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    “Tu puoi” vincere i disturbi alimentari

    Nasce www.timshel.it, una piazza virtuale che ha l'intento di favorire una sana alimentazione e di prevenire e combattere i disturbi del comportamento alimentare, troppo spesso generati da abitudini dietetiche errate e dal desiderio di adeguarsi a mode e miti dei tempi moderni. Miti invadenti e, per questo, da sfatare.

    Timshel è una parola di origine ebraica che vuol dire “Tu puoi”. Il messaggio da lanciare ai giovani è: tu puoi scegliere di essere te stesso, puoi uscire dal disagio, puoi riuscire con la tua esperienza e con il tuo impegno ad aiutare te stesso e, perché no, anche gli altri. Tu puoi farcela. Perché solo tu puoi fare la differenza. Nella società che ti circonda e nella tua vita, prima di tutto.

    Il Ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, il Sottosegretario di Stato, Paolo Bonaiuti, e i Sottosegretari alla Salute Ferruccio Fazio e Francesca Martini hanno presentato il nuovo sito internet, punto di riferimento nella rete dedicato ai giovani sui disturbi del comportamento alimentare, anoressia e bulimia, presso la Sala stampa di Palazzo Chigi. Il portale è stato illustrato da Giuseppe Profiti, presidente dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, e da Laura Dalla Ragione, coordinatrice del comitato congiunto dei Ministeri del Lavoro, Salute e Politiche Sociali e della Gioventù. Timshel nasce nell'ambito del progetto del Ministero "Guadagnare Salute", finalizzato a rendere più facili le scelte salutari.

    ''Sono circa 300.000 i siti internet in Italia che inneggiano all'anoressia. Un fenomeno dilagante e preoccupante su cui il Governo ha deciso di intervenire su più fronti, tentando di offrire un'alternativa, proprio nella rete, con notizie positive date da esperti nel linguaggio adoperato dai giovani, come email, chat e forum'', ha detto il Ministro Meloni. In Italia sono almeno 3 milioni le persone tra i 13 e i 35 anni che soffrono di disturbi alimentari. E la soglia d'età si sta ulteriormente abbassando, arrivando a coinvolgere bambini di dieci anni. Il fenomeno, che finora è stato maggiormente femminile, comincia inoltre a diffondersi anche nell'universo maschile. Sono disturbi che insorgono in giovane età e tendono a cronicizzarsi, creando seri problemi di salute pubblica, una vera e propria epidemia sociale.

    "Questo tipo di disturbi richiede un'assistenza multispecialistica, spesso del tutto assente in molte zone del nostro Paese, costringendo di fatto famiglie e malati a un inter diagnostico assai lungo e viaggi della speranza. Il Ministero ha istituito una commissione che si sta occupando di avviare un percorso organizzativo per istituire in ogni regione centri pilota di riferimento, con ambulatori ad hoc accreditati a livello regionale, e servizi di ricovero anche in day hospital o in emergenza", ha dichiarato il sottosegretario Fazio.

    Per far fronte a disturbi sempre più dilaganti nella popolazione italiana, il Ministero del Welfare ha già messo in campo diverse azioni, riprendendo in parte iniziative avviate con il programma "Guadagnare salute". Fazio ha dichiarato che il primo livello di intervento è stata la creazione di una "rete osservazionale di cinque centri pubblici sentinella per procedere a una mappatura dei servizi di assistenza esistenti e aggiornare le linee guida. A ciò si sono aggiunti interventi di sensibilizzazione nella "comunicazione mediatica, dell'industria del cibo e delle diete nel mondo della scuola e dello sport".

    Nel corso della discussione il sottosegretario Martini ha sottolineato come sia fondamentale non lasciare fuori le famiglie dalla lotta ai disturbi alimentari. Bisogna aiutare i genitori, anche attraverso una adeguata informazione, a riconoscere i primi campanelli di allarme di questa malattia come, ad esempio, nelle ragazze l’insorgere dell’amenorrea, per arrivare a una diagnosi precoce, a scegliere le cure migliori favorendo l’accesso ai centri specializzati. Altrettanto importante è che le famiglie siano coinvolte nelle scelte terapeutiche e nel percorso di rieducazione alimentare.

    Fonte: Redazione Ministerosalute.it – 27 novembre 2008
    http://it.health.yahoo.net/c_news.asp?id=23926

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