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    Studiare la narcolessia per curare l’insonnia

    L’insonnia è un disturbo che colpisce, per periodi più o meno lunghi della vita, dal 20 al 30 per cento della popolazione. Nei casi più severi può essere necessario ricorrere a farmaci per cercare di migliorare la situazione, ma si tratta sempre di terapie da affrontare con particolare cautela, in quanto le molecole disponibili hanno controindicazioni e inconvenienti. In particolare, possono indurre dipendenza, tolleranza e/o un sonno senza sogni, ossia con la riduzione o la soppressione delle fasi di sonno REM.

    Una società farmaceutica svizzera, l’Actelion, ha annunciato di avere iniziato i trial per la registrazione di un farmaco contro l’insonnia che sembra non produrre tali inconvenienti. La molecola agisce bloccando il sistema dell’orexina (detta anche ipocretina), un neuropeptide la cui grave carenza nell’organismo è nota indurre la narcolessia, una patologia del sonno che provoca svariati improvvisi addormentamenti durante il giorno e fenomeni di paralisi temporanea.

    Dagli studi finora condotti risulta anzi che questo inibitore dell’orexina amplierebbe le fasi di sonno REM e agevolerebbe i processi di consolidamento della memoria.
    Il campo d’azione del farmaco potrebbe essere però più vasto. Dato che chi soffre di narcolessia è resistente all’azione delle amfetamine, i ricercatori della società hanno intenzione di testare la possibilità che la molecola possa essere sfruttata anche per combattere i fenomeni di abuso di questa ampia classe di sostanze.

    Infine, l’orexina è coinvolta nei meccanismi di regolazione dell’assunzione di cibo: il suo inibitore potrebbe quindi essere forse utilizzato per il controllo dell’obesità.
    Se i trial attualmente in corso confermeranno i dati finora acquisiti, i responsabili della società svizzera pensano che il farmaco possa entrare in commercio entro il 2012.

    Fonte: http://www.lescienze.it/

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