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    Tabacco, l’inganno delle sigarette ‘light’ continua

    Emergono sempre più gravi atti di disinformazione perpetrati ai danni dei fumatori dalle aziende produttrici di tabacco. L’ultimo caso riguarda la deliberata produzione di sigarette contenenti quantità di nicotina che risultassero inferiori ai protocolli standard di controllo ma fossero in grado di causare una dipendenza più forte nei fumatori. A svelare l’inganno uno studio pubblicato dalla rivista Lancet.

     

    I ricercatori guidati da David Hammond dell’University of Waterloo di Ontario hanno preso in esame ricerche commissionate in passato dalle aziende Imperial Tobacco Limited (ITL) e British American Tobacco (BAT) che hanno dimostrato che i fumatori tipicamente cercano di assumere una determinata quantità media di nicotina e a fronte di sigarette a basso contenuto di nicotina modificano le loro modalità di consumo, fumando più intensamente, raggiungendo volumi di fumo inalato quasi doppi rispetto alla ‘macchina da fumo’ della International Standard Organization (ISO), che viene utilizzata per testare i prodotti delle aziende produttrici di tabacco. I documenti segreti esaminati dai ricercatori canadesi descrivono alla perfezione la strategia seguita della BAT per massimizzare la discrepanza tra i bassi livelli di nicotina registrati dalla ISO (stampati in bella evidenza sui pacchetti di sigarette e utilizzati nelle campagne pubblicitarie) e i livelli di nicotina e catrame effettivamente inalati dai fumatori. I documenti hanno dimostrato anche che la BAT ha commercializzato i suoi prodotti a dispetto dei rischi per la salute dei consumatori e delle preoccupazioni etiche sollevate dagli scienziati interpellati.

    Negli ultimi 30 anni, centinaia di milioni di consumatori sono stati indotti a credere che fumare sigarette a basso contenuto di nicotina fosse meno pericoloso per la salute. Lo 'sport' di eludere i test ISO è stato portato avanti dalle industrie per mantenere i propri clienti in uno stato di dipendenza fisica e per indurre i giovani a fumare tabacco prima possibile. Spiega Hammond: “Questi documenti smascherano una deliberata strategia di disinformazione operata da BAT e ITL per ingannare i consumatori e gli organismi di controllo e far passare il messaggio di una (falsa) minore pericolosità dei prodotti. Questa strategia continua ancora oggi. I protocolli standard di controllo ISO vanno messi da parte e sostituiti al più presto con nuovi metodi che facciano gli interessi dei consumatori e della salute pubblica, e non quelli delle aziende produttrici di tabacco”.

     

    In uno degli studi commissionati (Campbell-Johnson Ltd. A public relations strategy for the Tobacco Advisory Council, 1978) è addirittura contenuta un’affermazione delirante che suona più o meno: “(…) con l’allungamento della durata della vita media abbiamo bisogno di qualcosa per cui la gente muoia: nei suoi aspetti positivi e controllati, il cancro è un ingrediente essenziale della vita, senza il quale le cellule del corpo umano non sarebbero in grado di rinnovarsi”. Lasciamo alla fantasia di ognuno l’elaborazione delle maledizioni più fantasiose dirette all’estensore del suddetto articolo.

     

    Biblio: Hammond D, Collishaw NE, Callard C. Secret science: tobacco industry research on smoking behaviour and cigarette toxicity. The Lancet 2006, DOI: 10.1016/S0140-6736(06)68077-X.
    Chapman S. Regulating the global vector for lung cancer. The Lancet 2006; DOI: 10.1016/S0140-6736(06)68078-1.

    Autore: David Frati
    Fonte: http://it.health.yahoo.net/

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