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    Riscaldamento globale: un pensiero fisso nei disturbi mentali

    Circa il 30% dei pazienti affetti da disturbo ossessivo-compulsivo avrebbe un timore ossessivo nei confronti del riscaldamento globale e metterebbe in pratica tutta una serie di atteggiamenti, come controllare la chiusura del rubinetto o della luce, per scongiurare il rischio di quella che loro vedono come una catastrofe planetaria. A dimostrarlo è stato uno studio presentato al congresso del Royal Australian and New Zealand College of Psychiatrists ad Auckland, in Nuova Zelanda.

    Non è la prima volta che le persone affette da questi disturbo sono ossessionate da qualcosa di cui si parla molto alla televisione, afferma l'autore della ricerca della Università di Sidney. Con l'inizio della guerra fredda e la minaccia di una guerra nucleare tra superpotenze, ad esempio, molti pazienti affetti da disturbo ossessivo-compulsivo adottarono strategie di difesa contro la futura distruzione del mondo. Lo stesso avvenne negli anni '80 con la diffusione dell'AIDS, spiega Jones, in cui molti pazienti con questo disturbo erano spaventati da qualsiasi persona si sedesse accanto a loro nell'autobus, per timore di contrarre il virus HIV.

    Nello studio attuale, Mairwen Jones e i colleghi australiani hanno dimostrato che il 28% dei pazienti affetti da disturbo ossessivo-compulsivo che mettono in atto pratiche e rituali di controllo del gas, della luce e dei rubinetti di casa, lo fanno per non sprecare risorse energetiche e non contribuire al riscaldamento globale del pianeta. Alcuni di questi soggetti, continua Jones, sono soliti anche controllare ossessivamente la presenza di crepe nelle pareti della casa, provocate dalla eventuale siccità. Sarà interessante osservare quante altri soggetti affetti da altri disturbi mentali possano guardare al riscaldamento globale con timore eccessivo, sostiene Jones. Sebbene il riscaldamento globale rappresenti una minaccia reale per il pianeta, infatti, il loro atteggiamento ossessivo è legato alla patologia e necessita di un intervento di uno specialista.

    Fonte: The Royal Australian and New Zealand College of Psychiatrists Congress. Auckland, Nuova Zelanda, 2-6 maggio 2010.
    http://it.health.yahoo.net/c_news.asp?id=28063

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