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    Si resta “connessi” al lavoro durante il fine settimana, in vacanza e anche in malattia

     

    WASHINGTON – Spegnere lo smartphone lasciare il lavoro alle spalle durante i fine settimana e le vacanze è una cosa rara per la maggior parte degli americani, e contrariamente a quanto si possa credere, la maggior parte di essi pensa che essere sempre connessi sia un bene per la produttività e per il proprio equilibrio.

    Questi sono stati tra i risultati di un sondaggio pubblicato dall’American Psychological Association.
    Più della metà dei lavoratori adulti dice di controllare i messaggi di lavoro almeno una volta al giorno durante il fine settimana (53 per cento), prima o dopo il lavoro durante la settimana (52 per cento) e anche quando è a casa in malattia (54 per cento).
    Più di 4 su 10 lavoratori (44 per cento) hanno riferito di fare lo stesso, durante le vacanze.
    Il sondaggio, condotto da Harris Interactive per conto della American Psychological Association, è stato centrato su come le persone utilizzano la tecnologia per le comunicazioni di lavoro (tra cui e-mail, messaggi di testo e segreteria telefonica) e sulle sue implicazioni per il lavoro e il benessere.

    La convinzione prevalente è che la nostra società sia troppo “collegata in rete” e che questo stia avendo un effetto dannoso sul lavoro e salute. Ma la maggioranza degli americani ha riferito che tecnologia legata alle comunicazioni lavorative ha un effetto positivo, in quanto permette loro di essere più produttivi (detto 56 per cento) e fornisce più flessibilità (53 per cento).

    "Alle persone si dà spesso il consiglio di staccare la spina, per raggiungere un equilibrio adeguato tra vita e lavoro e ricaricarsi," afferma David W. Ballard, vice direttore esecutivo per l'eccellenza organizzativa presso APA. "Non c'è dubbio che le persone hanno bisogno di tempi di inattività per riprendersi dallo stress del lavoro ed evitare il burnout, ma ciò non  richiede necessariamente una completa 'disintossicazione digitale.'

    Per molte persone, la possibilità di rimanere “connesse” aggiunge valore al lavoro e alla vita personale.
    Oltre a una maggiore produttività e flessibilità, gli adulti che lavorano hanno riferito che la tecnologia rende più facile il proprio lavoro (56 per cento) e quasi la metà ha indicato che ha un impatto positivo sulle relazioni con i colleghi (49 per cento).
    La maggior parte degli adulti che lavorano affermano di riuscire a controllarsi e di non svolgere il lavoro al di fuori del normale orario previsto (71 per cento) e che il lavoro ben si accorda con gli altri aspetti della vita (69 per cento).
    Ma essere collegati 24 ore su 24 non è privo di problematiche.

    Più di un terzo dei lavoratori americani ha riferito che la tecnologia legata alle comunicazioni aumenta il carico di lavoro (36 per cento) e rende più difficile smettere di pensare al lavoro (34 per cento) e prendere una pausa dal lavoro (35 per cento).

    Ulteriori risultati del sondaggio sono:

    • Gli uomini, più delle donne, controllano i messaggi legati al lavoro durante il fine settimana (59 per cento contro 45 per cento), in vacanza (49 per cento contro 37 per cento) e durante i giorni di malattia (59 per cento contro 48 per cento).

    • Gli uomini trovano che questi strumenti forniscano maggiore flessibilità al lavoro (56 per cento contro 50 per cento) e influiscano positivamente sui rapporti di lavoro (51 per cento contro 46 per cento).

    • Gli uomini hanno anche riportato maggiori effetti negativi, come il conflitto lavoro-vita (26 per cento contro 20 per cento) e un impatto negativo sui rapporti al di fuori del lavoro (20 per cento contro 14 per cento).

    • I dipendenti più giovani erano più propensi a controllare i loro messaggi legati al lavoro almeno una volta al giorno, rispetto a quelli dei gruppi di età più avanzata. Circa 6 su 10 dipendenti di età tra i 18 e i 34 anni  dicono di controllare i loro messaggi almeno quotidianamente quando non sono a lavoro (60 per cento), durante il fine settimana (62 per cento) e nei giorni di malattia (64 per cento), rispetto ad appena il 43 per cento dei dipendenti di  45-54 anni.

    • Più di 6 dipendenti su 10 di età compresa tra i 18 e 34 hanno riferito che la tecnologia li rende più produttivi (63 per cento) e rende più facile il lavoro (64 per cento), rispetto ad appena il 46 per cento e 52 per cento, rispettivamente, per i lavoratori oltre i 55 anni.

    • Anche se i lavoratori più giovani erano più propensi a segnalare gli aspetti positivi delle tecnologie, sono emersi anche aspetti più negativi rispetto ai colleghi più anziani. Rispetto ai lavoratori oltre i 55 anni, quasi il triplo dei dipendenti di età tra i 18 e i 34 anni ha detto che la tecnologia li costringe a lavorare più velocemente (32 per cento contro 12 per cento) e influenza negativamente le loro relazioni al di fuori del lavoro (25 per cento contro 9 per cento). I dipendenti di età tra i 18 e i 34 anni e quelli tra i 35 e i 44 hanno anche riferito, rispetto a quelli oltre i 55, che la tecnologia provoca un conflitto tra la vita ed il lavoro (28 per cento per entrambe le prime due fasce contro 14 per cento).

    "La tecnologia migliora la vita quando ci connette agli altri e ci aiuta a essere più felici e più produttivi", ha detto Ballard. "I benefici sono validi, tuttavia, quando questi strumenti sono utilizzati in modi adeguati alle esigenze, alle competenze e alle preferenze di ogni individuo".

    Fonte: www.apa.org/

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