• 250842 iscritti di cui 4 online

    Usa, aumenta l’autolesionismo tra gli adolescenti

    Il numero di adolescenti autolesionisti che si procurano tagli o bruciature sta aumentando anche se questo genere di comportamento non è necessariamente un sintomo legato a volontà suicide, secondo quanto stabilito da una nuova ricerca fatta negli Stati Uniti.

    David Klonsky, un ricercatore che ha passato cinque anni a studiare il motivo per cui la gente si infligge ferite e lesioni, ha detto che dallo studio risulta che oggi negli Usa un adolescente su sei tiene comportamenti autolesionisti e li utilizza per riuscire ad affrontare emozioni particolari, stati depressivi o di ansia.

    Laura McIntyre, una studentessa di New York è una di questi. Aveva circa 15 anni quando ha cominciato a utilizzare lame di rasoio per tagliarsi le braccia dopo che suo fratello era finito in prigione e suo padre era partito per andare a combattere in Iraq con l'esercito Usa. La ragazza dice che il dolore le serviva per superare l'angoscia.

    "Ho scoperto che mi distraeva dal trauma emotivo. Non avevo manie di suicidio ma ero depressa", ha detto McIntyre, che oggi ha 20 anni e studia psicologia al Hunter College di New York. "All'inizio riuscivo a nascondere i tagli portando maniche lunghe. Tagliarmi era l'unica cosa che volevo fare", ha aggiunto.

    Con l'aiuto di un terapista, McIntyre è riuscita ad abbandonare i comportamenti autolesionisti circa due anni fa.

    Attraverso la sua ricerca, Klonsky, professore di psicologia alla Stony Brook University ha stabilito che l'autolesionismo è legato alla depressione e non al suicidio.

    Lo studioso, la cui ricerca sarà pubblicata nel numero di questo mese della rivista specializzata Clinical Psychology Review, ha detto che il numero di persone che si procurano lesioni sta aumentando anche a causa della pubblicità di cui gode oggi questo tipo di comportamento.

    "(Riferimenti all') autolesionismo si trovano nei testi di canzoni e molti attori e musicisti parlano apertamente della loro esperienza di autolesionismo", ha detto Klonsky, aggiungendo: "La maggior parte degli adolescenti oggi ne sente parlare e alcuni decidono di provarlo".

    Articolo di Belinda Goldsmith tratto da: www.today.reuter.it

    Per lasciare un commento è necessario aver effettuato il login.

    Aree riservate agli abbonati di liberamente