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    Ruolo e competenze dello psicologo scolastico

    Negli ultimi dieci anni sono stati presentati in Parlamento 4 disegni di legge per l’istituzione del servizio di Psicologia Scolastica all’interno degli Istituti e ad oggi il ruolo dello Psicologo Scolastico non è stato ancora istituzionalizzato.

    Nonostante l’assenza di una legislazione che garantisca la sua presenza nelle scuole, la figura dello Psicologo Scolastico ha progressivamente acquistato importanza all’interno degli istituti negli ultimi anni e si trova oggi a dover affrontare con competenza anche le richieste che pervengono dall’avvento delle nuove tecnologie sui modelli e le strategie didattiche, modificatesi e sviluppatesi grazie ai nuovi strumenti multimediali a disposizione degli istituti stessi. Funzioni, attività e competenze tradizionali dello Psicologo dentro la scuola

    Lo psicologo inserito nella scuola si interfaccia con diversi soggetti:
    • alunni;
    • genitori/famiglie;
    • dirigente scolastico;
    • altri specialisti (logopedisti, neuropsichiatri infantili, psicopedagogisti,
    • assistenti sociali, educatori ecc.)
    L’azione dello psicologo all’interno della scuola si svolge infatti a vari livelli, a seconda di quali sono gli obiettivi dell’intervento e quali siano i destinatari. Per questo motivo i soggetti sopra elencati possono ricoprire contemporaneamente il ruolo di attori nonché di destinatari stessi dell’intervento in atto.

    Per comprendere meglio questa affermazione, è necessario fare maggiore chiarezza su quali funzioni possa ricoprire lo psicologo all’interno della scuola.

    Funzioni
    Tra i disegni di legge presentati in Parlamento, due di questi descrivono le funzioni dello psicologo scolastico:
    L’articolo 3 del DdL n. 2967 (“Compiti e funzioni dello psicologo per il sostegno alla formazione della personalità dei minori”) definisce tali funzioni in:
    a) informazione rivolta agli studenti su temi riguardanti lo sviluppo psicologico dell'età evolutiva;
    b) rapporto individuale con ogni allievo per il sostegno alla formazione della sua personalità;
    c) individuazione di soggetti con problemi di ordine psicologico e loro sostegno e assistenza;
    d) collaborazione con gli insegnanti di sostegno;
    e) consulenza e informazione rivolta agli insegnanti sugli aspetti psicologici relativi alla fascia d'età dei loro alunni;
    f) consulenza psicologica rivolta alle famiglie per lo sviluppo dei figli ed il rapporto genitori-figli.
     
    L’articolo 3 del DdL n. 3345 (“Norme sull'istituzione del ruolo di psicologo
    consulente degli istituti scolastici”), comma 1 recita:

    Il consulente psicologo svolge le seguenti funzioni:
    a) consulenza ai docenti, agli organi collegiali ed al capo d'istituto sulle problematiche di ordine psicologico e relazionale connesse allo svolgimento dell'attività didattica e formativa;
    b) consulenza alle famiglie che ne facciano richiesta, in tema di sviluppo dei minori e di rapporto con i figli;
    c) consulenza agli studenti e ai gruppi di classi che ne facciano richiesta;
    d) informazione agli insegnanti in tema di sviluppo psicologico degli studenti;
    e) collaborazione con gli organi collegiali della scuola per la programmazione e l'attuazione di specifici progetti d'intervento preventivo formativo e di orientamento;
    f) ascolto, informazione agli studenti, orientamento agli studi e alla scelta
    professionale.
     
    In relazione all’intervento effettuato dallo psicologo dentro la struttura, le sue attività sono molteplici e possono andare dalla semplice consulenza individuale a veri e propri progetti di intervento complessi che possono coinvolgere il corpo docente o altri professionisti di discipline attigue alla psicologia ed essere indirizzati ad uno solo o a più destinatari rilevati.

    Attività
    Le attività svolte dallo Psicologo scolastico possono essere raggruppate essenzialmente in 3 grandi categorie in base all’obiettivo da perseguire:
    • attività di prevenzione
    • attività di intervento vero e proprio
    • attività di valutazione/diagnosi del contesto e del caso
    Per quanto riguarda i contenuti dell’attività dello psicologo dentro la scuola, essi fanno riferimento ad un range veramente vasto di problematiche, che emergono quando si considera la situazione del singolo alunno, del gruppo classe, del rapporto classe-insegnante e del rapporto genitori-figli, sia della specifica realtà scolastica in cui lo psicologo opera, sia afferenti a temi di portata più generale e trasferibili da una realtà all’altra.

    Possono essere portati come esempio alcuni ambiti delle attività che più frequentemente uno psicologo si trova ad effettuare all’interno della scuola:
    • orientamento scolastico;
    • abbandono/dispersione scolastica;
    • successo formativo:
    • dipendenze;
    • comportamenti anti-sociali (es. bullismo);
    • difficoltà di apprendimento;
    • benessere e educazione alla salute;
    • integrazione della diversità (handicap e stranieri);
    Questi argomenti possono essere considerati delle “macro-aree” comuni a praticamente tutte le scuole, all’interno dei quali è possibile progettare interventi specifici in funzione della domanda esplicita ed implicita da parte dell’istituto.

    Non si deve comunque pensare che l’intervento dello psicologo scolastico si “fermi” a tali macro aree individuate solo per comodità.
    L’educazione è un campo molto vasto nel quale lo psicologo può inserirsi come supporto alle istituzioni classiche, come intermediario per agevolare quei processi che avvengono nel quotidiano della scuola e che riguardano la formazione dell’individuo dal momento in cui entra a far parte del circuito scolastico, al momento in cui ne esce, per potersi dire un individuo formato non solo da un punto di vista delle conoscenze e competenze apprese, ma dal punto di vista del saper vivere (il saper essere) nella società.
    Sta quindi allo psicologo individuare nuove aree di intervento per agevolare questo processo.

    Competenze
    Infine, per quanto concerne le competenze che lo psicologo che lavora nella scuola deve necessariamente possedere, indubbiamente la conoscenza del sistema organizzativo scolastico è il primo requisito per condurre un intervenendo nella scuola.

    Questo in quanto la scuola è un sistema complesso e affinché un intervento funzioni è necessaria la conoscenza della rete di relazioni che in esso sono presenti.
    La scuola intesa come sistema complesso comporta inoltre che un intervento non possa essere somministrato, come fosse un farmaco, dall’esterno, senza tenere in considerazione il coinvolgimento attivo di tutti i soggetti appartenenti a tale realtà.

    Quando l’obiettivo è il “cambiamento”, esso non può avvenire che dall’interno affinché possa dirsi realmente avvenuto. Per questo lo psicologo deve essere in grado di attivare tutti i soggetti in gioco (insegnanti, alunni, dirigenti) facendone emergere le risorse, aiutando ad individuare il problema, a riconoscerlo, a valutarne le conseguenze e a ipotizzare possibili soluzioni.

    Per questo motivo, oltre ad una reale preparazione dal punto di vista teorico dello psicologo sul tema di interesse, è necessario che sappia far emergere la specificità di tale problema dal contesto in esame, attivando i soggetti coinvolti sia nella fase di “diagnosi” che nella fase di intervento vero e proprio. Ultime, ma non per importanza, sono ovviamente le conoscenze.
     
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