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    Superare la crisi? C’è lo psicologo di base

    Psicologi «di base» per fronteggiare i disagi causati dalla crisi economica. Da una parte le Regioni tagliano i servizi socio sanitari, dall'altra i Comuni cercano di tappare le falle istituendone di nuovi. E' in questo quadro che, il comune di Zevio sulla scia di altre esperienze  è stato indicato dall'Ordine regionale degli psicologi del Veneto quale Comune capofila per l'istituzione del nuovo servizio di base.

    «Un servizio lasciato da parte nelle scandalose schede sanitarie appena approvate dalla Regione», ha sottolineato il sindaco Diego Ruzza, che nella vita fa lo psicologo.
    Il sindaco ha spiegato che l'iniziativa va messa in piedi attraverso una proposta di legge regionale che necessita del sostegno dei Comuni fino al raggiungimento di almeno 20mila abitanti.
    «Si tratta di istituire un servizio che vada ad intercettare il dilagante e preoccupante disagio tra imprenditori, commercianti e semplici cittadini. Solo la settimana scorsa ben 4 imprenditori padovani si sono tolti la vita causa i fortissimi danni portati dalla crisi», ha insistito il primo cittadino.

    Psicologi di base, dunque, da affiancare ai medici di famiglia e rispondere in modo più adeguato alla domanda di salute posta dai cittadini in tempi di crisi, riducendo la spesa da prescrizioni che diversamente potrebbero non funzionare in modo appropriata.

    L'obbiettivo: combattere le incertezze della quotidianità, la mancanza di fiducia nel futuro, la perdita del posto di lavoro, del reddito per mandare avanti la famiglia. Situazioni quasi sempre causa di disturbi psicosomatici o, nella peggiore delle ipotesi, che inducono ad atti estremi quanti hanno perso ogni speranza.
    «I Comuni aderenti all'iniziativa, e sono molti, visto che ogni giorno c'è chi vuole associarsi alla proposta di legge, potranno finanziare l'intervento che, nel nostro caso, potrebbe trovare risalto all'interno dell'ospedale Chiarenzi», che sarà dismesso dal 2015 secondo la Regione.
    Ruzza ha auspicato la massima condivisione del Consiglio sul provvedimento, «perché», ha detto, «non manca giorno che qualche persona disperata bussi in municipio per chiedere l'aiuto che purtroppo non sempre si può garantire».
    Ma da parte di Giorgia Vesentini e di Mirco Ghirlanda, capogruppo di Zevio bene comune e di Unisciti al cambiamento, sono venute perplessità: sul fatto che il nuovo servizio potrebbe sovrapporsi a quelli offerti dalle Ulss, sui costi a carico dei contribuenti, sul rapporto numero degli psicologi-popolazione previsto dalla proposta di legge (uno ogni 5mila abitanti).

    Per cui Zevio, 15mila residenti, annovererebbe tre di questi professionisti. «Certo, il disagio psichico è in aumento. Però c'è il problema di chi paga.
    E la proposta di legge non include un piano finanziario che chiarisca le nostre perplessità nell'esprimerci positivamente o negativamente sul provvedimento», ha aggiunto Ghirlanda.
    In altre parole, le minoranze hanno sostenuto che, non essendoci più soldi, si debba ricorrere a ulteriori aumenti delle tasse.

    Di rimando, Ruzza ha addotto l'impossibilità di redigere un piano economico di un servizio non ancora istituito. Ma quale termine di paragone ha portato la spesa sostenuta dal Comune di Carmignano del Brenta (Padova), attuando una sperimentazione triennale. «Ottenendo buoni risultati e con psicologi in collaborazione con i medici dell'Utap, Carmignano spende non più di 10mila euro l'anno», ha detto. «Non si tratta quindi di metterci grandi cifre, anche perché proporremo di destinare al nuovo servizio parte dei soldi versati dai Comuni alle Ulss per la gestione del sociale». Zevio dà all'Ulss per questi servizi 330mila euro l'anno.

    Il sindaco ha proseguito mettendo su piatto della bilancia gli «strabilianti risultati» ottenuti dal Comune padovano: «Considerevole abbassamento dei costi da prescrizione di psicofarmaci e da invii da parte dei medici di base ai servizi di psichiatria. E' documentato che se il disagio viene preso all'inizio le cure sono più efficaci e si risparmiano medicine», ha insistito Ruzza, spiegando che il costo degli psicofarmaci rappresenta una componente di prima grandezza nella spesa farmaceutica. 


    Articolo scritto da Piero Taddei, tratto da: http://www.larena.it/

    Petizione istituzione Psicologo per la Salute e il Benessere delle Persone >  

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