge 328 del 2000.

    L’intero mondo del sociale e il terzo settore del Lazio, dal volontariato all'associazionismo, dalla cooperazione al sindacato e all'impresa sociale, sindaci e assessori ai servizi sociali dei comuni della regione, responsabili dei distretti sociosanitari e delle Asl hanno partecipato all’evento “Tutti inclusi” e il Presidente della Commissione Politiche sociali e salute del Consiglio regionale del Lazio Rodolfo Lena ha presentato il suo intervento.

    In sintesi, l'Assessore Visini ha spiegato che nella proposta di legge troverà spazio la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni sociali che la Regione e gli enti locali dovranno erogare: il servizio sociale professionale, il segretariato sociale per favorire l'accesso ai servizi, il pronto intervento sociale per le situazioni di emergenza, il servizio di assistenza domiciliare per soggetti e nuclei familiari con fragilità sociali e le strutture residenziali e semiresidenziali.

    Verranno rafforzati i distretti socio-sanitari e saranno previsti meccanismi per incentivare i Comuni alla gestione associata dei servizi. Inoltre, verrà introdotto il Piano sociale regionale, ovvero uno strumento di indirizzo e programmazione triennale delle politiche sociali che la Regione adotterà con il contributo di enti locali e terzo settore.

    La Visini ha sottolineato come l'attuale sistema di welfare abbia molti limiti: “A causa della frammentarietà degli interventi, la disomogeneità sul territorio, gli spazi di sovrapposizione tra i livelli istituzionali in alcuni ambiti mentre altri restano drammaticamente scoperti, rigidità e centralismo nel soddisfare i bisogni sociali. L'obiettivo della riforma che la regione Lazio sta portando avanti è superare un modello di politiche sociali che arrivano solo alla fine, quando c'è da mettere una pezza e riparare un danno, per approdare a un welfare moderno che crea contesti e opportunità di crescita personale e comunitaria".

    "Approderemo a un sistema integrato nel quale politiche sociali, formative, sanitarie, lavorative, abitative, di tutela dei diritti e delle pari opportunità costruiranno una rete capace di offrire risposte organiche ai bisogni delle persone".

    Il Presidente Zingaretti ha affermato che entro ottobre porteranno in giunta la legge di riforma del welfare del Lazio pur sottolineando che non sarà un’impresa semplice e che non c'è riuscito nessuno negli ultimi tredici anni. E afferma: “E' una follia che il Lazio non sia mai riuscito a recepire la legge 328. Ci sono state politiche sociali segnate dalla discrezionalità e non dalla pianificazione e i risultati si vedono. Sono cresciute ingiustizia e solitudine. Da oggi con questa assemblea straordinaria, che è un grande evento, c'è la chiamata a raccolta di tutta la società civile. Lavoreremo per portare alla nostra Regione una legge degna di questo nome sulle politiche sociali affinché le persone che hanno bisogno non si sentano mai sole".

    E’ stato dichiarato l'obiettivo di permettere alla Giunta regionale di approvare una proposta di legge entro poche settimane, per consentire al Consiglio di discutere e varare il provvedimento prima della fine dell'anno o al massimo all'inizio del 2014.

    Gli Psicologi, con il proprio bagaglio di conoscenze e competenze, rappresentano un’importantissima risorsa all’interno di questo processo. Non sarà un percorso semplice, ma il cammino è iniziato.

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