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    Una professione tutta al femminile

    Quella di psicologo è, e continuerà ad essere nel futuro più prossimo, una professione tutta “al femminile”: infatti tra gli iscritti alla facoltà di psicologia nei diversi atenei del Paese le ragazze costituiscono l’84,8% di coloro che hanno conseguito la laurea nel 2004. Secondo il Rapporto Almalaurea 2005, per i futuri psicologi il punteggio medio di laurea è di 102,8. Molto positivo, anche rispetto agli altri corsi di laurea, il dato riguardante i laureati in corso pari al 42,6%.

    L’età media di laurea è di 24,3 anni per la laurea di primo livello, 27,4 per la laurea specialistica, e 27,6 per chi si è laureato con il vecchio ordinamento. Rispetto agli altri gruppi disciplinari, fra i laureati in Psicologia si registra la maggiore soddisfazione riguardo al proprio corso di studi: ben l’85,9% si riscriverebbe nuovamente alla stessa facoltà e l’84,9% intende proseguire la formazione, frequentando una scuola di specializzazione, il tirocinio, master universitari e non, o naturalmente, per i laureati di primo livello, conseguendo la laurea specialistica.

    Le intenzioni espresse al momento della laurea corrispondono alle scelte concretamente effettuate: in base ad un’altra indagine condotta da Almalaurea coinvolgendo oltre 15 mila laureati che hanno conseguito la laurea triennale nel 2004, ben il 91% di essi si è iscritto ad un corso di laurea specialistica, rispetto all’83% dei laureati del gruppo geo-biologico, al 78% degli ingegneri, al 77% dei laureati del gruppo giuridico.

    L’ulteriore formazione necessaria all’esercizio della professione (specializzazione e tirocinio), naturalmente, ritarda l’ingresso nel mondo del lavoro. Alla fine del 2004, ad un anno dall’acquisizione del titolo, i laureati del gruppo psicologico presentano un tasso di occupazione piuttosto basso pari al 52,7% e si collocano nella graduatoria al decimo posto rispetto agli altri gruppi disciplinari. A tre anni dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione degli psicologi sale già all’84,6%, registrando un ulteriore incremento, pari all’87,4% dei laureati, dopo cinque anni dalla laurea.

    La situazione migliora però a cinque anni dalla laurea quando, con un guadagno medio di 1.342 euro per gli psicologi e di 1.310 euro per le colleghe, il gruppo psicologico sale all’ottavo posto rispetto agli altri gruppi di lauree.

    A livello nazionale, la maggior parte dei neo-laureati inizia a lavorare nei servizi sociali (27,3%) e nell’istruzione (26,5%); a cinque anni dalla laurea, sale la quota di chi lavora nella Sanità (dal 9,2% al 22,1%) o si occupa di consulenza e servizi alle imprese (dal 5,8% al 13,3%). In ogni caso, rispetto a quanto avviene per altri corsi di laurea, il ventaglio delle opportunità occupazionali tende a mantenersi piuttosto ampio.

    L’Ordine degli Psicologi del Lazio ha condotto nel 2005 un’indagine intervistando 900 psicologi. E’ stato possibile tracciare quindi una sorta di identikit dello psicologo. L’età media è di quasi 44 anni. La grande maggioranza degli iscritti all’Ordine è occupata (86%) e quasi tutti (78%) dichiarano di lavorare, coerentemente con gli studi fatti e con le proprie aspirazioni, come psicologi, anche se soltanto il 48% afferma che «il proprio lavoro può essere svolto in maniera esclusiva da psicologi»; molti sono inoltre costretti a svolgere un doppio lavoro.

    La percentuale di psicologi disoccupati è complessivamente in linea con le altre professioni (8% circa, considerando che una parte del 14% dei “disoccupati” dichiara di non essere al momento in cerca di occupazione); il tasso risulta però più critico per le fasce più giovani (13%).

    Ad oggi in Italia risultano iscritti all’Ordine 48.500 psicologi, di cui circa 6.280 sono dipendenti (o convenzionati) del Servizio Sanitario Nazionale e 1.500 circa dipendono da altri enti pubblici o privati. Gli iscritti all’Enpap (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Psicologi) nel 2004 sono stati soltanto 22.120; ciò significa che c’è una quota di circa 18.600 “psicologi” che o non lavora oppure si occupa d’altro, a cui si dovranno aggiungere presto molti dei circa 55.000 studenti che attualmente stanno studiando Psicologia in una delle 26 Università in cui è presente questo corso di laurea.

    Fra gli iscritti Enpap, il 22% ha dichiarato redditi annui inferiori ai 10 mila euro lordi, il 45% superiori ai 10 mila e soltanto il 23% dichiara di superare i 20.000 euro lordi.

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